Nubi rossastre al crepuscolo Stampa
Scritto da Antonia Briuglia   
    DAL CREPUSCOLO ALL’ALBA.
Nubi, fumi inquinanti e precauzioni

Nubi rossastre al crepuscolo.

Ore di fibrillazione quelle che si stanno vivendo a Savona e a Vado intorno alla vicenda della firma della convenzione sull’inizio lavori di ampliamento della centrale a carbone.

Conferenze Stampa, promosse dai Comitati, con l’obiettivo di chiedere pubblicamente ai Sindaci di non firmare. Risposte più o meno sottotono degli industriali, appoggiati dai sindacati, che rivendicano questo progetto come “salutare” per il territorio in termini economici e di posti di lavoro. Che “paradossalmente” cercano di parlare col linguaggio ambientalista per dire che l’ampliamento risponderebbe anche a parametri ambientali migliori di quelli attuali, ammettendo, di fatto, e ricordandoci ancora una volta, che quello che stiamo respirando da quarant’anni è…merda!

Eppure sui malati e sulle morti si può passare sopra, per convenienza, per ignoranza, per disinteresse, per opportunismo politico, come fossero effetti collaterali di un obbiettivo inevitabile.

Non ci si rende neanche conto di come appaiano incomprensibili e vuoti i termini di un dibattito politico sulla vicenda. Come appaiano surreali le dissertazioni che, dai banchi della Provincia, si continuano a sprecare.

” Vaccarezza si arroga meriti che sono della Regione !” tuona Russo del PD.

Non sia mai che l’ampliamento della centrale abbia la targa PDL, visto che il via è partito dalla Regione che è governata dal PD.

E’ decisamente un merito aver accolto la richiesta di ampliare una centrale a carbone che già produce più del necessario, che contraddice a tutte le indicazioni ambientali AIA sulla produzione di CO2 e non solo, e che soprattutto continuerà a inquinare un territorio che paga con malattie e morte, le scelte scellerate di amministrazioni che, per decenni, si sono succedute. Perché tutti sanno, e oggi è supportato da studi scientifici non segreti, che non esisterà alcuna tecnologia migliorativa che abbassi le emissioni, aumentando la combustione da carbone.

Il PD e il PDL savonese, invece, sono tanto soddisfatti del risultato delle loro azioni che litigano per accaparrarsene il merito.

Il meglio che si poteva ottenere!” dichiarava Burlando, intanto la gente continua ad ammalarsi e a morire.

 

Si chiede di metanizzare ma il metano non è economico” dichiara Pasquale, e intanto la gente continua a respirare “economica merda”, continua a vivere sotto le nubi che si alzano soprattutto al crepuscolo.

“Rosso di sera!”, verrebbe da dire, ma quel rosso inquietante non fa sperare in nulla di buono.

Nubi rossastre che se percorri l’autostrada da Vado a Savona e a volte anche oltre ne puoi sentire l’odore nauseabondo.

Eppure, in modo del tutto surreale, i politici del Pd e Pdl  continuano a parlare  di esito soddisfacente di una vicenda complessa, di ascolto delle richieste di un territorio.

Si affannano a raccontare alla gente e soprattutto al proprio elettorato una versione dei fatti falsa, giustificando invece una posizione lontana dal territorio e protesa a difendere solo le scelte di aziende che antepongono il profitto alla salute del territorio.

Tutti sanno che i due gruppi che emettono quelle nubi portatrici di morte, vanno chiusi.

Subito.

Tutti sanno che sono fuorilegge e oggi esiste anche una perizia commissionata dai Sindaci di Vado e Quiliano che lo prova e si sa anche che quei Sindaci potevano, in conformità a una legge chiamata “principio di precauzione”, chiederne la chiusura immediata.

Ma anche ieri sera le nubi del crepuscolo erano là.

 

Fumi nauseabondi all’alba.

Se vivi nelle Albissole ,  poi, secondo come gira il vento , alle primissime ore dell’alba un altro “odore” quello  acre di bitume ti entra nelle camere da letto.

Certo, a saperlo, potevi, la sera prima chiudere le finestre.

Avresti patito un po’ il caldo, ma almeno avresti respirato. 

 

Il puzzo sommato a quello del traffico cittadino inevitabilmente ti entra nelle narici, arriva in gola e irrita le mucose.

 

Su questo problema, tempo fa, scrissi articoli ( leggi e...leggi....e lettere ai Sindaci, all’Asl , ai quotidiani quando fui informata delle battaglie promosse da gruppi di cittadini che vicino al bitumificio di Luceto ci abitano da anni. Inutilmente.

Le proteste partite nel 2006 si sono protratte sino a oggi, ma anche se con Sindaci diversi, di colori diversi non sembrano aver avuto soluzione.

Il bitumificio Betombit , industria insalubre di prima classe che come tutti i bitumifici emette fumi tossici di idrocarburi altamente inquinanti per essere …policiclici aromatici da qualche tempo ha anche chiesto la lavorazione di fresati , ottenuti dal recupero di asfalto e bitume e continua le sue lavorazioni autocertificandosi vicino ad un centro abitato che è pur vero si è espanso , ma non certo per responsabilità degli abitanti che lo abitano.

Otto mesi fa un gruppo di cittadini chiese udienza al Sindaco Orsi che chiamò i responsabili dell’azienda i quali si affrettarono a rassicurare :”Tutte le emissioni sono nei limiti di legge!” Il Sindaco chiese un controllo sulle analisi effettuate  e poco dopo pubblicò il titolo dell’articolo (Secolo XIX del 19/1/2011) sul giornalino comunale. “Odore forte della Betonbit gli abitanti protestano da Orsi. I responsabili del bitumificio rassicurano: non ci sono rischi per la salute.”

E invece i rischi ci sono eccome!

 Gli impianti di conglomerato bituminoso sono  impianti insalubri di prima classe e la loro cancerogenicità legata agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono classificati IARC , quindi pericolosi e elencati nel gruppo 2A alcuni e altri nel gruppo 2B delle emissioni cancerogene.  

Sarebbe stato meglio che il Sindaco invece di minimizzare sostenendo che si tratta solo di puzza che col vento che tira dall’altra parte non si sente, si fosse fatto  carico di pubblicare il risultato delle analisi per capire se anche in questo caso una fabbrica che produce vapori, esalazioni insalubri e  pericolose per la salute degli abitanti e che dovrebbe essere tenuta  lontana dalle abitazioni  costituendo un forte rischio per la salute pubblica, non ricadesse nel  legittimo “principio di precauzione” di un Sindaco . 

   

PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: UNA LEGGE CHE I SINDACI NON  SEMPRE APPLICANO.

Il principio di Precauzione è tra i doveri di un Sindaco.

 “Il D. Lgs. 16.1.2008, n° 4 ha di recente modificato il D. Lgs 152/2006, che detta norme in materia ambientale. All’art.3-ter introduce nella legislazione italiana il principio della Precauzione, previsto dal Trattato Comunitario all’art.174.”

Esso recita:

“ La tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché al principio «chi inquina paga» che, ai sensi dell’articolo 174, comma 2, del Trattato delle unioni europee, regolano la politica della comunità in materia ambientale.” 

 Questo principio purtroppo è poco conosciuto, soprattutto dai cittadini e di conseguenza raramente applicato.

Il principio della Precauzione è diverso dal principio della Prevenzione perchè prevede l’obbligo di provvedere anche in presenza di incertezza scientifica.

Una sentenza della Corte europea recita:“il principio di precauzione è il principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici”. 

 Mentre a Vado, a Quiliano e ad Albisola i Sindaci, massime autorità in fatto di salute pubblica, che fanno?

Si deresponsabilizzano dietro i pareri degli organi tecnici, quando invece la legge assegna loro la responsabilità delle scelte in fatto di precauzione, potendo decidere addirittura anche in disaccordo al parere dell’ ASL quando è in gioco la salute pubblica.

Questo diventa obbligo necessario nei confronti d’industrie insalubri di prima classe quali, le centrali termoelettriche e i bitumifici vicinissimi ai centri abitati.

Il Sindaco, soprattutto in questi casi, non può rifiutarsi di operare scelte e assumere un parere in coerenza con il principio di Precauzione, anche in virtù degli artt. 50 e 54 del decreto legislativo 267/2000, come testimoniano sentenze del Consiglio di Stato.

Quindi si chiede solo che si facciano rispettare le leggi esistenti.

Intanto è una domenica mattina di fine settembre, il tempo non volge al bello e (se Dio vuole!) il traffico dei vacanzieri domenicali non c’è, come non c’è quello dei lavoratori e delle scuole.

Se il vento tira da levante, oggi si respira!

                                                                    ANTONIA BRIUGLIA

 

 

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