Settimanale Anno XVI
Numero 725 del 18 ottobre 2020
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Considerazione sugli OGM (prima puntata) Stampa E-mail
Scritto da ALDO PASTORE   
Aldo Pastore
RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
 (Terza parte)
 
 Abbiamo appreso, dal quotidiano “LA STAMPA” del 14 settembre 2017 la seguente notizia:

OGM, ITALIA CONDANNATA DALL’UE (UNIONE EUROPEA):

NO ALLE RESTRIZIONI

Riportiamo la parte iniziale dell’articolo scritto, su questo argomento, da Emanuele Bonini:

“Sugli Ogm l’Italia ha sbagliato.
Ha applicato restrizioni ingiustificate agli organismi geneticamente modificati sulla base di motivazioni insufficienti.
Così facendo ha violato le regole europee, e dovrà risarcire quanti hanno deciso di coltivarli nonostante i divieti nazionali. La sentenza della Corte di giustizia dell’Ue non comporta multe da versare all’Ue: censurando le misure introdotte nel 2013 esprime una bocciatura politica”.

Di fronte a questa drastica disposizione dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia (che conduce di fatto alla riammissione della coltivazione degli Organi Geneticamente Modificati sul territorio nazionale); abbiamo sentito il dovere di chiedere un parere ad ALDO PASTORE, memori del fatto che egli, al termine della prima parte dell’attuale pubblicazione, aveva attualmente affermato che:

“l’argomento degli OGM va affrontato con la dovuta serietà e senza pregiudizi o tabù mentali; è quello che cercherò di fare nel prossimo articolo.”

 Siamo giunti, dunque, all’articolo odierno, che, tuttavia, porta la data del 24 aprile 2007 ed, ancora, all’articolo della prossima settimana (4 maggio 2007); entrambi gli articoli possono e debbono considerarsi attuali, perché corrispondenti agli argomenti ed ai problemi, sollevati dall’Unione Europea nei confronti della nostra Italia.


Il titolo dell’articolo odierno è il seguente:

CONSIDERAZIONI SUGLI OGM

prima puntata

La scoperta scientifica della zanzara transgenica, resistente alla malaria e, come tale, apportatrice di un decisivo contributo per la sconfitta definitiva di questa malattia, mi ha portato, quasi fatalmente, ad affrontare l’argomento degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM).

E’, questo, un tema assai complesso e controverso, che sta interessando ed, ovviamente, appassionando e dividendo, scienziati e politici di ogni parte del Mondo; molto si è discusso, in questi anni, su questo specifico argomento.

Quando, allora, mi sono seduto davanti al mio tavolo per scrivere sugli OGM, mi sono trovato, immediatamente, in una condizione di oggettiva difficoltà, perché mi sono reso conto che non è possibile conversare seriamente, su questo tema, con gli affezionati lettori di “Trucioli Savonesi”, avendo a disposizione poche pagine.

Ho pensato, di conseguenza, di dividere l’argomento in due puntate, sottolineando nella prima, gli aspetti positivi del tema trattato e, nella seconda, gli elementi discutibili o, addirittura negativi, che concernono l’indiscriminata diffusione di questi organismi in ogni angolo del  Mondo.

Incomincio, allora, a dire che l’inizio DELL’ ERA DEGLI OGM risale al 1953, allorquando James Watson e Francis Crick scoprirono la struttura a doppia elica del DNA, la base della vita; da quel momento, incominciarono ad aprirsi le straordinarie possibilità della manipolazione genetica.


Ma, fu soltanto nel 1983 che il mondo scientifico potè passare dalla teoria alla pratica, quando, cioè, la scienziata californiana Jary Mullis scoprì la reazione a catena della Polimerasi, che permise la replicazione veloce di piccole parti del DNA e, quindi, la manipolazione, in laboratorio, dei codici genetici.

Sempre durante il 1983, negli USA vennero concesse le autorizzazioni per la produzione, su scala industriale, di piante geneticamente modificate; nel frattempo, la Environment Protection Agency  (l’Ente Federale che tutela l’ambiente) approvò la coltivazione della prima pianta OGM: si trattò del Tabacco, manipolato per resistere ai virus.

Negli anni successivi, mentre negli USA ed in molte nazioni del Terzo Mondo si diffusero le coltivazioni manipolate, incominciarono a sorgere e, progressivamente, a crescere, tra molti scienziati e tra le pubbliche opinioni, le preoccupazioni per i possibili pericoli, indotti dagli OGM; negli anni ’90 si iniziò a parlare di “Cibi Frankestein” e delle resistenze agli antibiotici, che avrebbero potuto svilupparsi nell’ organismo umano.

Tuttavia, passando oltre queste resistenze, gli OGM incominciarono a diffondersi nel mondo ed anche l’Unione Europea concesse, ancora prima degli anni 2000, l’autorizzazione alla coltivazione di una serie di prodotti OGM.  

Sin qui, dunque, la sintesi della STORIA UFFICIALE della nascita e della diffusione degli Organismi Geneticamente Modificati; ma, forse, è necessario andare indietro  con il tempo ed allontanarsi ben oltre l’ anno 1953; infatti, nel 2003, la Rivista “Science” ha pubblicato un articolo, sottoscritto da un gruppo di ricercatori del Max Planck - Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia (Germania), attraverso il quale viene affermato che la selezione genetica delle specie di mais in America era un procedimento routinario adottato già 4.000 anni fa.


Nell’ articolo, infatti, viene precisato quanto segue:

“Il confronto, tra le pannocchie del Messico e quelle degli Stati Uniti Sud-Occidentali, dimostra che almeno tre Varianti – Genetiche – Chiave vennero selezionate attraverso incroci e coltivazioni selettive dagli abitanti dell’ epoca.
Le civiltà si sono evolute usando, come base, piante geneticamente modificate; 
l’unica differenza, rispetto agli OGM attuali, risiede nel fatto che, oggi, vengono utilizzate tecniche più sofisticate.”

Dalla condivisione tecnico-scientifica dei contenuti di questo articolo discende la conclusione che il cosiddetto IBRIDISMO (vale a dire:  l’ Incrocio tra elementi  naturali eterogenei) null’ altro è se non una forma rudimentale ed empirica di manipolazione genetica.

Ma, torniamo ai giorni nostri; limitando l’ indagine statistica soltanto al MONDO BOTANICO, possiamo, oggi, constatare ( FONTE: ISAAA-International service for the acquisition of agry-biotech applications) che, in dieci anni, la coltura degli OGM è esplosa nel Mondo (attestandosi su 90 Milioni di Ettari coltivati, rispetto ai 1.450 Milioni di Ettari di terre coltivate senza OGM), ma essa riguarda, soprattutto gli Stati Uniti (i quali concentrano, al loro interno, il 49,8 % dell’ intera superficie transgenica), seguiti dall’Argentina  con il 17,1%, dal Brasile con il 9,4%, dal Canada con il 5,8%, dalla Cina  con il 3,3%, dal Messico con l’ 1,8%, dal Paraguay con l’ 1,8% e dall’ India con l’ 1,3 %; le altre Nazioni del Mondo (e, tra esse, tutte le Europee) presentano percentuali inferiori all’ 1%; va , inoltre, correttamente evidenziato che la Cina e l’ India, per il momento, hanno  sviluppato soltanto coltivazioni di cotone transgenico, ma non di cereali, destinati all’ alimentazione.

Per quanto concerne i principali prodotti OGM nel Mondo, abbiamo le seguenti percentuali (FONTE: ANSA-CENTIMETRI):

SOIA:        52%

MAIS:        30%

COTONE:   9%

COLZA:      8-9%

PATATA:     1%   

Giunti a questo punto, al fine di comprendere razionalmente l’essenza dell’argomento, domandiamoci: COSA SONO GLI OGM?

Possiamo rispondere a questa fondamentale quesito, attraverso questa sintetica espressione:

“ I prodotti botanici transgenici derivano da piante transgeniche ; nel genoma  di queste è stato inserito un gene che era estraneo alla loro natura o, più semplicemente, è stato modificato  un gene che era, invece, specifico della pianta stessa” 

In realtà, al di là di questa semplicistica spiegazione, ogni procedimento genetico, per essere biologicamente utile, deve essere lungo e complesso, perché la modificazione, che si vuole introdurre nel genoma della pianta interessata, deve essere unicamente finalizzata allo scopo che si vuole raggiungere e non si debbono ottenere effetti collaterali o indesiderati.


Quali sono, dunque, gli SCOPI DA PERSEGUIRE ed i RISULTATI POSITIVI che si possono teoricamente raggiungere, attraverso l’ impiego razionale degli OGM?

Possiamo rispondere a questa ulteriore domanda, indicando ai nostri lettori questo succinto elenco:

  1. E’ possibile introdurre la coltivazione di specie vegetali in ambienti e terreni, sino ad ora inospitali e, di conseguenza, fornire un significativo contributo alla lotta contro la fame nel mondo.

  2. E’ possibile salvare alcune piante, destinate ad un naturale degrado.

  3. E’ possibile ottenere un aumento quantitativo delle rese agricole

  4. E’ possibile creare piante abbisognevoli di un ridotto apporto idrico, determinando, quindi, un importante contributo al Risparmio del Bene Acqua.

  5. E’ possibile generare prodotti vegetali a ridotto bisogno concimativo.

  6. E’ possibile ottenere colture resistenti ai parassiti (riducendo, di conseguenza, la richiesta di diserbanti e pesticidi)

  7. E’ possibile creare sementi e piante arricchite di particolari sostanze proteiche e vitaminiche.

  8. E’ possibile garantire una maggiore resistenza dei prodotti agricoli di fronte al degrado, che attualmente avviene, nei processi di trasformazione, conservazione, trasporto e durata degli alimenti stessi.

Gli ESEMPI di una concreta realizzazione di quanto sopra esposto non mancano, nemmeno in ambito nazionale.

Cito, in proposito, la comunicazione scientifica di Francesco Sala dell’Università di Milano, riguardante le colture del POMODORO DI SAN MARZANO, considerato, giustamente, una sorta di vanto nazionale.

Questa specie di pomodoro sta sparendo dall’ agricoltura del Meridione d’Italia, perché un virus ne sta distruggendo le coltivazioni.

Francesco Sala scrive testualmente:

“Non è stato sino ad ora possibile porre rimedio a questo grave problema, né con interventi di genetica tradizionale, né con la chimica, in quanto non esistono prodotti chimici antivirali da usare in agricoltura.
Piccole aziende biotecnologiche italiane hanno introdotto un gene esogeno nelle cellule del “San Marzano” ed hanno ottenuto piante estremamente resistenti al virus. Non sono ancora prodotte commercialmente, perché, questo, in Italia non è permesso.”


Un secondo esempio è fornito dalla PATATA EH92 – 527 – 1 (altrimenti definita Superpatata), prodotta dalla BASF, il colosso tedesco della chimica.

Si tratta di una patata modificata geneticamente, al fine di incrementare la produzione dell’amido (da utilizzare successivamente a fini commerciale), ma, soprattutto, per aumentare la resistenza del tubero agli attacchi della PHITOPHTHORA INFESTANS, devastante parassita di questa pianta.

Altro esempio simile riguarda la SOIAla quale viene modificata geneticamente per potenziare la sua tolleranza nei confronti degli erbicidi ed, inoltre, per aumentare la presenza dell’ acido oleico nei suoi semi.

Analogo discorso va fatto per il MAIS, modificato geneticamente per aumentare la sua resistenza agli insetti ed ai pesticidi.

Ma l’ esempio certamente più rilevante di un possibile risultato positivo, in tema di OGM, è fornito  dal RISO D’ORO (Golden Rice); si tratta di un riso arricchito con il Beta-Carotene (precursore  della Vitamina A), che, secondo  molti scienziati, potrebbe salvare dalla cecità milioni di bambini nel Terzo Mondo. Un suo convinto sostenitore è l’ ex Ministro della Salute, Umberto Veronesi, il quale ha recentemente ribadito che “il Golden Rice è un esempio di come prodotti transgenici possano essere uno strumento formidabile per combattere le malattie.”  

Altri Autori, ovviamente, non condividono questo giudizio; a loro modo di vedere, il “Riso d’ Oro” non può risolvere il problema della cecità, perché bisognerebbe mangiarne troppo (circa 9 chilogrammi al giorno); inoltre se usato su larga scala, potrebbe aggravare il problema della malnutrizione, imponendo una dieta basata su di un unico prodotto industriale, piuttosto che  su una molteplice varietà locale di riso.

A sua volta, la Syngenta (la multinazionale produttrice) ha annunciato di aver messo in produzione un nuovo tipo di Golden Rice, con 23 volte più di Beta-Carotene rispetto a quello iniziale; infine, ha sottolineato di non aver alcun interesse commerciale su questo prodotto, in quanto il tutto verrebbe gestito da una struttura no-profit; in altri termini, il riso sarebbe fornito liberamente agli agricoltori del Terzo Mondo, senza alcuna richiesta di denaro o obbligo di acquisto di sementi transgenici dall’ Azienda Multinazionale.

Come si vede, siamo entrati fatalmente nella discussione sugli elementi discutibili o negativi in tema di OGM, argomento oggetto della seconda puntata.

ALDO PASTORE          17 Aprile 2007 

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