TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 681 del 20 ottobre  2019
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Cripto monete Stampa E-mail
Scritto da ALBERTO MICALIZZI   
CRIPTO MONETE
di Alberto Micalizzi
 
 La svolta epocale nei sistemi monetari che le banche centrali, e la FED in particolare, stanno determinando si colloca all’interno di un nuovo scenario tecnologico che silenziosamente sta diffondendosi a livello privato e che sta conducendo alla diffusione delle cripto-monete. Mettiamoci bene in testa questo termine perché la moneta del prossimo futuro, parlo di un futuro a breve, sarà una cripto-moneta. […]

Qualsiasi cambiamento drastico serba minacce, ma con qualche mossa astuta non è detto che una volta cacciati dalla porta, come lo siamo stati sul fronte della sovranità monetaria, non si riesca a rientrare dalla finestra… […]

La più nota delle cripto-valute finora conosciute è senz’altro il Bitcoin, ma a fianco ad essa si contano oggi circa 830 cripto-monete che includono anche diretti competitors del Bitcoin come Litecoin e MiketheMug. […]


Bitcoin: la prima e più diffusa cripto-valuta

Si tratta di un mondo deregolamentato che sta espandendosi a ritmo esponenziale. Perché non si pensi a fenomeni marginali, si tenga conto che il valore di mercato odierno dei Bitcoin già in circolazione ha superato $10 miliardi! (fonte FT), tenendo conto che nacque nel 2009 da uno sconosciuto scienziato informatico… E’ accettato da Amazon, WordPress, dai Casinò di Las Vegas, da catene internazionali di hotel, da Microsoft, Dell, da compagnie aeree come Airbaltic e molti altri major del villaggio globale.

Cosa sono le cripto-monete? Sono unità di conto digitali create all’interno di circuiti privati collegati da computer. Sono monete scambiabili elettronicamente. La quantità di moneta emessa è predeterminata all’atto del lancio della piattaforma e gestita da un algoritmo matematico. Ad esempio, nel caso del Bitcoin, entro il termine previsto dell’anno 2140 saranno emessi esattamente 21 milioni di Bitcoin. Ovviamente tale numero non ha nulla a che vedere con il valore di mercato, cioè con la capacità di acquisto che ciascun Bitcoin offre (ad esempio oggi 1 Bitcoin vale circa €2.200). […]

Alla domanda da cento milioni “su cosa si fonda la fiducia nei Bitcoin”, la mia risposta è piuttosto sicura: avete presente i circuiti esclusivi di carte di credito, tipo l’American Express “Black”, che offre una capacità di spesa teoricamente illimitata? Bene, il Bitcoin finisce per essere un circuito esclusivo di regolamento delle transazioni, che in più offre il totale anonimato delle transazioni, dunque potrebbe essere uno strumento nelle mani di pochi centri di “potere” dediti al riciclaggio, a commerci non consentiti dalle norme di taluni Paesi, o semplicemente al regolamento di transazioni tra aziende e banche che non vogliono rivelare la propria identità. Insomma, una specie di “paradiso monetario”. Ecco perché sta diffondendosi rapidamente. Ma questa iniziale spiegazione non tiene conto del salto di qualità in corso, dovuto all’entrata in scena delle banche commerciali, delle grandi corporation e delle banche centrali come emittenti e gestori di cripto-valute. […]

Le grandi banche commerciali e le corporation ad esse collegate come Blackrock, Avantguarde, Statestreet o Prudential sono ormai dei super-Stati, il cui giro d’affari supera largamente il PIL di Paesi come Italia, Francia e Canada (Blackrock da sola gestisce $5.000 miliardi, tre volte il PIL italiano). […] Dunque, cosa manca ad un super-Stato per essere totalmente sovrano? La moneta, ovviamente. Una moneta creata a gestita interamente al proprio interno, e non soltanto prestata a credito.


Ethereum: Il nome è già un programma, e sta superando Bitcoin

In realtà, queste banche stanno entrando nell’area delle cripto-monete adducendo la necessità di ridurre i costi di transazione e di amministrazione. […]

A riferirlo è il Financial Times (“Big banks plan to coin new digital currency“) ma si sa che lo sciocco (ed il servo, aggiungo io) guarda il dito quando il saggio indica la luna….infatti, vorrei ricordare che anche i primi contratti derivati, nel dopoguerra, consentivano alle aziende agricole di stabilizzare i ricavi vendendo a termine il raccolto, il che appariva un fine nobile. Poi arrivarono gli ingegneri finanziari, e capirono che lo stesso derivato poteva essere negoziato senza necessità di riferirsi a grano, oro o altri valori sottostanti. Fu così che i derivati diventarono lo strumento di distruzione di massa che abbiamo conosciuto negli anni 2000 con i mutui sub-prime….

Anche con le cripto-monete si parte dunque da buone intenzioni, cioè aumentare l’efficienza dei sistemi bancari, ma è del tutto evidente che attraverso le cripto-monete le banche e le grandi corporations stanno modernizzando ed internalizzando la funzione di creazione di denaro. Grazie a queste piattaforme, infatti, non creeranno più soltanto credito, sotto forma di moneta bancaria a favore dei propri clienti (moneta che notoriamente non contabilizzano tra gli attivi, come invece dovrebbero), ma creeranno direttamente moneta spendibile con la quale potranno regolare i propri pagamenti. Quella creazione di denaro dal nulla che fino ad oggi finiva nelle mani dei clienti attraverso il credito, con la cripto-moneta sarà invece spendibile direttamente dalle banche stesse. Era da aspettarselo che prima o poi ci sarebbero arrivati.

Il salto è sostanziale. La creazione di credito consente alle banche di sottrarre ricchezza dal settore privato e statale a vantaggio di quello finanziario, tramite l’applicazione di interessi passivi. La creazione di cripto-monete, invece, darà loro un vero e proprio potere di acquisto, con il quale potranno bussare con maggiore enfasi alla porta degli Stati e fare scempio dei beni pubblici e privati.


Per creare denaro le banche non dovranno più indebitare qualcuno:
sforneranno cripto-valute...

E chi troveranno alla porta? Troveranno Stati che non solo non hanno gli stessi mezzi, ma che addirittura prendono a prestito contro interesse una moneta che le stesse istituzioni private ed internazionali concedono loro! Sarà una guerra ancora più impari.

Ma non è tutto. […] Anche le banche centrali si stanno muovendo nella direzione delle cripto monete. La Banca d’Inghilterra, la Bank of Japan, la FED, la Banca Centrale Canadese sono le più attive nel testare modelli di cripto-valute, ed ovviamente a livello ufficiale dicono di doverlo fare in conseguenza della mossa delle banche commerciali. Ma così non è. […]

Stiamo andando incontro ad un appuntamento fatidico con la storia dei sistemi monetari e probabilmente con il destino della libertà dei nostri popoli.  Per rendere l’idea del salto tecnologico in atto, le cripto-valute stanno alla moneta bancaria come la bomba a idrogeno sta alla freccia con l’arco… Mancare questo appuntamento sarebbe la fine di qualsiasi speranza di riacquisire sovranità monetaria. Ma per avere una chance occorre liberarci di schemi mentali del passato altrimenti saremo destinati a combattere battaglie di retroguardia.

 Alberto Micalizzi           18 Giugno 2017

 

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