SETTIMANALE anno XVII
n° 741 del 28 febbraio 2021
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I JETHRO TULL A GENOVA Stampa E-mail
Scritto da Massimo Bianco   

EVENTO MUSICALE A GENOVA:
I JETHRO TULL IN CONCERTO

Venerdì 14 maggio al Vaillant Palace di Genova è in programma il concerto di un gigante della storia del rock. Suoneranno, infatti, i mitici Jethro Tull di Ian Anderson. Si tratta di un evento assolutamente da non perdere per chiunque sia interessato a conoscere gli autori fondamentali del pop rock.

I Jethro Tull nacquero nel lontano 1967 in Gran Bretagna. Il gruppo s’impose subito all’attenzione di pubblico e critica per lo stile originale, una sorta di folk-jazz-rock-blues progressivo, creativo e di grande effetto, basato principalmente sul flauto di Ian Anderson.

Tra i primi tre classici album, peraltro tutti validi, in cui inventarono letteralmente un genere, spicca in particolar modo lo straordinario secondo disco, “Stand Up” (1969) rimasto celebre soprattutto per la reintrepretazione impostata sul flauto di una settecentesca bouree per chitarra di J. S. Bach. Stand up rappresenta il picco artistico della loro carriera.

Negli anni successivi la band iniziò quindi a correggere e variare le proprie tematiche musicali mentre Ian Anderson, cantante, flautista e chitarrista, sempre più leader incontrastato, epurava via via gli altri componenti arrivando a sostituirli nel corso di questi quarant’anni anche più volte e con il solo Martin Barre a rimanere al suo fianco nei decenni. In “Aqualung” (1971), quarto e tutt’ora più famoso disco del gruppo grazie al repertorio azzeccato e alla suggestiva trama concettuale, cominciò a rafforzarsi l’elemento progressive, ma la musica si trova ancora in un apprezzabile stato di equilibrio. Fu in effetti durante il quinquennio 1967-1971 che i Jethro Tull ottennero i risultati artistici più significativi. E in quel frattempo s’imponevano anche per le loro performance dal vivo, dominate anch’esse da Ian Anderson, il quale si dilettava a scatenarsi al flauto in maniera spettacolare e suonando su una gamba sola, almeno fino a quando (nel 1975) non se la ruppe cadendo sul palco durante uno dei suoi equilibrismi circensi e venendo così a più miti consigli. Una buona testimonianza delle loro brillanti capacità dal vivo la si può desumere ad esempio dal primo live ufficiale, “Bursting out”, pubblicato nel 1978 oppure da “Nothing is easy – live at the isle of Wight”, storica esibizione del 1970 pubblicata nel 2004.

Successivamente al 1971 Ian Anderson intraprese una ricerca artistica che l’avrebbe portato prima verso il progressive puro, con esiti francamente indigesti, quindi verso il folk, e spiccano in tale contesto album come “Songs from the wood” (1977) e “Heavy horses” (1978), e poi ancora di seguito, perdendo purtroppo sempre più di mordente o per lo meno riportando esiti assai altalenanti, a indirizzarsi a turno verso generi come il tecno pop, l’elettronica e l’hard folk, con periodici ritorni alle origini.

In questa nuova tournee, i Jethro Tull a quanto pare stanno suonando in prevalenza i loro più grandi classici del primo lustro. Si tratta quindi di un occasione imperdibile per saggiare una delle proposte più significative della storia del rock, tanto più che Ian Anderson, di cui il nome Jethro Tull rappresenta di fatto il marchio di fabbrica, non è più un ragazzino (è nato nel 1947), la sua voce, dicono, già comincia ad appannarsi e va a sapere dunque per quanto tempo ancora sarà in grado di offrire performance all’altezza.  

Massimo Bianco

 

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