Settimanale Anno XVI
Numero 716 del 5 LUGLIO 2020
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Vaccarezza e Marson non parlano di ferrovia Stampa E-mail
Scritto da Bellamigo   
Abbiamo scoperto lo zampino del diavolo: Vaccarezza e Marson non parlano di ferrovia
  TRAIN DE VIE
E i sindaci all’oscuro: Andora, Alassio, Albenga, Villanova, Pietra. E la Lega Nord? 
 

Abbiamo già considerato l’affaire spostamento a monte della Ferrovia Finale-Andora in altre occasioni, ma ora prorompe, con i soliti affannati dubbi e le solite esclusioni obliteranti, dalle pagine de’ “Il Secolo XIX” di mercoledì 26 gennaio scorso:“FS, si discute un progetto-fantasma”.

    Non si è ancora visto un straccio di piano, affermano Silvia Andreetto e Luca Rebagliati, redattori del pezzo, a pagina 24 del giornale (sub “riviera”), che invece sarebbe stato consegnato lo scorso 15 dicembre da ITALFER a RFI e poi al CIPE. 

A metà febbraio, ci informano, il progetto dovrà essere approvato e i Comuni dovranno fare le corse per presentare le osservazioni da inserire in un protocollo di intesa ecc.
 

Si blatera tanto di autonomia locale ( sotto il falso termine di Federalismo, come abbiamo più volte osservato) e poi siamo sempre lì: la leghista sindachessa di Albenga non sa ancora nulla ed è “preoccupata” (ma guardi che al Governo, forse non se ne è accorta, ci sono i suoi sodali berleghisti e padanici !); il sindaco provvisorio di Alassio ricorda di avere proposto modifiche di cui ignora l’esito; il sindaco di Pietra Ligure afferma che nessuna delle richieste pietresi sarebbe stata accolta; quello di Andora paventa il mancato rispetto di elementari prescrizioni e richiama l’esigenza di un accurato inserimento nel protocollo di intesa; quello di Villanova non è stato nemmeno inserito nei soggetti da convocare !

   Il Sindaco di Loano, Presidente della Provincia ( il cui primato di presenza fotografica pressoché quotidiana su “Il Secolo XIX” ha superato ogni più rosea previsione tanto da condurlo alla candidatura per diventare Sindaco di Savona), invece, è contento perché pare che sia riuscito ad ottenere il passaggio in galleria del tracciato ferroviario per l’intero territorio loanese.

Ma se si tratta di un “progetto fantasma “, come fa a esserne sicuro? E come mai il suo braccio destro (o no!?) in Provincia, avvocato Marson, ha detto che questo progetto non sarà mai realizzato? Lo abbiamo ripetutamente richiesto senza risposta. Ma si parlano di questi problemi i due, oppure ognuno va per conto suo?

Stazione di Albenga
Il “fantasma” che trascorre sulle nostre plaghe, sempre abbarbicate al “bianco-fiore”, non sarà, per caso, quello del Papa Gregorio XVI° che, nella prima metà dell’800, aveva dichiarato guerra ai treni sostenendo che essi erano “opera del diavolo”?
 

E se fosse vero? Se nel voler perforare le nostre colline, invadere e scorporare la piana di Albenga, creare stazioni pressoché inaccessibili, abbattere fabbricati alassini, non prevedere sbocchi viari, ci fosse lo zampino del diavolo ? Gregorio XVI° era un teologo di Belluno e le sue posizioni ideologiche dovrebbero costituire uno dei capisaldi della Lega Nord.

Invece! Alla domanda dantesca “Chi fur li maggior tui?” lo spernacchiante Bossi risponderebbe: Miglio e Alberto da Giussano, personaggio sulla cui esistenza gli storici nutrono ampi dubbi.
 

La carenza di “scuola” di cotali ingegni si è ampiamente evidenziata nelle iniziative “riformatrici” disastrosamente condotte dalla Lega. Diamo un’occhiata alle principali: legge elettorale, una porcata a detta dello stesso promotore Calderoli; riforma della Costituzione, un’invereconda, confusa e prolissa pagliacciata normativa mandata a bagno dal voto popolare; il federalismo in corso di discussione in Parlamento, un pasticciaccio brutto che, se dovesse passare, comporterebbe danni spaventosi per i Comuni e per i cittadini, aggravio di imposte (hanno persino pensato di riesumare l’imposta di soggiorno, scatenando le giuste ire degli albergatori), divisioni e aggressione al principio della solidarietà nazionale.

     Date retta a noi: redigere leggi non è il vostro mestiere. Nella confusa e ripugnante temperie che stiamo vivendo, avete saputo solo dare prova di bieca ipocrisia. Quando gli è stato riferito che il grande Capo aveva telefonato alla questura per far rilasciare la nota Ruby, il Bossi, in pieno servizio televisivo, ha detto: “E’ stato poco furbo, doveva telefonare a me o a Maroni (Ministro dell’interno !)”. E quindi loro due, il Ministro per le riforme (si fa per dire) e il Ministro dell’interno si sarebbero adoperati per accontentarlo, in modo più subdolo e furbesco, evitando l’evidenza dell’abuso !?

E bravi!

     Anche l’asse BE-BE si è spezzato perché il Papa ha convocato il Segretario di Stato vaticano Bertone e gli ha detto:” Pertone qvesta portella defe effere condannata, la Chiesa non è in fendita”.

    Revenons à nos moutons.

Papa Gregorio ci è apparso l’altra notte, nel corso di un incubo, e strillava: “No, non s’ha da far la ferrovia spacca Riviera , andei per mar, fioi!”

Subito, continuando l’incubo, ci appariva la sindachessa Rosalia di Albenga che, a sua volta, ci puntava il dito contro: “Niente illusioni, Albenga non rinuncia al Porto: vogliamo yachting men all’ancoraggio, vegliardi danarosi, bulli e pupe.”

    Abbiamo dovuto assumere alcune gocce di Prazene.

 

                            BELLA MIGO

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