Settimanale Anno XVI
Numero 710 del 24 maggio 2020
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Terrorismo occupazionale Stampa E-mail
Scritto da Guido Luccini   
Un libro dello scrittore Houllebecq (5 milioni di copie) racconta il domani
Ex aree industriali: la sconfitta del territorio, dei posti di lavoro
Solo case per ricchi, centri commerciali a suon di cooperative e dopo?
C’è chi ha parlato di “terrorismo occupazionale”.
L’eredita dei “nipoti”di Napolitano e Andreotti
 

Quasi tutti gli italiani che seguono anche solo saltuariamente le elucubrazioni dei nostri politici, non ci capiscono ormai più niente!

Coloro che da sempre hanno creduto e credono ancora nella sinistra, hanno avuto. in tempi lontani, posti di lavoro effettivi e direzionali o connaturati al sistema industriale, che si è però rivelato tristemente inquinante e fallimentare!

Molti economisti hanno definito questi posti di lavoro allocati nel sistema industrializzato: “TERRORISMO OCCUPAZIONALE“; e dobbiamo oggi riconoscere che avevano ragione.

Il crollo di queste industrie, gli inquinamenti che hanno provocato, e le totali perdite lavorative contro cui ci ritroviamo impotenti a combattere ogni giorno, hanno assunto una corposità che si poteva e doveva prevedere!

Una cosa è certa e và detta, nessuno ha mai contestato efficacemente nè gli inquinamenti, nè i falsi in bilancio di questo assurdo sistema industriale…

E questa è una delle molto gravi mancanze delle destre!

Mancanze che continuano a verificarsi puntualmente nella riqualificazione dei territori ex industriali, che quotidianamente vengono trasformati : in case di civile abitazione, “raramente popolari” , molto più spesso di “categoria lussuosa”, o in centri commerciali troppo cooperativistici.

Queste alternative non producendo posti di lavoro , se non quello sottratto ai già esistenti centri di distribuzione privati, hanno fatto terribilmente “in...zzare” il popolo delle sinistre a tal punto che, l'odio per Berlusconi è passato in seconda linea, e non vanno più manco a votare!

Questa è la situazione! Non è che manchi loro un leader, manca una pianificazione territoriale che lasci intravedere una possibilità occupazionale, e chiunque lo facesse “SAREBBE'” potenzialmente ed immediatamente un LEADER !

E' facile capire allora perché in Italia di leader, in questo momento, non ce ne siano e continuando così, probabilmente non ce ne saranno per molto tempo!

Mi sembra superfluo elencare i nomi dell' accozzaglia di persone che continua a ridire televisivamente che in loro sta la soluzione, senza mai dire quale sia.

Come già ho spiegato in altre sedi, la pianificazione del nostro Paese è stata fin dai tempi di Andreotti lasciata alle sinistre, e con il consenso e l'avvallo di tutta la DC hanno concluso insieme, che nell' industrializzazione, intravedevano espressamente, l'asse portante della nostra economia.

I posti di lavoro così inventati e finanziati, e quelli di proiezione progettuale furono allora così distribuiti:

Nel sistema pseudo-industriale, = 75% ai “nipoti” di Napolitano, e 25% ai “nipoti” di Andreotti.

Nella gestione dei servizi, = 75% ai nipoti di Andreotti, e 25% ai nipoti di Napolitano.

Ma, la pianificazione territoriale, basata sulle nascenti industrie e le necessarie case di civile abitazione, era strettamente legata appunto, ad uno sviluppo progettuale che si svolgeva tranquillamente negli uffici tecnici Comunali in mano a quel 25% gestito dai nipoti di Napolitano che, fatta propria in allora (la pianificazione), la detengono tutt'oggi con le tremende conseguenze che lamentiamo giornalmente!

La grande gestione stradale, autostradale, ferroviaria, portuale, e di supporto alle industrie, era invece appannaggio per il predetto 75% dei nipoti di Andreotti, e si ritrova in oggi, malamente riassorbita e deficitaria, nelle mani di Berlusconi e seguaci!

E così sulle industrie produttive o non, ma demolite, le sinistre ci propongono una fioritura di case di civile abitazione di lusso o popolari, (naturalmente ed evidentemente improduttive) mentre le destre si affannano con Tav, Ponte di Messina, o ricostruzione di disastri, a proporci un'altra Italia sempre e comunque improduttiva, in cui logicamente non crede più nessuno.

La deindustrializzazione che sta massacrando l'economia del nostro territorio, ed i poveri aneddoti suggeriti dai vari Marchionne, Draghi e Marcegaglia non lasciano ormai alcun dubbio: NON SANNO, neanche loro, CHE FARE!

Chi sa, cosa fare, è un certo Houellebecq, che con “La carta e il territorio” (oltre cinque milioni di copie) disserta sul sistema produttivo Francese, oggi in ginocchio come il nostro, sostenendo che fra vent'anni la Francia, grazie alla “leggiadria“ del proprio territorio, sarà la meta di milioni di nuovi ricchi Russi e Cinesi, i quali riassicureranno all'economia Francese quegli introiti venuti a mancare a causa della deindustrializzazione.

Stranamante questo Houellebecq, scrittore francese, risiede in Spagna e forse come me che vi ho vissuto (progettando turismo) per cinque anni, ha subito i corrispondenti influssi che hanno portato entrambi alle stesse, identiche conclusioni, immagino assolutamente condivise dai suoi 5 milioni di lettori, e dalle poche centinaia dei miei!.

Noi !?.... nel frattempo continuiamo a sostenere che non si può campare di solo TURISMO e continuiamo a redigere appunto, nuovi piani regolatori negli scantinati dei Comuni, che non prevedono “ZONE TURISTICHE” se non sulle ex CASERME, o sugli ex FORTI MILITARI, o sulle ex COLONIE, sostenendo che le nostre maestranze non hanno mai dimostrato di essere all'altezza dei problemi connaturati ad un Turismo INTERNAZIONALE!

Giudicate Voi ..... e rileggeteVi ...se avete tempo, quanto da forse troppo scrivo sull'argomento...

Guido Luccini

21/11/2010- Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

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