Settimanale Anno XVI
Numero 721 del 13 settembre 2020
Tel. 346 8046218
Lettura di un'immagine: Madonna col Bambino... Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’IMMAGINE 74
Madonna col Bambino
fra i Santi Giovanni Battista e Stefano

Olio su tavola (1509) di Fra Bartolomeo
Cattedrale di San Martino – Lucca

 Questa pala d’altare dipinta dal frate domenicano fiorentino  Fra Bartolomeo (Baccio della Porta – Prato, 1473 – Firenze, 1517) è uno degli ultimi capolavori maturati nel clima artistico e culturale del Quattrocento fiorentino e dei primi che risentono della lezione di Leonardo e di Raffaello che, con l’opera di Michelangelo,  impronterà di sé l’arte del Rinascimento per tutto il Cinquecento fino al suo esito nel Manierismo. La scena che si apre davanti allo spettatore, pur nel suo impianto monumentale, è ariosa e piena di una luminosità colorata che rende i personaggi di questa sacra conversazione plastici e leggeri a un tempo: al centro del dipinto vediamo la Madonna assisa su un alto basamento in pietra serena, ha una veste rosso sangue che allude alla Passione del suo divino Figlio ed è ricoperta da un ampio mantello blu con la fodera verde e i bordi color oro. Il bel volto classico è lievemente inclinato verso il Bambino paffutello e vivace  che tiene in braccio e che guarda fisso verso lo spettatore. Aila destra del basamento  vediamo Santo Stefano con in dosso la dalmatica dei diaconi, con due pietre poste sul capo in ricordo della sua morte per lapidazione e con un ramo di palma in mano, simbolo del martirio. Alla sinistra del basamento vediamo San Giovanni Battista, con barba e capelli lunghi e vestito con un mantello di peli di cammello, come è descritto nei Vangeli; nella mano sinistra  tiene una croce astile e con la destra indica allo spettatore  il Bambino divino.   Nella parte alta del dipinto vediamo due angioletti nudi come amorini sullo sfondo di un cielo limpidissimo deporre sul capo della Madonna una corona da cui esce un velo a incorniciarle l’ovale perfetto e leggermente ombreggiato  del volto. In basso, un altro angioletto nudo, seduto ai piedi del basamento con gli occhi rivolti al cielo, canta, immagino, una melodia celestiale accompagnandosi con un liuto. Tutta la scena è dolcemente illuminata da un sole al tramonto e i contorni  sfumati delle figure ci fanno pensare a Leonardo. 

 FULVIO SGUERSO

 

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