TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 664 del 19 maggio  2019
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Ora non ci sono più alibi... Stampa E-mail
Scritto da BRUNO SPAGNOLETTI   

ORA NON CI SONO PIU’ ALIBI: LA PRIORITA’ E’ LAVORARE TUTTI PER SAVONA E USCIRE DALLA PALUDE DI UNA POLITICA LONTANA DALLA GENTE!

 Dopo qualche turbolenza estiva che ha investito sia il PD, sia il Centro Destra e, persino il Movimento 5Stelle, pare sia tornato un po’ di sereno nei meandri della Politica Savonese e che – a partire dall’autunno – si possa e si debba lavorare per far risalire la Città e la sua Provincia dalla palude in cui è declinata dall’abbrivio della grande crisi (2008) a tutt’oggi.

Un pantano stagnante non solo economico, sociale e culturale, ma anche etico, rissoso e sempre volto alla denigrazione pregiudiziale dell’altro da sé, in perfetta linea con la caduta progressiva dello spessore politico della classe dirigente savonese nei diversi ruoli di responsabilità negli ultimi venti anni.

L’assunzione di un Progetto condiviso sull’idea strategica di Città e sulle opzioni da mettere in campo per attivare un circuito virtuoso di ripresa dello sviluppo sostenibile, è davvero urgente se si vuole invertire la negativa tendenza che si scarica su tutti gli indicatori economici e sociali della Città e dell’area larga: demografia, invecchiamento, giovani senza futuro, povertà, diseguaglianze, contrazione del lavoro, rinsecchimento delle filiere produttive e della esplosione di nuove aree di crisi (Bombardier, Piaggio, Mondomarine), sino a toccare anche il turismo sia in termini di saldo negativo anno (unici in Liguria), sia di qualità della struttura e dell’offerta turistica, basata sul vecchio binomio sole-mare che non regge più la competizione italiana, europea e delle aree emergenti.

“Andare, camminare, lavorare” ci canterebbe Piero Ciampi come slogan che dovrebbe diventare la bussola di Tutte le Forze Politiche responsabili di Governo e di Opposizione!

Le polemiche e la dialettica politica non sempre sono controproducenti, se utili a chiarire e riprendere il cammino rinvigorito dopo le verifiche.

Nel PD dopo la nomina del Nuovo Segretario (pur sotto tutela dei Potenti Dante Causa di Turno), il dibattito interno comincia a decollare e la battaglia sulle idee è più ricca, avvincente e meno prevedibile di quanto si possa cogliere all’esterno.
Raccontano le Cronache che Cristina Battaglia avrebbe dovuto fare “ammenda” in una riunione ristretta davanti alle vecchie cariatidi del PD imputata di aver criticato le mancate manovre e correzioni di Bilancio della Giunta Berruti – Di Tullio. Per quel poco che conosco Cristina non ci credo! Non mi pare il tipo né da farsi intimidire, né da non reggere il confronto su misure economiche e politiche di Bilancio.

Può darsi che ci siano state sottovalutazioni di metodo (ma da Quale Pulpito vengono le accuse di Metodo!), ma è merito della Capogruppo PD Cristina Battaglia, non solo aver rimesso sulle gambe i limiti e le responsabilità della precedente Amministrazione di Centro Sinistra sullo stato di pre dissesto del Comune di Savona, ma di aver dimostrato intelligenza, lungimiranza, doti e competenze di amministrazione pubblica e di opposizione moderna e costruttiva, in risposta all’intervento sulle Pagine del Secolo XIX dell’ex Vice Sindaco che continua ad avere il vizio di non accettare mai alcuna responsabilità sugli errori commessi e assumere tutti i meriti sulle poche cose positive andate in porto; una cattiva abitudine che sembrerebbe continuare – sia formalmente, sia informalmente – in prese di posizione, sempre più frequenti, nonostante il formale distacco dal PD e la dura lezione della incredibile sconfitta alle Primarie.

Cosi com’è merito della Segretaria Cittadina del PD Barbara Pasquali e di altre giovani risorse non sottacere “lo stato comatoso e immobile” del PD e rivendicare – con coraggio – un cambio di passo se si vuole evitare un ruolo sempre più marginale e ininfluente nella Governance della Città.

Spetta ora a Giacomo Viglierchio e alla sua nuova Segreteria – se ne avrà la forza e il coraggio – di decodificare il malessere (peraltro esplicito), cogliere i segnali di innovazione e ricostruire un percorso serio, affidabile, credibile e capace di utilizzare tutte le risorse e le competenze che, pur ci sono, nel Pd e nella Società savonese sempre più delusa e ripiegata su stessa.

Riflettevo (e invito a riflettere) sul disastro della precedente Amministrazione di Centro Sinistra e del PD alla luce di due constatazioni passate troppo in cavalleria e quasi silenziate persino dagli attenti “cronisti politici” locali:

  1. Il ritiro nel “Privato” dell’ex Sindaco Federico Berruti che sino al maggio dell’anno scorso è stato il Protagonista quasi assoluto della Governance savonese, la risorsa politica e la mente più intelligente dell’Amministrazione, il Referente della Regione e del Governo;

  2. La fine ingloriosa dell’ex Segretario Provinciale del PD Fulvio Briano che dopo aver sbagliato qualsiasi operazione politica sulla Città Capoluogo, ha finito – addirittura – per regalare la Rossa Cairo Montenotte al Centro Destra!

Basterebbe la presa di coscienza collettiva della caduta delle due leadership per comprendere il disastro cui siamo arrivati e tentare di cambiare rotta: ma cosi non è o almeno non appare!

Che altro si dovrebbe aggiungere per motivare il coma del PD e il suo rifiuto da parte della Società Civile Savonese? Un rigetto giunto a un tale livello di frustrazione e di nausea da metabolizzare qualsiasi Governo della Città purché escludente il PD! Questa è la triste verità dell’oggi, dura da digerire ma Tant’è! Se non si riparte da una siffatta drammatica “realtà”, non si andrà da nessuna parte e temo si rischieranno decenni di minoranza e marginalità; opposizione che – peraltro – non si sa fare, perché manca esperienza, abitudine, idee collettive. sinergie con un Partito “pensante”, aldilà dell’impegno della Capogruppo, della Segretaria Cittadina e degli altri due/tre Consiglieri Comunali.

Sul versante del Centro Destra – dopo le scintille agostane tra l’On. Bonino, Commissario Cittadino della Lega Nord e il Sindaco Avv. Ilaria Caprioglio – sembrerebbe terminata la lunga ed estenuante querelle sul cosiddetto rimpasto della Giunta o meglio sul Tagliando – verifica politica e di mandato, a oltre un anno data dall’avvio della nuova amministrazione della Città.

La Dott.ssa Maria Zunato (in quota Lega) ha assunto il nuovo assessorato con le deleghe allo Sviluppo economico e Attività produttive (Industria, Artigianato, Commercio), Energia, Politiche attive del Lavoro, Demanio, Azioni per il risparmio energetico, Progetti per l'Innovazione; e, contemporaneamente si è proceduto a una redistribuzione di deleghe e responsabilità tra gli altri Assessori con l’assunzione – tra l’altro – della viabilità e traffico abbinato all’Urbanistica in capo al Vice Sindaco Arch. Massimo Arecco.


Molti commentatori hanno voluto evidenziare una sorta di vittoria a tutto campo della Lega e un conseguente aumento del suo peso specifico negli equilibri dell’Amministrazione; potrebbe darsi, ma io consiglierei più cautela, sobrietà, sinergia tra gli assessorati e forte discontinuità nel privilegiare il gioco di squadra e la progettualità preventivamente condivisa.

La conduzione mono/oligarchica degli Assessorati o peggio la competizione tra loro per motivazioni di appartenenza politica, porta – inevitabilmente – alle tensioni, alle polemiche e alle ripicche anche dell’oggi (Forno crematorio, ruolo dei Privati, Piano del Traffico, Ata, TPL etc.) e quasi mai alla soluzione dei nodi e delle criticità che affliggono la Città, anche in termini di selezione delle priorità.

E’definitivamente finito e tramontato il tempo degli alibi sulle responsabilità (evidenti) della precedente Amministrazione, sta diventando insopportabile e stantia la polemica sul passato prossimo e, soprattutto, sta finendo il periodo della bonaccia; è ora di cambiare passo, alzare la qualità progettuale sulla Città da traguardare e avviare a soluzione alcuni nodi decisivi sui quali si sarà giudicati; criticità che vorrei provare a indicare in sintesi per Titoli:

  • La Città è assai più sporca di ieri, degradata dal punto di vista dell’igiene urbana e, in alcune zone, compete più con le aree del Mezzogiorno che con l’area territoriale di riferimento; siffatta criticità non può essere ancora a lungo tollerabile!
  • Il nodo dei destini dell’Ata (ultima Azienda Pubblica Multiservice di Qualità della Città), del suo risanamento e del suo rilancio come banco di prova della capacità di fare (e non solo predicare) politica industriale dell’Ente Locale; Dispiace per il mio amico Assessore Piero Santi, ma il Direttore Generale di Ata – stantibus sic rebus – è indifendibile per ragioni di competenza e di responsabilità esplicite non solo negli anni passati, ma anche negli ultimi 17 mesi; va cambiato o ridimensionato per “manifesti e acclarati” errori gestionali e di impegno extraterritoriali dell’Azienda e di assoluta mancanza di attitudine a reggere relazioni sindacali e industriali avanzate e decisive per salvare e rilanciare l’Impresa Pubblica; va rapidamente completato il C.d.A di ATA senza cadere nei grossolani errori di scelta che hanno caratterizzato anche la precedente nomina di Adriana Del Borghi: a Savona esistono competenze femminili di straordinario rilievo sull’impiantistica ambientale e sulle politiche dell’ambiente che vanno solo colte e valorizzate, si abbia il coraggio di farle!

  • Il futuro dell’Azienda di Trasporto Pubblico Locale decisiva per incrementare il servizio pubblico come scelta strategica a monte del Piano del traffico e della viabilità, ma sulla quale pendono nubi e incertezze dovute, soprattutto, ai chiari di luna delle politiche regionali e nazionali sul Trasporto Pubblico.
  • Il collaudo e la revisione degli Assetti della nuova Giunta compiuti con il cesello e con grande equilibrio dal Sindaco Ilaria Caprioglio, hanno finalmente avviato a soluzione la contraddizione più evidente del passato modello, ovvero l’assenza di un Referente Istituzionale sulle Politiche dello Sviluppo Economico della Città e sulle politiche Attive del Lavoro; un vuoto da noi denunciato già al momento della formazione della nuova Amministrazione e più volte ribadito su queste pagine del Blog; oggi ci sono le condizioni de minimis per provare a dialogare e concertare utilmente con le Associazioni delle Imprese e del Lavoro, con l’autorità di Sistema Portuale, la Camera di Commercio, il Campus Universitario e la Regione sulle opportunità di sviluppo, gli investimenti dai Fondi Europei (gli unici disponibili, il resto è fuffa), sulle politiche attive del Lavoro, sugli incentivi possibili alle Imprese (Commercianti e Artigiani) e a risolvere l’errore strategico (avvilente e politicamente meschino) di aver voluto tenere fuori il Comune Capoluogo dalla sfida da vincere sull’area di crisi, per meri calcoli politici di bottega e di bassa cucina partitica.

  • Utilizzare il delta positivo conseguente alla manovra di Bilancio portata avanti dall’Assessore Montaldo per rilanciare una politica dei Servizi Sociali in linea con le esigenze di una Città dove crescono marginalità, povertà e diseguaglianze sociali sia tra i Cittadini italiani e sia tra i Cittadini Immigrati regolarizzati.

Sul versante 5Stelle, non ho particolari notizie e riflessioni da fare (anche se ho letto, con stupore e meraviglia, le scemenze di un Blog che afferma che le mie proposte di Città sarebbero scrupolosamente sottoposte al vaglio della Leadership savonese del Movimento).


Confesso che spesso non mi convince la qualità della loro consapevole e sacrosanta opposizione, tutta condotta sul filo dei regolamenti e delle formalità a scapito dei contenuti dei provvedimenti da acquisire per la Città; ma resto affascinato dal lavoro senza tregua che portano avanti, dalla passione politica che li supporta e dalla certosina pazienza che li sorregge.In questo quadro mi pare che brilli per capacità stakanovista nel lavoro, competenza e passione politica la giovane risorsa di Manuel Meles che ogni “allenatore politico” vorrebbe avere nella sua Squadra. Chapeau!   

  BRUNO SPAGNOLETTI

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