Se hai formato cittadini cattivi non produrrai mai mezzi buoni

Ci sono scelte politiche sbagliate che mettono i popoli su strade chiuse e senza uscita, nella stessa condizione di topi sulla colla topicida: più tentano di liberarsi, più vi rimangono invischiati.
L’Italia è ricchissima di strade senza uscita: la globalizzazione, la UE e BCE, l’invasione di immigrati, le malattie, la sicurezza, la giustizia, la burocrazia, la fenice-politica che risorge dalle sue ceneri, il fisco rapace, le imprese che falliscono a grappoli o fuggono da l’Italia, il sindacato, il rischio fallimento banche e l’istruzione e l’informazione da massacro di cervelli (avrebbe detto Twain). Ci mancava solo l’economia di guerra ammazza poveri, ora Putin ci ha regalato pure quella.
Forse ci siamo agitati un po’ troppo sulla “colla topicida” delle politiche demenziali destre e sinistre e invertire la marcia per tornare indietro è un autentico rompicapo.
Ora attribuire al povero Premier Meloni la responsabilità di non saper frenare e liberarci da tutti questi problemi ingovernabili, è follia collettiva, alimentata dal mondo de l’informazione straripante di illusi e disonesti.
Un signore uscito dalla scuola mezzo secolo fa con una laurea in Economia e Commercio è venuto a chiedere a me culturalmente claudicante:

“Cosa sarebbe l’autonomia alimentare?”

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E io per quel poco che so ho risposto: “l’autonomia” di qualunque tipo è l’effetto benefico della politica concretamente DEMOCRATICA; che rispettando il diritto del popolo di autogovernarsi, lo aiuta culturalmente a rendersi autonomo e autosufficiente dal punto di vista lavorativo, produttivo, finanziario, energetico ecc. ecc.
In modo che il suo sacrosanto diritto alla vita e i suoi diritti costituzionali non possono essere inquinati, distorti o impediti da sporchi interessi di popoli amici finti o nemici veri.
La globalizzazione invece ha reso economicamente interdipendenti tutti i 200 popoli del mondo legittimando i più forti a sfruttare o a sbranarsi da lupi i più deboli.
Ora in Ucraina si sprecano i crimini contro l’umanità commessi dai russi e nessuno muove un dito per riportare la comunità mondiale alla pace e alla vita. Tutti dicono di voler spegnere il fuoco della guerra ma inviando armi è come se lo alimentassero gettando benzina.
Insomma la globalizzazione ha ridotto il mondo a “libera giungla”: con una sola legge quella del più forte.
E non contento della risposta, il mio sapientissimo interlocutore ha replicato:

“È la vecchia autarchia. La battaglia del grano.”

Sì Mussolini curò la malattia giusta, l’autarchia con la medicina giusta, la battaglia del grano: sbagliò solo il dosaggio che mise in crisi altri comparti economici.
Poi in Italia arrivarono i comunisti e dell’autarchia mussoliniana e del grano italiano in tre quarti di secolo non è rimasta traccia. Ora giriamo il mondo in lungo e in largo per comprare tutto quello che serve ad un popolo per rimanere in vita. (Aria compresa).
E a che infimo livello di vita ci siamo ridotti è visibile anche allo scemo del villaggio.

Dal corriere .it del 28 dicembre 2022
La onlus Pane quotidiano: «Numeri impressionanti, iniziamo a fare fatica a reperire gli alimenti». A chiedere un pasto molte persone con una casa ma in difficoltà economica tra affitti, bollette e libri di scuola dei figli…”

Alla faccia di chi vorrebbe nutrire gli italiani con prodotti italiani e magari a km 0, stiamo raccogliendo “i frutti squisiti” della “globalizzazione”, perché per mezzo secolo nessuno si è posto la domanda se la Costituzione italiana è nazionalista o mondialista, se vuole gli italiani autonomi e sovrani o dipendenti e somari, schiavi di tutti i dittatori del mondo, liberi di salvarci quando gli serviamo o combatterci attentando alla nostra sicurezza alimentare ed energetica se non più funzionali ai loro “pulitissimi” interessi coloniali.
O minacciarci di guerra atomica.
Certo che la vecchia autarchia pensata per rendere autonomo e libero un popolo, si trasformava da soluzione in problema in mano a politici malati di cervello; ma chi ha spacciato la globalizzazione come cura miracolosa di quella falsa malattia, ha trasformato il mondo in una foresta inesplorata di crimini contro l’umanità che nessuna magistratura potrà mai concretamente perseguire.
Franco Luceri da il rebus della cultura

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