Quando le parole devono rispondere ai fatti In politica, quello che conta non è quello che si dice, ma quello che si tace. (Jean Paul Sartre)
Quando le parole devono rispondere ai fatti
In politica, quello che conta non è quello che si dice, ma quello che si tace. (Jean Paul Sartre)
Forse in politica servirebbe una legge per impedire l’uso delle parole. Visto che la politica è la scienza delle soluzioni possibili, quindi “scienza dei fatti“, se si lascia che gli addetti ai “lavori” la convertano in “scienza delle parole“, per lucrare all’infinito potere e guadagni sulla conservazione dei problemi, si accetta di finire truffati, derubati, tartassati, “asserviti educatamente“.
La filosofia ha ridotto la politica, da autosalone di istituzioni marcianti, in magazzino di pezzi di ricambio di seconda mano, o peggio deposito di rottami. Vedi Italia.
Qualunque politico italiano prometta o finga di risanare: scuola, sanità, previdenza, trasporti, eccetera eccetera, sta truffando gli elettori e i contribuenti.
Perché il sistema Stato, come un treno, o funziona e garantisce servizi per una dignitosa qualità di vita a tutti i cittadini, o garantendo disservizi a 360 gradi, addetti ai lavori compresi, (pensate quanti politici, giudici, giornalisti e qualche professore sono stati ammazzati in otto decenni di finta democrazia) truffa in blocco potenti, utenti e contribuenti.
Qualificare o squalificare una singola istituzione, per favorire o ostacolare la politica di destra o di sinistra, in un paese indebitato come l’Italia è truffa culturale, burocratica, politica, economica e finanziaria continuata.
Al pari di vagoni merci guasti abbandonati su binari morti, le istituzioni italiane eternamente bisognose di manutenzione e riparazione, sono affidate a finti meccanici che si spacciano per veri politici e ci speculano su una barca di miliardi, truffando chi da utente e contribuente è chiamato prima a subire un danno e poi a pagare il prezzo del disservizio come fosse servizio di primissima qualità.
In qualunque paese del mondo, basta sfasciare la scuola che è il motore del sistema stato e dei relativi sottosistemi burocratici, e il resto è consequenziale: lo Stato si muove solo a spinta istigando il popolo a delinquere nel disperato quanto inutile tentativo di salvarsi.
Chi vi parla di risanamenti al di fuori della scuola vi sta truffando, perché se la scuola non è la sorgente di tutto il bene, lo è di tutto il male.

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Che si tratti di una democrazia o di una dittatura, la vera politica la fa il prof. formando e maturando il cervello degli alunni nonché futuri elettori chiamati ad auto governarsi democraticamente o ribellarsi ad una dittatura: il resto è bla bla.
Ma se i “maturatori di cervelli“, (lavoro che è stato un rompicapo persino per Gesù) rischiano di uscire dalla scuola accoltellati, oppure i discenti entrano ignoranti ed escono criminali già a 13 anni, vuol dire una sola cosa:
la formula pedagogica usata per la maturazione dei cervelli, è perfetta per “massacrarli” direbbe Mark Twain.
Che la conoscenza sia l’unico sole capace di far crescere e maturare neuroni non ci sono dubbi. Ma si dovrebbe prima capire da quale finestra del cervello umano entra il sole.
E quale sole pedagogico sia più idoneo a fare della bestia uomo, un uomo degno di questo nome, sia come docente che discente. E questo lo sa solo il Padreterno che ha creato gli umani ad uno ad uno tutti unici ed irripetibili.
La pedagogia attuale in Italia e in occidente avrebbe dovuto essere influenzata più da Montessori che da Croce e Gentile, per fare degli stati democratici mezzi al servizio dei popoli.
Invece la pedagogia Montessori è stata snobbata in Italia ma coltivata e sviluppata in Oriente, Cina in primis, dove la pratica prevale sulla teoria a partire dai bambini di tre anni per consentire ad ogni alunno di sviluppare liberamente e autonomamente il proprio talento migliore.
In Occidente si preferisce asservire i popoli agli Stati, insaccando i cervelli di teoria e ostacolando burocraticamente e tributariamente la pratica, fino a portare alla quasi estinzione la razza degli Artigiani: i prof del fare.
Nascendo tutti unici e irripetibili, gli esseri umani non possono essere istruiti da nessuno, debbono autoistruirsi. E l’unico modo per auto istruirsi è la pratica non la teoria. Solo mettendo le mani in pasta precocemente in qualunque tipo di lavoro il cervello umano cresce e matura.
“Nessuno può insegnarvi nulla, se non ciò che in dormiveglia giace nell’alba della vostra coscienza.” K. Gibran
Una scuola si giudica da ciò che insegna, un ospedale da come cura, un treno da quando arriva. La realtà non fa propaganda: accade.
Franco Luceri
Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”.
Collabora con vari siti di informazione tra cui Pensalibero e trucioli savonesi
