La politica che ci rende sottomessi

La politica che ci rende sottomessi

La politica che ci rende sottomessi

 

 

 

Da sempre la politica che più affascina la maggioranza dei cittadini è quella che si esprime con espressioni grossolane e incolte, quella che sazia i preconcetti, i pregiudizi, un po’ come le religioni che dividono il mondo in buoni e cattivi.

Anche i cittadini più impegnati socialmente e politicamente, hanno bisogno di gruppi di riferimento che spesso sono divisivi ma soddisfano il loro sentirsi superiori. 

I discorsi dei politici più astuti affascinano, coinvolgono a dispetto dell’oggettività, non innescano discussioni fanno perdere la capacità di critica.

Prendiamo ad esempio la corruzione, il nostro sistema politico protegge i criminali con leggi assurde per distogliere l’attenzione dai reati dei politici, i cittadini sono assuefatti, hanno reso la corruzione parte del sistema e quindi anche i politici corrotti diventano attendibili. E se questo non bastasse a coprire i fatti di corruzione c’è sempre la censura politica e lo sbraitare contro la giustizia ad orologeria.

Il nostro sistema socio politico è profondamente malato, ormai incurabile. 

A nulla valgono gli sforzi generosi di pochi, le cure sono inefficaci contro la sgradevole demagogia, il peggiore buonismo, l’arroganza, i sensi ottusi di superiorità.

In politica ormai non esistono più ideali né di destra né di sinistra, la maggioranza dei politici è intenta a promettere ben sapendo che contano come il due di picche, pedine addestrate e utilizzate dal potere. 

Del resto l’essere umano si è sempre venduto al miglior offerente e il potere ha sempre mandato avanti chi faceva più comodo in quel dato periodo.

 

R.T.

 

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