LA MALA Y LA BUENA EDUCACION

Chi detiene il record? In Liguria non si strilla come a Pontida ma
 LA  MALA  Y  LA  BUENA  EDUCACION
E tra Vaccarezza -Marson chi assomiglia a Don Camillo e chi a Peppone?

Chi detiene il record? In Liguria non si strilla come a Pontida ma
 LA  MALA  Y  LA  BUENA  EDUCACION
E tra Vaccarezza -Marson chi assomiglia a Don Camillo e chi a Peppone?

Cari lettori, avrete tutti considerato come il nuovo Governo Monti si è presentato all’italica nazione, della quale non fanno parte – a loro dire-  i leghisti, in conflittuale confusione padanica. Ci è sembrato di prendere una boccata di ossigeno: niente parolacce, nessuna barzelletta (sconcia), nessun dito medio o d’altra denominazione alzato, non corna, non grida, non pernacchie, non carezze (tipo a cane fedele), non  ingiurie, non fregole da bassa osteria, non escorts, non scontri con la stampa ecc. ecc.

Dunque, ci siamo detti, che bello essere italiani senza l’armamentario berleghista al seguito. Si può essere italiani bene educati, rispettosi del prossimo e anche degli avversari, amanti della nostra nazione che tanto ha dato alla storia, all’arte, alla scienza, alla civiltà, malgrado le  triviali cadute di stile, malgrado i falsi politici, malgrado il fascismo, malgrado i ridicoli schiamazzi leghisti e simili.

         Si può  e si deve.

L’imbarazzo del berleghismo è stato tanto grande da determinare, all’interno  della raffazzonata compagine che si è avvitata su se stessa, con prevedibile crollo, una apparente spaccatura, perché, anche nella palude della più penosa incapacità politica, del più bieco provincialismo  e del peggiore razzismo, strappa qualche volta la cappa un’ansia di umana comprensione e di sociale ripensamento.

Si riconosce la mala educaciòn  e si cerca di emarginarla, superando le tentazioni della cattiva coscienza.

A nostra ligure soddisfazione, possiamo affermare che, pur immessi nella paradossale posizione di leghisti, i nostri rappresentanti di cotale formazione antiterritoriale, oltre che anti italica, superato lo sbarramento concettuale e geografico cui, evidentemente, non hanno dato alcun peso ( ci siamo già a lungo, in altre occasioni, soffermati sul concetto di  Padania, puramente astratto per l’inesistente concretezza del riferimento) cancellando così lo spartiacque delle Alpi marittime e dell’Appennino,  non sono mai caduti nella volgare pacchianeria bossiana.

Vaccarezza e Marson

 Non ricordiamo da parte loro atteggiamenti, parole, gesti o insulti tipici dei nord leghisti,  anzi essi mantengono una compostezza spesso sconcertante, salvo casi rari, come a Varazze, dove hanno perorato la  causa della riapertura dei bordelli e attribuito la cittadinanza all’inventore dei campi di concentramento per profughi: onorevole Maroni  avvocato Roberto da Varagine, appunto. Ma si tratta di eventi eccezionali.

 Inoltre i nostri spensierati leghisti di Liguria non si sono mai minimamente preoccupati di poter appartenere ad una tribù di correi che potrebbe incappare, se la loro effettiva cupidigia secessionista fosse in qualche modo fondata, nei rigori del codice penale, visto che l’attentato all’unità d’Italia –se vero- è delitto  previsto e punito dall’articolo 241 del Codice Penale.

         “Ma ci vuole la violenza, ridacchiano Bruzzone e Ripamonti, noi siamo democratici e, per carità, non ammazzeremmo nemmeno un pappataci. Poi, in Liguria, non strilliamo come a Pontida e non portiamo le magliette con scritto “non sono italiano” come Salvini. Inoltre abbiamo una sindachessa siciliana ad Albenga, e non ci si venga a dire che avversiamo i terroni.  E i silenzi? I  nostri silenzi sono proverbiali e gravidi di pensierose strategie. Guardate Loano: chi ha mai sentito le perorazioni dei leghisti loanesi?  Nessuno può affermare alcunché sul loro criptico pensiero ma, quando sarà il momento, vedrete…”

         Intanto Loano è stata stazione del sedicente “Giro ciclistico della Padania”, malgrado la verve patriottica dell’ex Sindaco ora Presidente della moribonda (a suo dire) Provincia di Savona, peraltro completamente rinnovellata di novelle fronde. Le proclamazioni di fine corsa  assomigliano alle trombe del giudizio: chi mai oserebbe  contrastarne lo squillo?

          “Assessori,voglio vedere che cosa avete fatto dalla vostra elezione fino ad oggi”

         “Ah si? – ha risposto Marson, sotterrando il tavolo di poderosi faldoni–  prova a leggere questi se sei capace. Te lo faccio vedere io che cosa ho fatto su trasporti, ambiente e spazzatura, per esempio  e, se insisti, parlo fino alle sei del mattino, magari su di un solo argomento a scelta dei poveracci in ascolto.”

         Ecco dunque quel che accade nella nostra “piccola” Provincia. Ma tra Vaccarezza e Marson chi assomiglia a Don Camillo e chi a Peppone?

         Noi diremmo che Vaccarezza assomiglia a Peppone ( per carità, come carattere,  niente di politico) e Marson a Don Camillo. Con il che, evidentemente, quest’ultimo resta temibile anche in  zona Cesarini per via del suo formidabile uppercut.

E la buena educaciòn?

C’è anche tra loro, malgrado tutto. La mala educaciòn  la lasciamo ai caporioni leghisti e, a Savona, a  certi preti pregressi e sacristi associati.

Pare che il grande regista spagnolo Almodòvar abbia avuto, per il suo celebre film, copiose imbeccate dalle vittime savonesi di cotali figuri cosparsi del puzzo d’incenso. 

 A prescindere, declamiamo or dunque, sulla scia del proclama della vittoria di  Armando Diaz:

       “I resti di quello che fu uno dei più scombinati italici pateracchi governativi risalgono, in disordine e senza speranze, le valli che dai tremonti avevano disceso con orgogliosa sicurezza.”                                                                   

 BELLAMIGO          20 novembre 2011

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.