Il miracolo del grano e una inedita veduta di Savona

Lungo il tracciato di pellegrinaggio che parte da Lavagnola si conclude al santuario di N.S. di Misericordia sono collocate nove cappelle votive. Erano state affrescate da dal pittore Savonese Giovanni Agostino Ratti nel 1736 in occasione del secondo centenario dell’Apparizione.
Gli affreschi, già praticamente perduti dopo un secolo, vennero rifatti nel corso dell’ottocento da Giuseppe Frascheri, alcuni successivamente da Lazzaro de Maestri. Fortunatamente una traccia del ciclo pittorico affrescato da Ratti e contenuta in un album di schizzi del pittore, pervenuto all’University Art Museum di Bloomington (Indiana, USA) per donazione di Vincent Price.
L’affresco della sesta cappella, che aveva per tema il Miracolo del grano avvenuto per intercessione della vergine a Savona durante la carestia del 1585, è documentato da tre disegni con tracce di acquerello in inchiostro grigio, che differiscono in alcuni particolari testimoniando tre fasi successive nell’elaborazione del soggetto.
Nel primo una figura inginocchiata e una stesa a terra, con un bimbo, attendono a mani giunte l’arrivo della nave carica di grano, miracolosamente sospinta dal vento sulla costa savonese.
In alto la Madonna di Savona. Nel nel secondo disegno prevale il motivo dell’Apparizione della Madonna ad un cerchio di persone inginocchiate, mentre sullo sfondo compare la nave oneraria. Nel terzo disegno il gruppo degli astanti e articolato in figure di adulti e bimbi diversamente atteggiati; sulla destra compare la nave, in alto la Madonna di Misericordia.  All’estrema sinistra è accennata una sintetica veduta del fronte portuale di Savona. Ratti dovrebbe aver realizzato questa terza versione. Rendo noto infatti un olio su tela di centimetri 60 × 55 eseguito dall’artista tra sette e ottocento che riprende l’abbastanza fedelmente i caratteri del terzo disegno, ampliandone i particolari, e con tutta probabilità dovete ispirarsi direttamente all’affresco realizzato nella sesta cappella. Nel dipinto i pani riposti in una grande cessa in un primo piano sono distribuiti da due marinai ad una folla folta e diversificata: sulla destra una giovane donna con un gruppo di bambine di fanciulle, a sinistra un mutilato con le stampelle e altri poveri imploranti. Come nel disegno la nave compare a destra, in cielo la Madonna di Misericordia. La veduta di Savona dalla area portuale è sviluppata nel dipinto con maggiore definizione rispetto al disegno del Ratti: dopo un grande arco che forse richiama il ponte di accesso alla fortezza del Priamar sono dipinti tra tetti altissimi di alcune case e la Torre del Brandale, la torretta (allora coperta come il Brandale da un tetto spiovente) preceduto dalla facciata a capanna di Sant’Agostino. La veduta si conclude in fondo con la chiesa di San Giacomo. Non si tratta comunque di una visione definita prospetticamente, ma di una sintesi delle emergenze monumentali visibili dal porto, che si è reggono a simbolo di tutta la città. Per la pennellata felice e corsiva e le accentuazioni aneddotiche e popolareggianti la nostra versione fu certamente analizzata la fine del settecento dal pittore savonese Paolo Gerolamo Brusco. Resta comunque unica probabile testimonianza dell’affresco realizzato da Ratti, certamente non più leggibile già nel 1836 quando venne ritenuto necessario, come per gli affreschi delle altre cappelle, un restauro o, meglio, un rifacimento da parte di Giuseppe Frascheri, aiutato da Giuseppe Isola.
L’ultimo intervento nella sesta cappella è costituito dall’affresco realizzato negli ultimi decenni dell’ottocento da Lazzaro de Maestri, che mantiene parzialmente la struttura compositiva del Ratti, caratterizzata dalla visione della Madonna di Misericordia in alto, dalle case e torri schierate a sinistra. La nave è attraccata al molo, mentre sono totalmente modificate le figure, che in Lazzaro de Maestri acquistano rilievo, dimensioni e dignità storica maggiore. Sono cinque personaggi di grandi dimensioni, due inginocchiati, tre in piedi. Il più giovane regge uno stendardo con stemma di Savona, che costituisce il vero polo visivo di tutta la composizione. Dopo una valutazione mirata da parte più specialisti storici dell’arte tra i quali la Dott.ssa Silvana Vernazza la dott.ssa Silvia Bottaro e modestamente, il sottoscritto, si è verificato e preso atto che la figura centrale nel quadro, ovvero il personaggio maschile che distribuisce il pane, è da identificarsi a mo’ di autoritratto del pittore Paolo Gerolamo Brusco. Tale valutazione fa assumere al quadro un valore indiscusso per quanto riguarda la volontà dell’artista a ripercorrere e tracciare la storia religiosa e laica della città di Savona.

Renato Giusto

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