Giugno da incubo: la fisica dietro al caldo e il blocco a Omega.

Stiamo per dire addio a un giugno da record e, per molti, da vero incubo. A Torino, la notte del 28 giugno 2026 è stata la più calda in assoluto degli ultimi 273 anni, cioè dall’inizio delle misurazioni storiche nel 1753. Presso la stazione meteorologica urbana di Arpa Piemonte in Via della Consolata, la temperatura minima non è scesa sotto i +27,2 °C, polverizzando il precedente record di +26,8 °C del luglio 2015.


Mentre l’afa picchia duro, soprattutto in Pianura Padana, la domanda sorge spontanea: perché fa così caldo? Cosa dobbiamo aspettarci per luglio e agosto?

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La risposta arriva direttamente dalla fisica dell’atmosfera.

I tre fatti della fisica: come si scalda un gas
Per capire cosa sta succedendo sopra le nostre teste, dobbiamo prima richiamare tre regole fondamentali che i gas dell’atmosfera seguono alla lettera:
– La temperatura è movimento: L’atmosfera è un gas composto da particelle. Più energia possiedono, più si muovono velocemente. Questa velocità media è ciò che misuriamo come temperatura: particelle veloci significano gas caldo, particelle lente significano gas freddo.
– L’effetto pompa della bicicletta (compressione adiabatica):
Se comprimiamo un gas in modo rapido, questo si scalda senza bisogno di ricevere calore esterno. L’energia usata per schiacciarlo resta intrappolata nel gas, facendone impennare la temperatura.
– Il gioco delle pressioni:
I gas esercitano una spinta sulle superfici, chiamata pressione. Quando ci sono due zone con pressioni diverse, l’aria si sposta naturalmente dalla zona ad alta pressione verso quella a bassa pressione.

I tre fatti dell’atmosfera: la terra in movimento
L’atmosfera terrestre applica queste regole su scala planetaria attraverso tre dinamiche macroscopiche:
– L’energia arriva dal Sole: Attraverso le reazioni di fusione nucleare, il Sole produce un’energia immensa che viaggia nello spazio sotto forma di radiazione elettromagnetica (irraggiamento).
Questa radiazione scalda la superficie terrestre, ma non lo fa in modo uniforme.
Il deserto del Sahara si scalda rapidamente di giorno e rilascia calore di notte;


il Mar Mediterraneo, invece, accumula calore molto più lentamente, agendo come un enorme serbatoio termico.
– L’aria si mette in moto:
Le differenze di temperatura creano differenze di densità e di pressione.
Per riequilibrare queste differenze, l’aria inizia a muoversi guidata dalla gravità e dalla rotazione terrestre, trasformando l’atmosfera in una gigantesca macchina termica.
– I movimenti verticali:
Il vento non si muove solo in orizzontale.
L’aria sale e scende continuamente.
Proprio questi movimenti verticali sono la chiave per decifrare l’anomalia di questi giorni.

Il “blocco a Omega” e la trappola delle città
Mettendo insieme tutti i pezzi, scopriamo il colpevole di questa ondata di calore: il Blocco a Omega ( ).
In questi giorni, una gigantesca massa d’aria calda e ad alta pressione è risalita dal Sahara verso l’Europa, posizionandosi esattamente in mezzo a due zone di bassa pressione.

Questa particolare configurazione prende il nome dalla lettera greca perché ne ricorda la forma.
Le due basse pressioni ai lati bloccano l’alta pressione al centro, creando un vero e proprio ingorgo atmosferico. L’aria resta immobile per giorni e subisce un doppio riscaldamento:
– Continua ad accumulare la forte radiazione solare estiva.
– Viene spinta verso il basso e schiacciata dall’alta pressione.
Questa compressione adiabatica (l’effetto pompa citato prima) fa lievitare ulteriormente le temperature al suolo.

Il ruolo dei condizionatori e del cemento, (l’isola di calore)
Nelle città della Pianura Padana la situazione diventa estrema. La mancanza di alberi e la massiccia presenza di asfalto e cemento creano l’effetto Isola di Calore Urbana (UHI).
A questo si aggiunge un paradosso tipico dei centri moderni: i condizionatori d’aria. Per raffrescare le case, migliaia di motori accesi contemporaneamente non fanno altro che “traslocare” il calore dall’interno degli appartamenti alle strade cittadine, surriscaldando ulteriormente l’ambiente esterno.

(Può sembrare “strano”, ma seppure questo dato non contribuisca al cambiamento climatico, ha invece, un ruolo decisivo nella climatologia delle città, contribuendo assieme alla mancanza di alberi e aree verdi lungo le strade, la cementificazione e l’asfalto o il bitume delle strade stesse, al rialzo delle temperature nei bassi strati e in quelle zone, densamente abitate).
Questo fenomeno microclimatico locale contribuisce a mantenere le temperature notturne eccezionalmente calde proprio nei centri urbani, rendendo stazioni come quella di Via della Consolata a Torino dei veri e propri epicentri dell’afa.

Quando finirà? la parola alla metodo meteorologia
I blocchi a Omega sono configurazioni atmosferiche estremamente stabili e difficili da scardinare. Possono essere smantellati solo dall’arrivo di correnti d’aria fredda molto intense, che spesso purtroppo generano temporali violenti.
Dire oggi con certezza cosa accadrà a luglio e agosto è impossibile.
La meteorologia è una scienza probabilistica basata su modelli matematici: offre ottimi livelli di affidabilità a 3-4 giorni, ma perde drasticamente precisione oltre la settimana.
Non ci resta che monitorare i bollettini ufficiali e sperare che questo ingorgo atmosferico si sblocchi il prima possibile.
Fonti:
– ARPA Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale):
Monitoraggio termometrico in tempo reale e storico della stazione di Torino Via della Consolata.
– WMO (Organizzazione Meteorologica Mondiale): Standard metodologici per la validazione delle serie storiche dei dati di temperatura e definizione di “notte tropicale”.

– ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale):
Rapporti sugli indicatori del clima in Italia e analisi del fenomeno dell’Isola di Calore Urbana (UHI).
– AM (Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare): Analisi sinottica delle configurazioni di blocco atmosferico (Blocco a Omega) sull’area mediterranea.


– IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico): Documentazione scientifica sulla correlazione tra gas serra, efficienza energetica degli impianti di condizionamento e riscaldamento globale.
Le immagini allegate sono riprese di Torino, Genova e Savona dall’alto.
Paolo Bongiovanni blogger e creatore di contenuti, uomo libero.

Paolo Bongiovanni
Blogger e uomo libero
 Casa del Vinile

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