“Dacci o signore il nostro orrore quotidiano” – Le bande di stupratori in Inghilterra
Negli ultimi 20 anni la Gran Bretagna è stata travolta dall’orrore mostruoso di bande di stupratori islamici, di cui esiste ora un Rapporto ufficiale lungo e dettagliato presentato al Parlamento di Londra – si trova qui: https://static1.squarespace.com/static/6810978a41bbc42489eafa81/t/6a314bb1151e511944bd4421/1781615537601/The+Rape+Gang+Inquiry+Report.pdf [ oppure si può scrivere a ludosv@duck.com per riceverlo: 5,9 Mb 210 pagine]
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Di seguito tre pezzi: (1) un riassunto del rapporto fatto da Grok (Intelligenza Artificiale), (2) una noterella sull’Islam e (3) un articolo molto dettagliato a cura dell’IDI, un istituto di ricerca fondato da Ayaan Hirsi Ali.
Per chi voglia approfondire ulteriormente le proprie conoscenze, c’è un bel libro agile e di facile lettura scritto dalla brava Paola Kafira. S’intitola Islam. Una guida chiara e semplice. Cosa dicono davvero i testi ufficiali.
In 180 pagine (di cui due di bibliografia di testi in arabo!) offre un quadro accurato, articolato in tre parti: “Musulmani”, “Donne musulmane” e “Gli infedeli”. (Ovvero, le tre categorie di bersagli e/o vittime della “sottomissione”).
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In base ai fatti descritti nel Rapporto di Rupert Lowe si potrebbe quasi dire che coloro che rivendicano il “Rimpatrio” (o la “Remigrazione”) siano dei moderati. Non occorre essere un estremista per pensare che ci vorrebbe un nuovo Cromwell in Inghilterra – e magari anche in tutto il resto d’Europa.
Peraltro si può intuire che il 7 ottobre 2023 – l’orrendo pogrom condotta da Hamas e dai “poveri palestinesi di Gaza” contro gli israeliani – è stato un evento premeditato e preciso a conferma delle analisi sugli orrori strutturali dell’islam – ieri come oggi, e oggi come domani, soprattutto se gli sciocchi continueranno a preoccuparsi per le parole anziché per i fatti.
Il materiale è illustrato da alcune immagini tratte da X – e ringraziamo ogni minuto della nostra vita Elon Musk se si può avere accesso a queste notizie!
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(1) La sintesi di GROK(IA)
Il Rapporto dell’Inchiesta sulle Bande di Stupratori (redatto da Rupert Lowe MP, e basato sulle testimonianze delle sopravvissute, 2026) fornisce un esame dettagliato dello sfruttamento sessuale organizzato di gruppo ai danni di minori (CSE) in tutto il Regno Unito. Ne conclude che si tratta di uno dei peggiori scandali della storia britannica: prendere di mira in modo sistematico delle ragazze vulnerabili (soprattutto bianche) da parte di gandeang prevalentemente pakistane e musulmane per decenni.

Scala e schema
Almeno 250.000 vittime (probabilmente una sottostima), estrapolate dalle principali inchieste (Rotherham: ~1.400+ ragazze tra il 1997 e il 2013; Telford: 1.000+ bambine) e scalate a livello nazionale tenendo conto dei fattori di sotto-segnalazione.
Avvenuto in almeno 149 distretti locali (~40% del totale UK), con tattiche identiche in tutto il Paese — non si tratta di guai locali isolati, ma di uno scandalo nazionale coordinato.
Processo di grooming [arruolamento/addestramento] (a partire dalle undicenni): giovani uomini musulmani fanno amicizia con le ragazze, forniscono alcol/droghe/sigarette/regali, forgiano una manipolazione emotiva («mappatura della vulnerabilità»), poi le prelevano con i taxi dai cancelli delle scuole, dalle case-famiglia o dalle strade. Le vittime vengono portate in case, appartamenti, hotel o ristoranti per stupri di gruppo ripetuti, torture («stanze rosse»), filmate per ricatto/distribuzione, traffico tra città, degradazione verbale («spazzatura bianca», «kuffar») e controllo tramite gravidanza o conversione/matrimonio islamico forzato.
Alcune ragazze sono state trafficate anche in Medio Oriente.

PUBBLICITA’
Profilo dei perpetratori:
Nei verbali giudiziari e nelle inchieste, circa l’87% dei condannati per CSE di gruppo aveva nomi distintamente musulmani; alcune analisi portano la cifra reale al ~90-95%. La stragrande maggioranza delle reti era composta interamente o prevalentemente da uomini musulmani — per lo più di origine pakistana, con presenza di somali, iraniani, siriani, turchi e altri di background musulmano.
Il coinvolgimento di non musulmani era raro/eccezionale.
Fattori culturali/religiosi (secondo il rapporto):
I perpetratori operavano secondo codici clanici di onore-vergogna che consideravano le ragazze non musulmane (soprattutto bianche della classe operaia) come proprietà sessuale. Ciò era rafforzato da elementi teologici e giuridici islamici, tra cui la superiorità musulmana sui non credenti, l’inimicizia verso i non musulmani (al-walā’ wa-l-barā’), il dominio maschile sulle donne, l’assenza di un’età minima fissa per il consenso, la percezione della sessualità femminile come pericolosa e concetti che autorizzano rapporti sessuali con persone non musulmane in cattività.
Fallimento istituzionale e politico
Ogni istituzione di protezione ha fallito in modo catastrofico per decenni, consentendo alle bande di operare mediante la negazione, l’inerzia o la complicità attiva:
Polizia: Ignorava denunce ripetute, criminalizzava le vittime definendole «prostitute», distruggeva prove, rilasciava su cauzione i perpetratori noti e non li interrogava nemmeno quando trovati insieme alle vittime.
Servizi sociali: Sabotavano i genitori protettivi, collocavano i bambini in una rete di traffico (case-famiglia o unità semi-indipendenti), ignoravano o minimizzavano le denunce (a volte deviandole verso discorsi sulla contraccezione), chiudevano i casi nonostante prove evidenti e si vendicavano sui whistleblower [quelli che denunciavano la situazione].
NHS [la struttura medico-ospedaliera britannica]: Registrava lesioni genitali, molteplici casi di IST [malattie veneree ] in bambine di appena 13 anni, gravidanze da stupro e tentativi di suicidio — per poi dismettere le vittime e rimandarle agli abusatori la stessa sera senza alcuna salvaguardia né cure per il trauma.
Scuole: Osservavano degli adulti prelevare le ragazze ai cancelli o sentivano parlare di denunce di stupro all’interno; rispondevano escludendo le vittime invece di proteggerle.
Licenze taxi: Rinnovavano i permessi a conducenti che costituivano la spina dorsale logistica delle reti.
Media e politica: Autocensura diffusa e soppressione dei dati su etnia e religione per paura di essere accusati di «razzismo» e temendo danni alla «coesione comunitaria».
Il Laburismo ha una responsabilità particolare perché la sua base elettorale si fonda sui blocchi di voto musulmani: informato del problema già nel 2003, ha poi negato di saperlo, ha ostacolato o annacquato le inchieste, priorizzando il multiculturalismo sulla protezione dei minori. I termini di riferimento dell’inchiesta nazionale sono stati criticati come troppo limitati.
I Conservatori (al governo) non hanno imposto la registrazione dell’etnia né lanciato un’inchiesta statutaria completa.
I partiti scozzesi hanno ugualmente rifiutato inchieste dedicate e la registrazione dell’etnia.
Londra (sotto il sindaco laburista-islamico Sadiq Khan) è descritta come l’epicentro della negazione nonostante rapporti della Metropolitan Police e prove di abusi su scala industriale.
Impatto sulle vittime (illustrato dalla testimonianza dettagliata di ‘Chloe’, abusata a partire da quando aveva 10-11 anni): stupri ripetuti da centinaia di uomini in alcuni casi, traffico attraverso la Gran Bretagna, dipendenza (eroina ecc.), conversione/matrimonio forzato, figli nati con problemi di salute a causa di uteri danneggiati dagli abusi, tentativi di suicidio, PTSD/complesso trauma a vita, istruzione/relazioni/figli perduti e danni intergenerazionali.
Molte vittime provenivano da ambienti stabili o borghesi; i perpetratori miravano specificamente a chi non aveva una forte protezione familiare/comunitaria maschile.
Whistleblower, genitori e sopravvissute hanno incontrato incredulità, intimidazioni o punizioni.
Conclusioni
Si è trattato di stupro su scala industriale e schiavitù moderna, reso possibile, protetto e prolungato da fallimenti deliberati dello Stato britannico a ogni livello. Lo schema etnico-religioso (sovrarappresentazione dei musulmani pakistani) era chiaro dalle condanne e dalle testimonianze ma è stato soppresso. Lo Stato ha scelto la convenienza politica, i voti e la paura du essere accusato di razzismo invece di proteggere le bambine. Il tradimento è stato totale; il costo umano (traumi, suicidi, generazioni perdute) è incalcolabile e permanente.
Raccomandazioni principali
Giustizia penale: Mettere le vittime al centro di tutto (diritti all’informazione, dichiarazioni delle vittime con peso, Independent Sexual Violence Advisers finanziati).
Rivedere le linee guida sulle pene per CSE di gruppo: punto di partenza ergastolo (minimo 50 anni per i capi, 25 per i partecipanti).
Rendere aggravanti statutari la motivazione razziale/religiosa, il numero di vittime, il traffico, la gravidanza da stupro e i filmati/ricatti.
Vietare la pena concorrente per più vittime; la pena deve essere cumulativa.
Valutare un referendum sulla pena di morte per i casi più efferati.
Immigrazione e deportazioni: Deportare ogni cittadino straniero condannato per CSE di gruppo.
Togliere la cittadinanza e deportare automaticamente i cittadini britannici con doppia nazionalità condannati (applicazione retroattiva).
Deportare le unità familiari che hanno sostenuto, protetto o omesso di denunciare i reati (salvo cooperazione provata o ignoranza).
Pubblicare cifre annuali di deportazioni per nazionalità/reato.
Indagare e chiudere moschee, madrase o organizzazioni comunitarie che hanno protetto o omesso di denunciare i perpetratori.
Restringere drasticamente i visti e l’immigrazione dai Paesi sovrarappresentati nelle condanne.
Priorità alle giovani ragazze rispetto alle politiche di frontiere aperte.
Sistemi e responsabilità:
Registrazione obbligatoria e robusta di etnia e religione per sospetti/autori in questi casi.
Creare un’unità nazionale dedicata della CPS per il CSE di gruppo con pubblici ministeri specializzati sensibili al trauma; le decisioni di accusa devono ignorare «impatto sulla comunità» o paure di razzismo (mancata accusa rivedibile dall’Attorney General con possibile responsabilità penale).
Rafforzare le misure speciali per testimoni minorenni (prove pre-registrate, testimonianza remota, schermi, intermediari specializzati; vietare I controinterrogatori che sono retraumatizzanti). Istituire task force all’estero (guidata dal FCDO con Home Office/NCA) per identificare, proteggere e rimpatriare le vittime britanniche trafficate all’estero (soprattutto in Pakistan).
Migliorare il coordinamento multi-agenzia, la formazione specialistica, il coinvolgimento delle famiglie nella salvaguardia e la responsabilità istituzionale (nominare e perseguire i facilitatori).
Azioni post-rapporto:
Pubblicare tutte le testimonianze integrali, promuovere azioni legali civili/private, identificare i parlamentari responsabili e preservare tutti i documenti giudiziari.
Il rapporto sostiene che la causa profonda risale all’immigrazione di massa post-1948/1997 combinata con fattori culturali e religiosi incompatibili, aggravati dai fallimenti ideologici delle élite. Esige procedimenti penali dove possibile, una radicale revisione sistemica e dare la priorità assoluta alla sicurezza delle bambine britanniche. Il documento completo include ampie testimonianze di vittime e whistleblower, una mappa sulle principali aree colpite e appendici su testimonianze non ascoltate, citazioni, fallimenti istituzionali e luoghi di operatività.
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2) Una noterella da X:
Non esistono le categorie di «Islam buono» e «Islam cattivo».
Tutto l’Islam è cattivo.
Ci sono persone «buone» che si identificano come musulmane e persone «cattive» che si identificano come musulmane, ma bisogna capire che le persone «buone» in questo scenario sono considerate tali proprio perché non seguono realmente gli insegnamenti dell’Islam né gli esempi e gli insegnamenti di Maometto… finché non iniziano a seguirli.
Oltre 200 versetti delle sure più tarde del Corano promuovono esplicitamente violenza, guerra, sottomissione o uccisione dei non musulmani.
Citare i versetti pacifici iniziali e ignorare quelli violenti successivi è una menzogna intenzionale.
Taqiyya e Muda’rat (Muruna) sono tattiche comuni e incoraggiate, purtroppo molto efficaci contro gli ignari, i creduloni e i naïf. Bisogna presumere che queste forme di inganno (e altre tipiche dei seguaci di Maometto) siano sempre in atto, e occorre smascherarle, esporre il sotterfugio e rivelare le vere motivazioni sottostanti e l’effettivo lascito culturale.
«Mi è stato comandato di combattere contro le persone finché non testimonino che non c’è altro dio all’infuori di Allah e che Maometto è il Messaggero di Allah.» — Maometto
L’attuale strategia jihadista in Occidente si articola in quattro fasi:
Migrare. Popolare. Agitare. Dominare.
L’Islam è un’ideologia espansionista ovunque si trovi.
[ NB: Il presidente turco Erdogan ha più volte espresso questo stesso concetto: “Non esiste alcun islam ‘moderato’. C’è solo l’islam”. ]
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(3) Documento dell’IDI – Ideological Defense Institute
La Crisi degli Stupri in Europa: Cosa Dicono Realmente le Fonti Islamiche
di Jonathan Smith
Negli ultimi 30 anni, lo studio critico e obiettivo dell’Islam è stato sostanzialmente vietato nell’accademia occidentale. La maggior parte del lavoro è stata prodotta da chi non ha studiato la legge islamica (sharia), tanto meno conosce l’arabo, e in gran parte, comprensibilmente, si concentra sul jihad e sul terrorismo.
Tuttavia, mentre i musulmani continuano a migrare in massa verso l’Occidente e le società occidentali un tempo ordinate assistono a un aumento esponenziale dei reati sessuali, è diventato imperativo studiare e valutare criticamente la sessualità all’interno dell’Islam.
L’idea comune in Occidente è che l’Islam come istituzione sia sessualmente conservatore, persino repressivo. Questa impressione deriva dall’obbligo per le donne musulmane di indossare hijab/niqab/burqa e dalla lapidazione delle adultere; tuttavia, ciò è altamente fuorviante: l’istituzione dell’Islam è iper-sessualizzata, con stupro e schiavitù sessuale al centro della legge islamica.
È vero che il Corano richiede alle donne musulmane di avvolgersi nei loro mantelli, e che questo si è trasformato nell’obbligo di indossare hijab/niqab/burqa, ma l’istruzione coranica specifica lo richiede affinché le donne musulmane «siano riconosciute e non subiscano molestie» (Sura Al-Ahzab 33:59).
Pertanto, il requisito teologico di indossare l’hijab ecc. non riguarda tanto la modestia in sé, quanto la demarcazione: le protegge dagli uomini musulmani e impedisce loro di «subire molestie».
Allo stesso modo, la lapidazione delle adultere si applica alle relazioni tra musulmani. È del tutto lecito secondo la sharia che un uomo musulmano stupri le proprie schiave.
Il quadro islamico
Per comprendere pienamente il problema dello stupro nell’Islam, bisogna cogliere sei concetti islamici chiave:
Primo, la moralità nell’Islam, in particolare nell’Islam sunnita, è interamente plasmata dal Corano e dagli Hadith. Vale a dire, la parola diretta del loro dio e le parole e le azioni del loro profeta, Maometto, definiscono l’intero quadro morale islamico. Ciò che vi è stabilito è chiamato sharia, o legge islamica, ma si tratta, sotto molti aspetti, di una distinzione falsa: l’Islam è sharia e la sharia è Islam.
Secondo, come dimostrato dal comando di distinguere le donne musulmane, l’Islam divide principalmente l’umanità in due caste: musulmani e non musulmani.
Terzo, all’interno di questo quadro già altamente discriminatorio, le donne musulmane sono trattate in modo ulteriormente diverso. Sebbene le donne siano discriminate in vari ambiti, dall’eredità alla loro validità come testimoni, non esiste alcun concetto di consenso nelle relazioni sessuali tra musulmani.
Quarto, mentre esiste un ambiente sessuale austero per i giovani uomini musulmani al di fuori del matrimonio, in particolare per i poveri, una via d’uscita importante e divinamente ordinata è la schiavitù sessuale delle donne non musulmane.
Quinto, la prostituzione è lecita nell’Islam a certe condizioni. È specificamente prevista nel Corano e vi sono forti prove che il versetto rilevante sia stato utilizzato dalle bande di stupratori musulmani nel Regno Unito.
Sesto, è importante capire che l’Islam è un sistema di credenze che indulge ai piaceri carnali: al contrario dell’ebraismo e del cristianesimo, il loro paradiso è semplicemente la promessa di desideri lussuriosi terreni.
Moralità nell’Islam
La moralità nell’Islam sono semplicemente le regole stabilite dai testi sacri. La parola «moralità» in questo contesto non ha un significato più profondo. Ciò che è definito «halal» va bene e ciò che è definito «haram» è proibito. Non è, letteralmente, più complesso di così.
Mehdi Hasan, prima di raffinare la sua apologia per l’islam, lo ha riassunto perfettamente:
«…nell’Islam ciò che è halal è halal e ciò che è haram è haram. Noi non pieghiamo la nostra legge, la nostra moralità… mai… Sappiamo che è fondamentale mantenere il terreno morale alto. Una volta perso il terreno morale alto, non siamo diversi dal resto dei non musulmani, dal resto di coloro che intendono vivere le loro vite come animali, piegando qualsiasi regola per soddisfare qualsiasi desiderio. Una volta fatto ciò, siamo perduti!» [2]
Pertanto, un musulmano di buona moralità islamica è colui che segue la legge, cioè la sharia, e in tal modo fa solo ciò che è «halal». Non vi è ulteriore considerazione e, quando un musulmano usa la parola «morale/i», deve esserci la presunzione confutabile che il termine significhi «condotta in conformità con la sharia».
Musulmani e non musulmani
L’Islam è, in una lettura letterale, il quadro più discriminatorio mai costruito, con la discriminazione contro i non musulmani come tema coranico centrale. Passi selezionati affermano, tra le altre cose:
I non musulmani sono le peggiori delle creature (Sura Al-Bayyinah 98:6)
I non musulmani non sono migliori degli animali (bestiame) (Sura Al-A’raf 7:179)
I non musulmani sono il «chiaro nemico» (Sura An-Nisa 4:101) — nota: è la stessa terminologia usata per Satana
I non musulmani desiderano sviare i musulmani (Sura 5:41)
I non musulmani sono illusi (Sura 67:20)
I non musulmani sono sporchi (Sura At-Tawbah 9:28)
Nessun’altra religione è accettabile (Sura 3:85)
I musulmani apostati che non si pentono non possono essere salvati (Sura 9:66)
I non musulmani sono alleati contro i musulmani (Sura At-Tawbah 9:32–33)
I musulmani non devono allearsi con i non musulmani (Sura Al-Ma’idah 5:51)
I musulmani non devono fidarsi dei non musulmani (Sura Al-Mumtahanah 60:1)
Il loro dio ha abbandonato i non musulmani (Sura Muhammad 47:12)
Il loro dio punirà i non musulmani in modo brutale (Sura Al-Hajj 22:19–22)
I musulmani devono «indurre il terrore» nei miscredenti (Sura Al ‘Imran 3:151)
È evidente che la rigida dottrina teologica dell’Islam impone il massimo quadro morale «in-group–out-group»[chi è dentro e chi è fuori]. Non si tratta di scegliere versetti a caso: è un tema centrale irriducibile.
In una interpretazione rigorosa, non esistono «diritti umani» o «diritti universali», ma solo diritti per i musulmani, mentre i non musulmani sono protetti solo nella misura in cui hanno dei trattati con i musulmani o, nel caso di cristiani, ebrei e sabei (oggi estinti), sono sottomessi e pagano ai musulmani una tassa annuale (la jizya) (Sura At-Tawbah 9:29
Relazioni sessuali tra musulmani
La maggior parte delle persone sa che gli uomini musulmani possono avere quattro mogli (Sura An-Nisa 4:3) e che possono picchiare le mogli (Sura An-Nisa 4:34).
Tuttavia, è quasi totalmente assente dal discorso il fatto che, secondo una interpretazione rigorosa della sharia, gli uomini musulmani possono stuprare le proprie mogli:
«Le vostre donne sono per voi un campo coltivabile: andate dunque al vostro campo come volete e inviate prima [opere buone] e temete Allah e sappiate che Lo incontrerete e date liete novelle ai credenti.» (Sura Al-Baqarah 2:223) [*la parola è «tilth», terreno arato, cioè preparato per la coltivazione].
Così, la sharia stabilisce che le relazioni sessuali tra un uomo musulmano sposato e una donna musulmana non sono condizionate al consenso e, se una moglie si ribella (ad esempio non permette il rapporto), il marito, secondo una lettura letterale della Sura An-Nisa 4:34, ha l’autorità divina di picchiarla.
Molti faranno fatica ad accettare l’esistenza di un tale quadro morale, ma tra tutti i Paesi MENAPT (Medio Oriente, Nord Africa, Pakistan e Turchia), fondati sulla sharia, solo la Tunisia prevede espressamente una sanzione penale per lo stupro coniugale.
Inoltre, la sharia stabilisce che la maturità sessuale per le ragazze inizia a nove anni. Sebbene vi sia un ulteriore discorso sulla maturità mentale e fisica, il Corano rende chiaro che una bambina prepubere può essere presa in sposa (Sura At-Talaq 65:4), e vi è un importante corpus di Hadith che, attraverso Aisha (una delle molte mogli di Maometto), attestano che Maometto ebbe rapporti sessuali con lei a nove anni (Sahih al-Bukhari 3896; 5133; ecc.).
Molti in Occidente semplicemente non riescono a comprendere che il costrutto morale islamico permetta a un uomo adulto di avere rapporti sessuali con una bambina di nove anni, che lei lo voglia o meno.
Eppure è così. È «halal» e quindi è morale.
Questo è l’universo morale islamico. Questo quadro è talmente antitetico alla nostra moralità occidentale, fondata sul cristianesimo e raffinata da millenni di filosofia europea, che la maggior parte delle persone semplicemente non riesce a comprendere questo male oggettivo, tanto meno a definirlo e riconoscerlo.
Il che ci porta a un altro punto sgradevole. Nella sharia non esiste una parola per «stupro». Esiste invece il concetto di Zina, che significa approssimativamente «rapporto sessuale illecito».
Vi è un corpus di sharia riguardante la Zina tratto dal Corano e dagli Hadith, ma per le relazioni tra musulmani maschi e femmine è sufficiente dire che gli individui non sposati affrontano 100 frustate (Sura An-Nur 24:2), un musulmano non sposato con una musulmana sposata può affrontare anche l’esilio e i musulmani sposati devono essere lapidati a morte.
Tuttavia, ciò che non rientra nella Zina è il rapporto sessuale con le schiave — questo non è illecito secondo la sharia. Anzi, è moralmente giusto.
Relazioni sessuali con i non musulmani
Probabilmente il divario più grande nel discorso moderno è il fatto che la schiavitù non è solo un relitto pittoresco dell’Islam: ne è un elemento centrale.
È citata in tutto il Corano con enfasi sulle relazioni sessuali tra gli uomini musulmani e le loro schiave.
I musulmani, per dottrina teologica, sono schiavi del loro dio.
È per questo che molti si chiamano «Abdul», seguito da uno dei nomi di dio, che significa «schiavo di dio». I non musulmani, invece, sono impuri (Sura At-Tawbah 9:28), abbandonati dal dio dell’Islam, non migliori del bestiame e, in realtà, le peggiori delle creature. Sono subordinati ai musulmani in ogni senso e possono essere presi come schiavi.
La schiavitù nell’Islam è incredibilmente diversa dalla concezione occidentale. Nell’immaginario occidentale la schiavitù è associata a uomini neri che raccolgono cotone e donne nere come domestiche. Nel Islam deriva dall’uccisione di tutti i combattenti maschi e dalla riduzione in schiavitù di donne e bambini, che diventano «bottino».
Al centro vi è la schiavitù sessuale, dove gli uomini musulmani possono fare ciò che vogliono alle schiave non musulmane.
Ad esempio, molti nel Regno Unito conoscono il discorso sui matrimoni tra cugini nella comunità pakistana. Questo deriva da Sura An-Nisa 4:23, che elenca i tipi di donne proibite agli uomini musulmani (le cugine non sono incluse, quindi sono «halal»).
Ciò che non fa parte della discussione è il versetto successivo, che prescrive, in modo ancora più grave, che gli uomini musulmani possono avere rapporti sessuali con le proprie schiave, anche se queste sono già sposate.
La conseguenza è che un uomo musulmano può stuprare le sue schiave femmine quanto desidera senza timore di conseguenze da parte del suo dio, anche se la schiava è già sposata e anche se ha solo nove anni. Questo è riflesso altrove nel Corano, ad esempio in Sura Al-Mu’minun 23:1-6 e Sura Al-Ma’arij 70:28-30.
Nella giurisprudenza islamica classica, gli schiavi sono generalmente permessi solo tramite conquista. Gli apologeti islamici spesso dicono che donne e bambini non devono essere uccisi in guerra (e gli Hadith lo confermano), ma ciò che non dicono è che il loro destino è peggiore della morte: devono essere presi come schiavi.
Naturalmente, molti obietteranno che noi in Occidente non siamo «in guerra» con l’Islam.
È vero che l’Occidente non è in guerra con l’Islam, ma è anche un fatto ineludibile che l’Islam, per dottrina teologica, è in guerra con l’Occidente.
Il Corano attribuisce all’Islam il dominio globale e comanda ai musulmani di combattere i miscredenti.
Questo pone l’Occidente nel cosiddetto Dar al-Harb (Dimora della Guerra).
L’approccio alla conquista e alle donne non è mera teologia astratta: si è concretizzato nella storia per 1400 anni, così come di recente nel genocidio degli Yazidi da parte dell’ISIS.
Prostituzione nell’Islam
Forse il versetto più inquietante del Corano è Sura An-Nur 24:33.
Questo versetto stabilisce che un uomo musulmano può costringere le sue giovani schiave alla prostituzione per denaro, purché non desiderino rimanere caste (e se non sono più caste, non possono desiderare di rimanerlo).
Se non c’è denaro coinvolto, sembra che la condizione della castità venga rimossa.
Questo versetto spiega l’intera tipologia di schiavitù sessuale e prostituzione forzata illustrata dalle bande di stupratori musulmani (le cosiddette Grooming Gangs) nel Regno Unito.
Il Paradiso dell’Islam
Forse non è sorprendente se per un’ideologia nata nel deserto, il paradiso islamico include terreni lussureggianti, fiumi che scorrono e, soprattutto, vino e fanciulle (Huri).
Il Corano è pieno di riferimenti a queste Huri, vergini non toccate da uomo o jinn, come ricompensa per gli uomini musulmani.
Ciò che in Occidente consideriamo desideri depravati costituisce la base del paradiso islamico.
Il problema degli stupri in Europa.
Dopo la Seconda guerra mondiale, per ragioni che non possono essere spiegate razionalmente, ai musulmani è stato permesso di immigrare in massa in Europa occidentale.
Gli ultimi 30 anni hanno visto un aumento esponenziale con ondate di migranti illegali maschi in età militare dai paesi musulmani.
Questi migranti spesso hanno poca istruzione e la loro moralità deriva dall’educazione religiosa nei loro paesi d’origine.
Il loro universo morale, oggettivamente suprematista [maschilista], include:
Sono ora nel Dar al-Harb.
La ricompensa ultima in paradiso include il sesso.
I non musulmani sono materiale da schiavitù.
Non esiste concetto di consenso per i rapporti con le schiave.
Bambine di nove anni sono permesse.
La sharia ha la precedenza sulle leggi umane.
Questo si manifesta chiaramente nelle prove: stupri quasi quotidiani, attacchi di Capodanno 2015 a Colonia, grooming gangs in UK, aumenti fino al 500% dei reati di stupro in Paesi con immigrazione di massa.
Non si tratta solo di migranti recenti. Nel Regno Unito vi sono oltre 2.000 moschee e comunità pakistane che praticano matrimoni tra cugini e vivono in enclave etniche. Le opinioni sulla sharia vengono insegnate nelle moschee e un terzo dei musulmani britannici ritiene auspicabile l’imposizione della sharia.
La conclusione logica è lo scandalo delle Grooming Gangs: in realtà bande di musulmani impegnati in schiavitù sessuale e prostituzione forzata di ragazze non musulmane, permessa da una lettura letterale della sharia.
Non c’è differenza sostanziale tra l’ideologia di questi uomini e quella dell’ISIS.
L’ISIS era semplicemente uno Stato islamico: musulmani che seguono l’Islam nella sua forma pura e non filtrata.
I governi occidentali sono stati pronti ad agire contro l’ISIS, ma non vogliono affrontare il problema creato dalla migrazione di massa, minimizzando i crimini (droga, alcol, ecc.). Eppure il quadro morale che permette questi atti rimane lo stesso.
Gli apologeti dicono «sono solo uomini cattivi», ma le prove parlano da sole. I casi documentati, le testimonianze delle vittime e i versetti coranici corrispondono esattamente.
Finché non affronteremo la verità orribile che l’Islam ha un problema con lo stupro — e dobbiamo affrontarla — la schiavitù sessuale, la prostituzione forzata e gli stupri di massa di donne e ragazze europee continueranno.
Jonathan Smith è un collaboratore dell’Ideological Defense Institute.
Note
[1] Hardy, Jack. “Chilling Moment Afghan Asylum Seekers Drag 15-year-old Girl Into the Bushes Before Raping Her: Pair Jailed Over ‘horrific’ Attack.” Mail Online, December 8, 2025. https://www.dailymail.co.uk/news/article-15364309/Teenage-asylum-seekers-raped-15-year-old-schoolgirl-park-filmed-dragged-away-footage-horrifying-cause-riot.html.
[2] Hasan, Mehdi (Tom Marshall), “Mehdi Hasan Says Non-Muslims and Atheists Live Like Cattle,” December 19, 2018, https://www.youtube.com/watch?v=Pfbv70cgblI.
[3] See, for example, the German case of Taha al-J: 3 StR 230/22
[4] Unless you accept Islamic migration as a deliberate attempt to destroy Christian hegemony.
[5]The tafsir of Ibn Kathir for verse 9:49 is explicit that the prospect of raping European females was permitted in return for jihad.
[6] See, for example, the sentencing remarks in R v. Jahanzeb [2025] [3.5; 3.7], https://www.judiciary.uk/wp-content/uploads/2025/12/R-v-Jahanzeb-and-Niazal.pdf.
[7] McDonald, Dan. “Migrant Crisis: Iranian Boy, 14, Avoids Jail after Being Convicted of Raping Schoolgirl as Victim’s Family Left ‘Furious.’” GB News, April 25, 2026. https://www.gbnews.com/news/migrant-crisis-iranian-avoids-jail-raping-schoolgirl-victim-family-furious.
[8] Dartford, Katy. “Asylum Seeker Accused of Filming Brighton Beach Rape Claims: ‘Rape Is Sex’” LBC, April 2, 2026. https://www.lbc.co.uk/article/asylum-seeker-brighton-rape-sex-5HjdXHQ_2.
[9] J.L. Partners and Henry Jackson Society, “British Muslim and General Public Attitudes Polling,” April 2024, https://henryjacksonsociety.org/wp-content/uploads/2024/04/HJS-Deck-200324-Final.pdf.
[10] R v. Dogar, June 27, 2013, [54]. https://www.judiciary.uk/wp-content/uploads/JCO/Documents/Judgments/sentencing-remarks-r-v-dogar-others.pdf.
[11] Ibid, [53].
[12] See the cases of Lucy Lowe, Charlene Downes and Becky Watson. NB A fourth victim, Laura Wilson was murdered but not a sex related victim of the gangs—it was her sister. The murder of Becky Watson was denied and instead framed as a prank with no official findings otherwise.
[13] See for example, the sentencing remarks in R v. Dogar, June 27, 2013, [53-54]. https://www.judiciary.uk/wp-content/uploads/JCO/Documents/Judgments/sentencing-remarks-r-v-dogar-others.pdf.
[14] Ashworth-Hayes, Sam. “The True Horror of the Rotherham Grooming Scandal.” The Telegraph, January 13, 2025. https://www.telegraph.co.uk/news/2025/01/13/grooming-gang-victims-rotherham/.
[15] Alibhai-brown, Yasmin. “Wives of Men Jailed for Rape Blame the Victims Too.” Daily Mail, September 30, 2017. https://www.dailymail.com/news/article-4936754/Wives-men-jailed-rape-blame-victims-too.html.
[16] Moffett, Rebekah. “New Grooming Gang Report Avoids Discussing Islamic Connection.” Christian Concern, July 15, 2022. https://christianconcern.com/comment/new-grooming-gang-report-avoids-discussing-islamic-connection/.
[17] Chapman, Adam. “MAPPED: The 50 Towns and Cities in Britain Rocked by Grooming Gangs Abuse—Is YOUR Area Included?” GB News, January 6, 2025. https://www.gbnews.com/news/uk/starmer-grooming-gangs-uk-areas.
[18] Hardy, Jack. “Chilling Moment Afghan Asylum Seekers Drag 15-year-old Girl Into the Bushes Before Raping Her: Pair Jailed Over ‘horrific’ Attack.” Mail Online, December 8, 2025. https://www.dailymail.co.uk/news/article-15364309/Teenage-asylum-seekers-raped-15-year-old-schoolgirl-park-filmed-dragged-away-footage-horrifying-cause-riot.html.
[19] Patrick Christy quoting a grooming gang survivor in the sentencing of R v. Saddiq and Ors [2024] (citation unavailable and case name approximated). https://x.com/gbnews/status/1834707628468920670?s=46.
[20] Trevor Philips. “Why White Victims of Grooming Gangs Is Different, ‘They Covered It Up’.” Times Radio, March 5, 2026. https://www.youtube.com/watch?v=S-t7I59Vf8E.
Attachments:
YouTube video Mehdi Hasan says Non-Muslims and Atheists live like Cattle
YouTube video Trevor Philips on Why White Victims of Grooming Gangs is Different, “They covered it up” #cse
