Carlo Felice, presentata la stagione 2025-2026 di opera, balletto e concerti sinfonici
Presentata la nuova stagione del Teatro Carlo Felice, che segna l’inizio di un percorso; non solo per il rinnovamento della guida istituzionale e artistica, con il nuovo sovrintendente Michele Galli ed il nuovo direttore artistico Federico Pupo, ma per lo sguardo condiviso verso un’idea di teatro inteso come spazio vivo. La prima rotta è tracciata; si parte da Don Giovanni e approda alla Bohème, due capolavori che aprono e chiudono una stagione fatta di scelte forti, ritorni d’autore e nuove tappe. È il tempo dei Naviganti, di coloro che cercano senso nel viaggio, non solo nella meta; è il tempo di tracciare nuove mappe, attraverso grandi titoli del repertorio e inedite voci della contemporaneità.

Fondazione Teatro La Fenice WOLFGANG AMADEUS MOZART, DON GIOVANNI Direttore Stefano Montanari Regia Damiano Michieletto Photo Michele Crosera
“Questo programma ha un grande valore perchè è un viaggio e porta le persone a teatro”, dichiara il sindaco di Genova Silvia Salis, “ed è necessario puntare sul marketing per avere sempre più successo. La cultura è un servizio e dobbiamo fare la nostra parte; è fondamentale fare un programma per i croceristi ma soprattutto aprirsi alla città ascoltando chi lavora ed investendo nella proposta artistica.
La stagione teatrale è una sorta di viaggio ambizioso che ha in sè tradizione ed innovazione ma la cosa fondamentale è avvicinare la lirica a coloro che vengono da fuori; ho confermato l’incarico di vicepresidente ad Enrico Musso perchè, in questo modo, si dimostra che il teatro deve essere sostenuto dai privati. Ho già avuto modo di incontrare il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e gli ho illustrato i bisogni del teatro, una realtà complessa del nostro territorio”.

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Parole simili da parte dell’assessore comunale alla cultura Giacomo Montanari :”La stagione è molto bella e spero che l’impatto su Genova sia forte; si ragiona per ottimizzare i costi mantenendo la qualità alta. E’altresì necessario aumentare le repliche degli spettacoli avvicinando la lirica alle persone; saliamo a bordo facendo un percorso di formazione alla cultura lirica e tutto ciò ha per la città un grande valore. Questa realtà è molto importante per la collettività ed il teatro è il cuore pulsante dell’offerta culturale genovese; si migliora sempre di più per dire che il lavoro è consolidato e gli obiettivi sono in costante crescita ma una delle cose fondamentali è la tutela dell’ente che è una ricchezza per Genova”.
“E’molto importante essere qui e la Fondazione del Carlo Felice è la quinta in Italia ma vogliamo arrivare sul podio”, prosegue Marco Bucci, presidente della regione, “ed il percorso è stato difficile ma le difficoltà sono state superate. Chi è capace risolve i problemi e vedo cose belle dicendo che il marketing ha un grande valore tra i privati e tra i potenziali spettatori; sono stati realizzati progetti dedicati ai ragazzi affinchè potessero appassionarsi all’opera ma è altrettanto importante portare la musica alla scuola materna ed in questo senso voglio dire che sono ben cinque le realtà che stanno facendo progetti di questo genere. Nel 2017 abbiamo trovato 36 milioni di debito e tasse non pagate; ora il Carlo Felice va bene ed ha un bilancio positivo tanto che ci sono i fondi per estinguere i debiti ed investire sulle macchine sceniche e le attrezzature. Sono contento di cosa è stato fatto ricordando che la regione è azionista della fondazione; si farà un sistema per poter portare il teatro in giro per la Liguria ricordando che il marketing ha un grande valore ed è fondamentale far appassionare i ragazzi a queste rappresentazioni”.
“E’bello vedere persone provenienti da fuori Genova”, afferma il sovrintendente Michele Galli, “e ringrazio i presenti. Questa stagione è una sorta di omaggio musicale in continuità con l’operato del sovrintendente Orazi e del direttore artistico Conte ma è importante far appassionare i ragazzi fin da piccoli; è necessario intercettare i soci privati per ottenere risorse e facendo un’adeguata formazione del nuovo pubblico identificando chi portare a teatro creando spettatori consapevoli. L’Accademia di Arti e Mestieri ha un grande valore ma è necessario un ricambio generazionale; dobbiamo far conoscere ai turisti la nostra realtà e anche se tutto ciò è difficile abbiamo un obbligo importante.
Ci saranno grandi novità nella prossima stagione che spero possano portare tante persone poichè il teatro è di tutti; la relazione tra le diverse realtà è ottima ed operiamo per il bene del futuro. Il titolo d’apertura, Don Giovanni, manca da 13 stagioni mentre Il Campiello è andato in scena per l’ultima volta in questa realtà nel lontano 1940; ci sarà anche il ritorno del balletto a dicembre ed il filo conduttore di questa stagione è la navigazione anche perchè la città ha il mare. Siamo tutti naviganti lungo il percorso musicale e spero che gli spettacoli possano essere un successo”.
“E’importante coniugare novità e tradizione ricordando che lo spettacolo Il Nome della Rosa, realizzato in co-produzione con il Teatro Alla Scala di Milano e l’Opéra di Parigi, ha portato un grande sforzo economico; la stagione si apre con il classico Don Giovanni con l’allestimento del Teatro La Fenice di Venezia e la regia di Armando Michieletto mentre il secondo spettacolo, Cavalleria Rusticana, manca dal 2019. Coppélia, lo spettacolo di dicembre, è assente da Genova dal secolo scorso ed Il Trovatore, che andrà in scena a gennaio 2026, è un classico diretto da Giampaolo Bisanti; Tristan und Isolde, l’opera di gennaio, è una nuova produzione mentre Il Campiello, che avremo qui a marzo, manca dalla nostra città dal lontano 1940 e porta Venezia a Genova. Macbeth andrà in scena a maggio con una co-produzione di molteplici teatri mentre lo spettacolo conclusivo della stagione, La Bohème, porta in scena un progetto realizzato in collaborazione con l’accademia; è fondamentale formare ottime professionalità senza dimenticare la stagione sinfonica con il concerto inaugurale il 30 ottobre con Ettore Pagano come solista. Lo spettacolo del 20 novembre, Russia e America, ha un grande valore mentre la rappresentazione successiva, Berio 100, ha in sè tradizione ed innovazione; Profeti, che andrà in scena l’11 dicembre, ha un grande valore per il coro mentre il Gran Concerto di Capodanno, il 1 gennaio 2026, celebra il canto lirico italiano come Patrimonio dell’Unesco. La rappresentazione del 19 febbraio ha grandi interpreti mentre Beethoven 199 del 16 aprile è una sorta di conto alla rovescia per le celebrazioni dei 200 anni del grande compositore; pochi giorni dopo, il 24 aprile, sarà la volta di Rach 2 con il direttore Samuel Lee ed il suo bellissimo e variegato repertorio mentre lo spettacolo del 21 maggio, Generazione 80, riporta alla luce grandi artisti ed in conclusione sarà la volta di Mahler 6, un omaggio alla nostra orchestra, il 25 giugno. Il lavoro con le scuole è importante ed è necessario collaborare con la regione ed il comune; l’idea di creare bus per gli spettatori è ottima e va sostenuta”, conclude il direttore artistico Federico Pupo.
La campagna di rinnovo abbonamenti e di acquisto dei nuovi è partito venerdì 4 luglio 2025; i biglietti per i singoli spettacoli e i concerti saranno disponibili da lunedì 21 luglio 2025.
Per informazioni : 010-5381443/010-5381399
