Cinema: Il vangelo secondo Matteo
Il vangelo secondo Matteo, 1964, Italia-Francia, regia e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini. Fotografia: Tonino Delli Colli. Musica: Luis Bacalov (Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Sergej Prokofiev, Anton Webern).

Locandina tratta da amazon.it che vende il film
Interpreti non professionisti
Trasposizione in chiave laico-materialista, dei principali eventi descritti nel vangelo sinottico di Matteo.

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In un pesante clima conciliare ecclesiastico, che risente ancora degli scontri ideologici e politici avvenuti nella nostra nazione nelle fasi finali dell’ultima guerra mondiale, Pasolini affronta da laico intellettuale la vita di Gesù, la materializza fino in fondo, dando peso alla location contadina impregnata umanamente di povertà e miseria, svolgendo la storia tra le pietre di Matera e dintorni, con attori non professionisti ma con tanti volti significativi (ad esempio sua madre nella parte di Maria da anziana).
Del Vangelo di Matteo Pie Paolo Pasolini coglie il grandioso messaggio morale ed etico in esso inequivocabilmente contenuto che è anche base per una vita terrena più giusta e armoniosa, ma non gli interessa più di tanto la chiave teologica della Salvezza dell’anima per vivere l’eternità con Dio, quest’ultima ritenuta essenza spirituale delle Scritture da parte di Cattolici, Protestanti, Evangelici di tutto il mondo.
Un bianco e nero impressionante, che rafforza il pathos neorealista che emana da ogni inquadratura del film…
Tante le polemiche suscitate dal film tra le istituzioni ecclesiastiche e il mondo della cultura laica, ma in parte inevitabili conoscendo lo stile intellettualmente incorruttibile del grande poeta solitario Pier Paolo Pasolini, noto per essere poco avvezzo, nella stesura delle sue opere, al compromesso politico …
Biagio Giordano (fotografo coordinatore della sezione fotografia dell’Associazione culturale no profit Renzo Aiolfi di Savona)