Votare è un diritto

Chissà quante volte abbiamo sentito questa frase che detta in modo completo è “votare è un diritto e un dovere”.
Mi chiedo e chiedo a voi tra i nostri diritti non viene prevista la possibilità di poter scegliere chi votare alle elezioni politiche esprimendo un voto di preferenza?
Tra i nostri diritti non c’è di poter votare per liste coerenti ove non si fanno minestroni con tutti dentro con unico scopo di spartirsi il potere?
Tra i nostri diritti non viene contemplata la possibilità di votare anche e soprattutto nei comuni una novità vera e non cavalli di ritorno che hanno girato da destra, a sinistra, per poi tornare a destra come se nulla fosse?
Ho letto in questi giorni  una lettera di protesta di alcuni elettori di Fratelli d’Italia che lamentavano il fatto che a Finale sia stato proposto un candidato sindaco di quello che resta del centro destra (il restante è in compagnia del PD) che fece l’assessore durante la giunta Burlando, certo svolgendo un ruolo tecnico. Se è così però non si capisce il motivo perché un tecnico si presenti alle elezioni regionali con una lista che si chiamava più o meno così “lista Berlangieri per Burlando”.

PUBBLICITA’

Quanti di noi rimpiango la politica dei Berlinguer, Almirante, Nenni che non hanno mai fatto accordi contro la propria ideologia, che soprattutto non hanno mai sponsorizzato gente che passava da una parte all’altra con notevole faccia tosta.
La tanto vituperata prima repubblica che è finita mangiata da sé stessa, selezionava una classe politica dirigente preparata aveva, un organizzazione, faceva i congressi, si dibatteva a volte si ci incazzava, segno di vitalità idealità e speranze.
I partiti di oggi sono alla stato liquido, hanno un padrone incontrastato, la classe dirigente selezionata non per bravura, ma perché sono bravi leccapiedi, yes men che digeriscono con deferenza anche le cretinate che il loro capo dice solo per essere al centro del dibattito.
In questi giorni, abbiamo avuto la riaffermazione di come il voto non sia così libero, molti accusati di voto di scambio e certe situazioni ci fanno ritornare ai tempi di Lauro quando il voto si comprava con scarpe, pasta, ecc.
Oggi si compra con tessere viacard, buoni pasto e altri generi di conforto.
Dimostrando che quel diritto, ovvero votare, in tanti lo mettono sotto i piedi, per una miserabile mancetta.
Io credo nelle liste civiche, ove i partiti stanno fuori, dove non fanno neppure
endorsment a un candidato.
Che tradotto meglio significa appoggiare quella lista, trasformandola da civica in politica mascherata.
Lo ripeto per ennesima volta
Cittadini, non abbiate paura di fare liste civiche vere ove l’unico riferimento, o appoggio, viene chiesto ai cittadini, ove non si fanno le solite mirabolanti promesse che non verranno mantenute, ove non si pensa ancora, di comprare il voto dei cittadini con qualche metro di asfalto.
Chi vi dirà farete una brutta figura non prendete voti, voi rispondete la brutta figura la fa chi per un tozzo di pane, continua ad appoggiare un regime politico putrefatto, sempre la stessa classe dirigente, che da 30 anni si scambia il ruolo e che dietro alle quinte fa accordi.
Qualsiasi novità è un ventata di aria pulita che solo l’Altissimo sa di quanto ne abbiamo bisogno.

 

Roberto Paolino

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.