Usato sicuro o minestra riscaldata?

Sono andati a congresso straordinario, un congresso non previsto, proclamato a Pontida, straordinario perché ha fatto seguito a quello dell’anno scorso ove Matteo su proclamato segretario per acclamazione.
Perché dopo solo un anno ha  deciso di andare nuovamente a congresso?
Forse perché la sua  segreteria era in crisi?
O forse perché dopo 13 anni di silenzio, alcuni hanno iniziato a contestarlo?
In tanti ci siamo chiesti ma la famosa ala nordista che fine ha fatto?
Il ruggito del leone è diventato un miagolio.
Ci sono state però dobbiamo ammetterlo delle novità,a partire dallo slogan congressuale “Lega di lotta e di governo”
ispirato al padre fondatore scomparso a marzo, e l’iconico Alberto da Giussano che sguaina la spada. E lo farà con il nuovo simbolo del partito: via la parola “premier” dall’attuale “Lega per Salvini premier” (come impone la nuova legge elettorale) e spazio a “Lega Italia federale”.
Trentacinque anni dopo, con un richiamo al nome con cui il Senatur tentò l’avanzata al sud nel ’93-94. E con cui candidò Maria Ida Germontani a sindaca di Roma. Contro Rutelli e Fini, la futura parlamentare di centrodestra prese un minuscolo 0,7%. L’auspicio ora è nettamente diverso.
Novità rispetto al congresso dell’anno scorso non c’è un solo candidato insieme al solito Salvini che dichiara se perdo la segreteria avrò finalmente più tempo per me c’è lo sfidante  Garavaglia
Dice che potrebbe andare a casa con la tranquillità e sorriso sulle labbra di chi ha organizzato il congresso a puntino perché ciò non accada concorrente di comodo tesi congressuali edulcorante.

E la famosa ala nordista sciolta come neve al sole.
Sembra un successo grandioso riconfermato segretario,un motto di battaglia,e un nome nel simbolo ammiccante,che parrebbe un ritorno al passato.
Può prendere in giro i delegati (che se lo fanno fare con gran piacere)  nota di redazione sono gli stessi che lo avevano acclamato segretario l’anno scorso.
Non è un cambio di nome che riporta il Nord a credere che la Lega sia tornata Federalista.
E voce del Nord.
Ecco i provvedimenti del governo Meloni ( di cui la lega fa parte)in favore del meridione
ha introdotto diverse misure economiche e strutturali dedicate al Mezzogiorno, culminate con la conferma e il potenziamento dei principali strumenti nella Legge di Bilancio 2027 approvata a ottobre 2026.
Principali provvedimenti per il Sud
ZES Unica (Zona Economica Speciale): Confermata e rifinanziata nella manovra 2027 con uno stanziamento che sale a 2,4 miliardi di euro per sostenere le imprese, attrarre investimenti e favorire la crescita produttiva nelle 10 regioni del Mezzogiorno.
Decreto Rilancio Mezzogiorno (Settembre 2026): Un decreto-legge (Cdm n. 49) proposto da Giorgia Meloni e dal ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto, con disposizioni urgenti per le politiche di coesione e il rilancio economico.
Misure per il settore dei trasporti e dell’agricoltura: Stanziati 105 milioni di euro a favore degli autotrasportatori, agricoltori e pescatori del Sud Italia per far fronte al caro carburante e alle proteste sul territorio.
Sgravi e incentivi fiscali generali (con impatto sul Sud): L’estensione dell’Irpef al 33% fino a 55.000 euro e l’innalzamento della soglia del regime forfettario per gli autonomi a 100.000 euro, presentati dal governo come misure a sostegno anche del potere d’acquisto delle famiglie e del ceto medio meridionale.

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E per il Nord?
Legge autonomia differenziata……che di autonomia non ha nulla . insomma il Nord per Italia federale non merita nulla.
Dai diciamolo una volta per tutte il Nord è stato dimenticato .
Quando si parla di infrastrutture dimenticate, bloccate o in grave ritardo nel Nord Italia, il dibattito si divide nettamente in due categorie: le grandi opere strategiche rallentate da decenni di burocrazia o varianti d’opera, e i “fantasmi” locali (strade statali o linee ferroviarie minori) che penalizzano quotidianamente i pendolari e il tessuto produttivo.
Secondo i dati dell’Osservatorio Territoriale Infrastrutture (OTI) e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, meno della metà dei grandi cantieri al Nord rispetta le tempistiche originali, a causa di intoppi burocratici, ricorsi o problemi finanziari delle imprese appaltatrici.
Di seguito sono riportate le principali infrastrutture del Nord Italia rimaste a lungo “dimenticate” o parzialmente bloccate.
I grandi nodi bloccati o in perenne ritardo
Bretella della Val Trompia (Lombardia): Richiesta a gran voce dalle imprese di uno dei poli industriali più importanti d’Europa, questa arteria stradale è diventata il simbolo delle opere “scomparse dai radar” a causa di rinvii infiniti, varianti e contenziosi. [
TAV Torino-Lione (Piemonte): Sebbene i lavori del tunnel di base procedano, la data di apertura complessiva è slittata (la Corte dei Conti Europea stima quasi 18 anni di ritardo cumulato rispetto ai piani originari). Inoltre, le tratte nazionali di collegamento alla rete italiana (come la Avigliana-Orbassano) risultano ancora ferme all’iter delle autorizzazioni.
Variante Rho-Pero (Lombardia): Un altro collegamento stradale milanese inserito storicamente tra le opere prioritarie ma rallentato per anni da stalli burocratici.
Autostrada A12 Tirrenica: Il completamento del corridoio autostradale che dovrebbe collegare stabilmente la Liguria e la Toscana al Lazio è rimasto monco per decenni di oltre 150 chilometri, a causa di continui cambi di progetto e discussioni sul pedaggio.
L’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine.
Ma questo lo sappiamo bene noi cittadini.
Ogni giorno che ci immette in strada è un calvario.
Ogni santo giorno.

E lui cosa fa da degno rappresentante della Lega di lotta?
Propone il.ponte sullo stretto.
Con questo congresso farlocco,si è capita una cosa la Lega Nord non esiste più di nome e di fatto,anzi  entra a pieno titolo a rappresentare il centralismo romano.
Per cui stop non se ne parli più
Bisogna anzi diviene neccessario organizzarci per rimettere al centro del dibattito politico la questione settentrionale.
Il Nord si deve unire sotto la bandiera autonomista e del vero federalismo tutti i movimenti esistenti si devono unire perché oggi più che mai i nostri territori devono essere rappresentanti.
È uno sforzo che tutti insieme dobbiamo fare! Il nostro popolo lo merita.
Per il Nord insieme.

Roberto Paolino

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