Un prete è forse un uomo solo? Che muore solo?
Non c’era il sole quella domenica mattina,
Eppure c’era un raggio di luce… che illuminava l’altare.
Colletto bianco e tonaca nera, sempre vestito da prete… da che lo conosco.
Don Marco uscì dalla chiesa, dopo la messa, guardò il cielo… si fermava sempre un attimo per ascoltare le genti del paese… guardò il mio cellulare, avevo scattato delle foto, gli chiesi se sull’altare aveva visto dei raggi di sole? Luce? – disse:
” anche se non lo vediamo, il sole c’è sempre… e Dio c’è sempre.”
Era un’anima solare, lo ricordo col sorriso sul volto, sempre, un po’ d’ironia e qualche barzelletta, ma era pure un bacchettone, vecchio stampo, come i maestri di scuola, quelli di un tempo, che avevano la bacchetta in mano… ma poi la usava solo alla lavagna!!!e se una pecorella usciva dal sentiero? Gli correva dietro come un buon pastore!
” ma, don Marco!” Gli dicevo …. e lui mi rispondeva:” niente se e niente ma, io so che ci sarai!”…

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E non gli si poteva dire di no, non attendeva nemmeno la risposta, perché era da fare, così come era certo di aver fatto la scelta giusta, il prete, in un momento storico dove le chiese, quando non sono chiuse a chiave, sono vuote!… e se ti offrivi di dare una mano? Non esiste esitazione. O si, o si. Dall’assistenza notturna in stazione, per i treni bianchi che partivano per i viaggi religiosi, col sorriso ti rispondeva:” e se fa freddo, copriti. Non è prudente lasciare un gruppo di donne da sole in stazione, di notte!!!
‘ come se io fossi un uomo, don Marco? ” rideva e mi diceva: ” hai le spalle abbastanza grandi e la risposta pronta, vai bene così…”
Come accompagnare le signore a casa, una signora fu scippata per strada e a lui fumarono le orecchie! Bisognava esserci per i più deboli, piccole commissioni a chi non era più in grado di portare la spesa e su e giù per le scale, magari in collina…e l’Unitalsi…Così come il gruppo di Medjougorie… che si teneva in centro, in chiesa, un bel gruppo di preghiera, e guai a sgridare i bimbi che facevano un po’ di chiacchiericcio…. tutti insieme a mangiare un gelato nelle estati calde:
-” don Marco? Un prete in mezzo a tutte ste donne? La sera?” – e lui sorrise all”arpia rispondendo gentilmente:” anche un prete, talvolta, mangia il gelato”-… ad ogni richiesta di aiuto non potevi che ripetere con lui :” si si, ricordo ,niente se e niente ma”. E guai a fare ritardo, non era concepibile….
-” ma che devo fare?
-Niente e tutto, un po’ di compagnia…e la chiami poca cosa?”
Ricordo che un pomeriggio tardo lo incontrai a passo svelto, che andava da una vecchina, che viveva sola ed era in difficoltà, ogni sera, a passo svelto…lui si recava da questa vecchina…uno dei tanti tocca e fuggi con mille pensieri per i bisognosi….
Mi resta di lui il suo sorriso, ma nell’anima mi resta il pregiudizio di chi l’ha fatto dannare, perché chi lo conosce, sa… che lo hanno criticato per la sua ” schiettezza”. Lui stesso mi diceva che tutto passa, di non soffermarsi sulle chiacchiere…lo chiamava ” chiacchiericcio di paese”… ero incredula, ma i suoi occhi color del cielo erano sempre buoni…mai una parola contro, anzi, mi diceva:” mi hanno trasferito? messo in castigo? Su in cima a un monte? – per me sarà un nuovo paese, una nuova esperienza parrocchiale e altre pecorelle da radunare nel gregge….
Sono venuta a conoscenza della sua morte, ho scritto e riscritto un testo una decina di volte e mi tornava alla mente:” non scrivere di me, che vola un altro castigo”-poi rideva….
Per me è stato un colpo al cuore, perché ci eravamo sentiti per gli auguri di Natale…” tutto bene don?- si cara, tutto bene.”
Un prete è forse un uomo solo, che muore solo? Non lo so.
Non parlava della morte con paura, no…raccontava che quando succede, il corpo si libera e l’anima vola.
Un raggio di sole che ha raggiunto il cielo….prematuramente.
Buon volo Don Marco.