RICORDIAMO IN BREVE LEONARDO BISTOLFI, IL GRANDE SCULTORE (E PITTORE)  ANCHE LIBERTY, AUTORE DEL MONUMENTO SAVONESE A GARIBALDI 

Leonardo Bistolfi nacque a Casale Monferrato nel 1859 in provincia di Alessandria da un eccellente scultore del legno e fu nipote di un pittore di buon livello. Ne parliamo qui su Trucioli perché tra non molto cadrà il novantesimo anniversario della sua scomparsa (morì a La Loggia, in provincia di Torino, nel 1933) e soprattutto perché è sua un’opera scultorea presente a Savona: la statua equestre di Giuseppe Garibaldi, posizionata al Prolungamento a mare, realizzata nel 1923. Da notare come in quest’opera egli sia riuscito a donare sia al personaggio sia al cavallo un’efficace sensazione di movimento, uno degli stilemi tipici del Liberty. Vedasi in particolare il mantello mosso dal vento.

 Leonardo Bistolfi,  Monumento a Garibaldi

Nel 1876 Bistolfi ottenne una borsa di studio per la prestigiosa Accademia di Brera a Milano, dove studiò pittura e scultura, seguendo, tra le altre, le lezioni dello scultore Giosuè Argenti, per poi, dal 1879, proseguire con le lezioni di Odoardo Tabacchi all’Accademia Albertina di Torino, città in cui nel 1881 aprì un proprio studio di scultura. Suoi sono numerosi monumenti funebri realizzati nei cimiteri di Torino e di Genova (Staglieno) che si distinguono per il loro crudo e simbolico realismo. Nel corso del ‘800 si dedicò prevalentemente alla ritrattistica, realizzando tra le altre opere i busti ai Re Umberto I (1890) e Vittorio Emanuele II (1897). 
Da notare nel 1895 la sua prima partecipazione, con ben ventidue opere, alla Biennale di Venezia, perché gli valse la medaglia d’argento.
Artista importante soprattutto nell’ambito del simbolismo, aderì fin dall’inizio dell’ultimo decennio del diciannovesimo secolo anche al Liberty, il cui tipico decorativismo si distingue nel susseguirsi di flessuose forme umane e armoniosi e movimentati panneggi. In quest’ambito realizzò numerose sculture di rilievo, fondendo inoltre spesso i due stili con risultati generalmente apprezzati dalla critica.

Leonardo Bistolfi,  Coppia di Gessi Liberty

In effetti in quegli anni l’artista si pose perfino come difensore della Nuova Arte floreale per la quale fu, ad esempio, fervido sostenitore della famosa Esposizione dell’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902, che per molti versi è da considerare l’evento che diede i natali all’architettura Liberty in Italia. Sempre allo scopo di difendere questo stile, egli fondò inoltre la rivista “L’arte decorativa moderna” su cui dipinse immagini e copertine di evidente stampo appunto floreale, oltre che vari manifesti sempre in tema.

Copertina della sua rivista

All’apice della sua attività, nei primi due decenni del ‘900, Leonardo Bistolfi fu considerato il più grande scultore italiano vivente e fu incaricato di realizzare opere un po’ ovunque nel nord d’Italia. Nel primo dopoguerra tuttavia la sua attività perse in parte i favori della critica, non tanto per un effettivo calo qualitativo quanto per il diverso interesse della critica stessa, che ormai si era spostato verso le nuove tendenze artistiche del secolo, verso le quali Bistolfi non mostrò mai un reale interesse, fatto che venne considerato un’involuzione. Nel 1923 fu nominato senatore.
Molte delle sue opere sono oggi raccolte nella gipsoteca a lui dedicata a Casale Monferrato, ma per intanto, rivolgete uno sguardo attento al monumento a Garibaldi al Prolungamento, quando vi capiterà di passargli davanti, invece di considerarlo, come è facile che accada a chi lo incrocia sul proprio cammino da un’intera vita, come semplice e ignorata parte del paesaggio. Ne vale la pena.

Massimo Bianco

Leonardo Bistolfi, PIETA’ – Alba, Chiesa di San Domenico

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