Pareri ardenti

“E’ accaduto”. La caccia alle streghe, agli infedeli, agli omosessuali, agli animali diabolici, agli eretici, ai marranos…
“E’ accaduto”, dice chi ci tiene a che la storia della chiesa non abbia vergognose macchie addosso e contemporaneamente si rende conto di non poter negare l’evidenza della tonaca sporca. “Ma” aggiunge “anche la chiesa che di tali accadimenti è stata tragica protagonista, è figlia del suo tempo. Perciò non fu malafede”.

Non è vero. Gli espropri delle terre e degli averi di chi soltanto sospettato di stregoneria veniva incarcerato, non possono non appartenere alla categoria della malafede, del tornaconto economico il più bieco, dell’eliminazione del pericolo rappresentato da chi non si conforma.
Ma se con uno sforzo accettassimo per amor di discussione di ipotizzare la buona fede, forse le cose cambierebbero? No. Anzi. Se possibile peggiorerebbero. Cosa verrebbe a significare, infatti? Se i cristiani più preoccupati del buon nome della chiesa riflettessero un attimo su ciò, capirebbero che quanto meno dal punto di vista teologico, una fede che non è in malafede e fa quello che ha fatto, ha tutte le credenziali per essere intesa nel peggiore dei modi. Quale giustizia, quale verità c’è da aspettarsi da essa? Quale garanzia che la fede cristiana sia la verità, e quella degli eretici o dei fedeli di altre religioni storiche, o la non-fede, l’errore? E, cosa più concreta e ugualmente importane, quale sicurezza di avere una vita garantita contro la violenza e la sopraffazione?
Che cosa risponderebbero i vari Savonarola, Dolcino, Hus, a chi dicesse loro che i roghi sui quali sono stati arsi, non furono accesi per malafede ma per fede? Lasciando da parte ogni possibile rancore, e utilizzando solo la ragione, risponderebbero che se la fede fallisce così clamorosamente, allora è una fede fallimentare; oppure è fallimentare la chiesa che di quella fede è la custode e assoluta interprete. Quale significato e senso può avere la fede se sbaglia tale e quale sbaglia la ragione, e tra l’altro senza, come la ragione, potersi giustificare in quanto prodotto esclusivo della mente degli uomini? La fede non era donata da Dio? E a che è servito questo dono?
A far sì che degli uomini ne bruciassero degli altri e andassero a contraddire quel comandamento di quella stessa fede che ordina di non uccidere?

FULVIO BALDOINO

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