La settimana in pillole

Dal “Capitano” al “Generale”: la Lega cambia l’inno ma non la musica
Sul pratone di Pontida non si canta più «C’è solo un Capitano», ora l’urlo è «C’è solo un Generale». Vannacci si prende la scena tra cori contro islamici, napoletani, Calenda e persino Forza Italia. Salvini? Applaude, sorride e fa finta che fosse tutto previsto: d’altronde, da queste parti, la linea politica si misura a decibel, non a idee.

Trump taglia i fondi: l’Europa difenda se stessa (magari con le fionde)
Mentre i droni russi volano sopra l’Est, Trump prepara la scure sugli aiuti a Kiev e sui finanziamenti ai Baltici. «Difendetevi da soli» il messaggio a Bruxelles, che risponde con la solita arma segreta: nuove sanzioni a Mosca. Risultato? Putin brinda, l’Europa balbetta, e l’America gioca a Risiko con pezzi veri.

Cyberpirati all’arrembaggio: voli cancellati, bagagli in ostaggio
Caos negli aeroporti di Bruxelles, Berlino e Londra: un virus informatico blocca i check-in e trasforma i gate in trappole per bagagli. Decine di voli cancellati, centinaia in ritardo, migliaia di passeggeri in coda. I pirati informatici non chiedono più oro o riscatti: basta un clic per far volare solo i nervi.

Trump contro Letterman: “Sta da schifo”. E la libertà di stampa pure
Trump non risparmia nessuno: dopo le minacce alle tv “nemiche”, attacca pure David Letterman, assente da dieci anni dal piccolo schermo. «Sopravvalutato, perdente, sta da schifo» il verdetto del tycoon. Intanto la libertà di espressione arranca: tra un insulto e l’altro, l’unico show rimasto in onda è quello della Casa Bianca.

Funerale Show Business
Altro che lutto: tra cori gospel, anatemi contro il comunismo e selfie patriottici, l’addio a Kirk sembrava un casting per Netflix.

Io, Matteo I Sovrano
Pontida come Versailles: applausi, cori e nessun Vannacci che osi dire “maestà, forse no”. Capitano per Sempre. Dal timone non lo stacca nessuno, nemmeno col piede di porco.

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Macron, la pace… a parole
All’ONU Emmanuel Macron annuncia con enfasi: “È arrivato il tempo della pace”, riconoscendo lo Stato palestinese. Applausi, abbracci, titoloni sui giornali.
Peccato che in Medio Oriente, ogni volta che qualcuno proclama “è tempo di pace”, di solito è già pronto un nuovo carico di bombe.

Piazze piene, coscienze leggere
Mezzo milione in piazza per Gaza: slogan, cortei, scioperi, guerriglia a Milano. Tutti a gridare contro il massacro, tutti a invocare la pace.
Poi, finito il corteo, si torna a casa col cuore gonfio e la coscienza più leggera: un giorno di sciopero vale come un lasciapassare per dormire sereni. Fino alla prossima strage.

Otto anni e un cognome pesante
Ciro Grillo e i suoi amici condannati a 8 anni per stupro di gruppo. Ci sono voluti più di duemila giorni per arrivare alla sentenza, ma alla fine la giustizia ha parlato.
Peccato che in Italia, quando il cognome è famoso, il processo dura sempre quanto una serie infinita di Netflix: stagioni interminabili, colpi di scena, difese a colpi di telecamere.
Solo che qui il finale non è fiction: è carcere.

Trump contro tutti – e contro l’orologio
All’Assemblea generale dell’ONU i leader hanno 15 minuti di tempo. Donald Trump ne prende 56, senza teleprompter e senza imbarazzo, travolgendo regole e protocolli. Poi una maratona di bilaterali con Von der Leyen, Zelensky, Milei, Guterres, Macron e perfino i Paesi arabi e musulmani, prima di concludere con un ricevimento da 100 leader. Alla faccia del galateo diplomatico: il ciclone The Donald resta ingovernabile.

Estradizione in Ungheria – Salis salvata dall’Ue, il centrodestra si scanna
La commissione giuridica del Parlamento europeo dice no alla richiesta di Orban: Ilaria Salis mantiene l’immunità e sfugge (per ora) al rischio di 24 anni di carcere in Ungheria. Ma la partita vera si giocherà il 7 ottobre in plenaria. Nel frattempo, a casa nostra, la destra litiga come al solito: Forza Italia guarda a Bruxelles, Lega e Fratelli d’Italia ringhiano da Budapest.

Addio a Claudia Cardinale, l’eterna Angelica del Gattopardo
Se ne va a 87 anni una delle ultime dive del cinema italiano, protagonista assoluta degli anni d’oro. Claudia Cardinale ha attraversato epoche e generazioni con il suo fascino magnetico, lasciando un segno indelebile con ruoli indimenticabili, a partire da Angelica ne Il Gattopardo. Un’icona che resterà immortale sul grande schermo.

Ponte sullo Stretto, il cantiere fantasma
La Corte dei Conti boccia, Avs parla di «gravissime violazioni», i comitati festeggiano e la Cgil chiede lo stop. Il Mit minimizza, i 5 Stelle annunciano che a ottobre non partirà nulla. Ma Salvini assicura: «Tra un paio di settimane si parte». Peccato che il Ponte, per ora, resti solo sulla carta…

Von der Leyen inchinata a Trump
Donald ci prende a sberle all’ONU e Ursula che fa? Lo applaude. Dopo le critiche su migranti e clima, la Commissione accoglie “positivamente” l’intervento di Trump e si prepara pure a seguire la sua linea sui dazi al petrolio russo. Malumori nelle capitali Ue, ma a Bruxelles sembra di moda dire: «Hai ragione tu, Donald».

Zelensky tra stupore e svolte americane
All’ONU si presenta un Zelensky sorpreso: Trump, dopo mesi di ambiguità, annuncia che l’Ucraina «può riprendersi i territori perduti con armi Usa e aiuti europei». Una virata pro-Kyiv che lascia spiazzato lo stesso presidente ucraino. Dietro le quinte, il regista della svolta ha un nome: Mike Waltz, nuovo ambasciatore Usa all’ONU.

Zelensky pronto a lasciare, ma solo dopo Putin
Il presidente ucraino annuncia che non si ricandiderà: prima, però, vuole “chiudere i conti” con il Cremlino. Tradotto: addio alla poltrona, ma solo quando Mosca sarà piegata. Altro che pensione: è un ultimatum di guerra.

Amianto, la strage che non finisce
A Casale Monferrato il mesotelioma non è un tumore raro ma una condanna quotidiana. Tremila morti in quarant’anni, nuovi malati sempre più giovani, e un futuro che promette altre migliaia di casi. Eternit chiusa, ma l’amianto continua a uccidere.

Lo show di Netanyahu all’Onu: applausi finti, sala vuota
All’Assemblea generale applausi fragorosi ma “organizzati”: gli spalti riempiti dalla delegazione israeliana per coprire i fischi e il silenzio dei banchi vuoti. Sullo sfondo la frase destinata a far discutere: “A Gaza non c’è la fame”.

Droni e spie, l’Est Europa alza la guardia
Allarmi continui da Danimarca a Svezia fino alla Germania: aeroporti chiusi e basi militari sorvolate da droni sospetti. L’Ue orientale spinge per una rete comune di sensori contro le “minacce ibride”.

Rottamazione cartelle, scontro nel centrodestra
FdI frena sulla sanatoria fiscale voluta dalla Lega, che insiste per estenderla “anche ai recidivi”. Malumori tra i meloniani durante la riunione sulla manovra guidata dal viceministro Leo.

 

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