Chi difende il difensore?
Bei tempi quelli in cui in televisione vedevi presentatori, cantanti, mimi, soubrette, concorrenti, attori di teatro e di cinema, senza dimenticare i comici – quelli veri – capaci di farti ridere o piangere a seconda del contesto, della narrazione o della scena.
Oggi la musica è diversa. Su qualunque dei 3.000 canali disponibili, ci sono ancora i personaggi di un tempo, ma la gran parte del palinsesto è occupata, ahimè, da giornalisti militanti di qua e di là, da presuntuosi che blaterano o pontificano su argomenti nei quali stanno a loro agio come vetri rotti sull’asfalto al buio, o come Koopmeiners alla Juventus. Non perdono occasione per citare con dovizia di particolari situazioni, casi, cronache e, spesso, falsità. È l’immensa falsità di certe presenze, sempre invitate nei talk show e nelle tribune politiche quotidiane, che dovrebbe farci riflettere su quando e come arriverà la resa dei conti.

Gorbaciov a Sanremo
Bergoglio docet. Ma non è certo il “papà” da ricordare come Roncalli, Montini o Luciani. In pratica, cosa ha detto? Poche parole per spiegare perché non sarebbe mai andato in Ucraina: “Non bisogna abbaiare troppo sotto casa del bulldog, perché se s’incazza è troppo tardi.” Qualche anno fa, già avvertiva i giornalisti sull’aereo che Putin non aspettava altro che qualcuno lo mettesse nelle condizioni di fare ciò che sa fare meglio: combattere, imporre le proprie leggi e riportare “madre Russia” ai fasti di prima di Gorbaciov. (Che, forse, qualcuno nemmeno ricorda più).
Eppure Gorgaciov lo abbiamo visto perfino ospite al Festival di Sanremo.

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Voi mi direte: che c’è di male? C’è che non c’entra nulla. È come se ne La Grande Bellezza, al posto di Toni Servillo, ci fosse stato come attore Massimo Bassetti. E purtroppo molti lettori ricordano più la faccia del “televirologo” che quella del bravo attore.
E qui veniamo al punto: in televisione i veri protagonisti sono ormai quelli che con la televisione non dovrebbero c’entrare niente. I sempre presenti sono avvocati, magistrati, politici, opinionisti e “scienziati di sto ca…”, che fanno audience proprio perché lo schermo è sequestrato da loro. Dal lunedì al sabato.
Forse, e dico forse, la domenica resistono ancora poche trasmissioni sportive in chiaro che impediscono alla TV di diventare completamente monotematica.
Mi direte: tutto questo discorso per arrivare dove? Per arrivare a dire che queste presenze fisse, da Rete 4 pomeriggio e sera, a Canale 5 dal mattino, passando per Rai 1, Rai 2, Italia 1, La7, Tv8 e persino il Nove, avranno pure portato bene agli ascolti. Sicuramente.
Con il pubblico incollato ai casi di Garlasco, Pierina, Lilli, Giulia, Rosanna, Daniela, Denise, o altri. Senza parlare di Olindo e Rosa. E senza dimenticare Massimo Bassetti.
Il risultato? Questi casi non sono mai stati né trattati né modificati. In alcuni, addirittura, come nell’incredibile e scandaloso caso di David Rossi (Monte dei Paschi), c’è stato perfino un comportamento vessatorio, del tipo: “Dite e fate ciò che volete, tanto non cambia nulla, non revisionano nulla.” Così è e così rimane.

La morte di David Rossi (Monte dei Paschi)
Chiamateli “iene”, “belve”, “leoni” o “gatti di vicolo miracoli”: resta sempre un suicidio, e suicidio rimane, anche se il volo è a sbalzo e il Rolex arriva a terra trenta secondi dopo.
E allora viene da chiedersi: a chi giova tutto questo? A chi, più o meno vero o presunto colpevole, rimane in attesa di giudizio e nel frattempo va in TV a rilasciare interviste con avvocati sempre in prima fila. Avvocati come Taccia e Lovati, ormai più presenti in televisione di Mike Bongiorno nel ’74, o come De Rensis, onnipresente più di Baudo ai tempi di Fantastico, Domenica In e Sanremo.

Gli Avvocati Taccia, Lovati e De Rensis
Porta vantaggi? Qualche dubbio rimane.
Prendiamo il giudice Tarfusser: aveva parlato di revisione urgente in un caso clamoroso, ma si è preso una bocciatura secca, senza appello. Della serie: “Stai zitto, tanto qui in galera stanno bene.” Lei aveva l’uomo, lui tre lavori, e in libertà non avrebbero avuto nulla di importante da fare, se non il caos e il bordello della famiglia Castagna.
Poi ci sono gli avvocati “pettinati e ben vestiti” che rilasciano dichiarazioni in TV, più che ai loro assistiti. Così, ad esempio, l’avvocato Pontenani della Pifferi avrà guadagnato popolarità e migliaia di visualizzazioni, ma la sua cliente no. Perché ogni perizia è stata bocciata, con la massima pena possibile.

Fausta Bonino e l’avvocato Ceratina Barghini
E che dire di Fausta Bonino, la presunta infermiera killer? L’avvocato Barghini, in TV, disse di aver asfaltato le tesi dell’accusa. Risultato: ergastolo secco.
O del caso Paganelli, con Roberta Bruzzone (più in TV di Ambra Angiolini nel ’91-’92) e Milo Infante che ripetevano con sicurezza: “Non c’è nessuna possibilità che il mio cliente vada in carcere.” Risultato? È in carcere da mesi.
Allora che dire? La televisione fa ascolti, certo. La gente normale segue, ma pure gli addetti ai lavori. E ognuno trae le proprie conclusioni.

Pierina Paganelli Louis Dassilva
Perfino quando un legale lavora tanto e bene, come quelli di Bassetti, che arrivavano in tribunale con i trolley di documenti ma evitavano di parlare troppo, nei momenti cruciali qualcuno accettava gli inviti in TV. E per loro non c’è mai stata neppure una briciola di apertura dagli inquirenti.
E qui torniamo alla domanda: chi è il vero avvocato migliore?
È quello faticoso, snervante, antipatico? No. È quello che riesce a rimanere anonimo, anche se le telecamere lo inquadrano, e che non dice mai nulla. Quello che rimane “allineato e coperto”, impedendo pure al proprio assistito di parlare o di lasciarsi scappare un sussurro.

Chiara Petrolini e il suo avvocato Nicola Tria
Un esempio? L’avvocato di Chiara Petrolini. Telecamere ovunque, microfoni perfino nella cannuccia della bibita, la sua casa trasformata in un “Grande Fratello”. Eppure lui, zitto. Risultato: nonostante l’accusa di aver tolto la vita e occultato due neonati, la sua cliente non ha fatto un giorno di carcere….guarda
Il silenzio, imparato con professionalità e deontologia, ha portato più lontano di mille ospitate TV. Perché il tempo, come il silenzio, cambia le cose.
Intanto i droni volano, le navi di scorta accompagnano altre navi, e proprio in queste ore da Garlasco esce l’impensabile per la maggioranza delle persone. Si parlerà d’altro.
In attesa che il migliore dei difensori possibili, proprio lui, estragga al momento giusto le carte vincenti. Con tutto il tempo guadagnato per preparare – in silenzio – la simulazione di un processo.
Alberto Bonvicini