SAVONA, una città non certamente pulita

La città di Savona, amministrata per oltre sessant’anni prevalentemente da giunte di sinistra (con la sola eccezione di due legislature di centrodestra), ha accumulato nel tempo diversi primati poco edificanti.

Tre navi della Costa Crociere ormeggiate a pochi metri dalle abitazioni

È l’unico porto dove le grandi navi da crociera ormeggiano a pochi metri dalle abitazioni, emettendo nell’aria tonnellate di zolfo che i cittadini devono inevitabilmente respirare. È inoltre l’unica città litoranea del Nord Mediterraneo a non disporre di un porto per grandi yacht: un’infrastruttura che, oltre a non produrre inquinamento in quanto le imbarcazioni utilizzano energia elettrica in banchina, rappresenterebbe una risorsa preziosa per l’economia locale. Una città che negli anni ’60 figurava ai primi posti in Italia per ricchezza pro capite, oggi si trova nelle ultime posizioni, superata anche da molte realtà del Mezzogiorno.

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A questi primati negativi si aggiunge purtroppo anche quello della “città sporca”, con rifiuti e sacchetti abbandonati nelle strade.

Chi scrive, per motivi di lavoro, ha viaggiato in molte parti del mondo, prevalentemente in Paesi occidentali ma anche altrove. Proprio di recente, a maggio, ho avuto occasione di recarmi ad Algeri, per motivi di lavoro. Ebbene, anche in una metropoli complessa come quella non ho trovato cumuli di immondizia lungo le strade. Durante la visita alla celebre Casbah, resa nota dal film di Gillo Pontecorvo La battaglia di Algeri, non ho visto un solo sacchetto abbandonato. Sorge quindi spontaneo il timore di quale impressione possa avere un visitatore straniero nel trovarsi a Savona davanti a un simile spettacolo.

Negli ultimi decenni la città ha subito scelte urbanistiche ed economiche discutibili: dagli ecomostri Crescent e Crescentino al monumento horror  delle  vecchie  funivie, alla trasformazione dei negozi storici di via Paleocapa in bazar gestiti da  bengalesi , rivolti soprattutto ai crocieristi di passaggio. A ciò si è aggiunta la progressiva perdita di opportunità di sviluppo, che ha reso Savona una città non solo più povera, ma oggi anche meno vivibile.

Le vecchie funivie e i due crescnt

Il sistema di raccolta differenziata “porta a porta” fu introdotto da una giunta di centrodestra, come risposta alla situazione difficile ereditata dalle sinistre : debiti accumulati dall’azienda ATA e risultati scadenti rispetto agli standard regionali. L’obiettivo era migliorare le percentuali di differenziata, come già avveniva in comuni vicini. Tuttavia, la gestione del nuovo modello è passata poi all’amministrazione attuale, che non sta riuscendo a governare efficacemente la fase di avvio.

L’eliminazione dei grandi contenitori stradali avrebbe richiesto almeno il raddoppio dei cestini pubblici o, quantomeno, un loro  svuotamento quotidiano. Inoltre, per contrastare comportamenti scorretti, si sarebbe potuto ricorrere, a telecamere nei punti critici e a sanzioni mirate a chi non rispetta gli orari di conferimento, oppure prevedere contenitori specifici per la plastica, dotati di chiave.

Oggi Savona, per le scelte economiche del passato basate essenzialmente sull’edilizia residenziale, appare come una città sempre più anziana, abitata in prevalenza da pensionati. A maggior ragione, dovrebbe essere garantita loro una qualità della vita dignitosa, in un ambiente pulito e decoroso.

Il futuro dipenderà dalle scelte amministrative e dalla capacità dei cittadini, se lo vorranno, di ricordarsi di queste criticità al momento delle prossime elezioni.

Silvio Rossi (libero Pensatore)

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