IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI

Di fronte alle manifestazioni dei no vax, no mask, no green pass che ormai si susseguono regolarmente e sempre più partecipate ogni sabato a Roma, a Milano, a Torino e in altre città del nostro  Paese, in cui i manifestanti sfilano urlando “Libertà, libertà”, “No green pass, no green pass”, ma anche “Assassini, assassini” all’indirizzo delle autorità sanitarie, del governo e in particolare del ministro della Sanità Speranza (nomen omen) con cartelli che equiparano Draghi a Hitler e si paragonano agli ebrei perseguitati dai nuovi nazisti, che sarebbero i dirigenti politici dei partiti della maggioranza governativa, colpevoli ai loro occhi di aver instaurato la cosiddetta “dittatura sanitaria” e dei medici e virologi  vaccinatori, alla stregua dei medici criminali che facevano i loro esperimenti sui corpi dei prigioniere nei lager, secondo loro al soldo di Big Pharma, con la sola eccezione di Matteo Salvini (il quale, per non saper né leggere né scrivere, si è dichiarato furbescamente freevax, ergendosi a difensore  della libera scelta  di ciascuno).

Ho qualche difficoltà a sottoscrivere l’asserzione iniziale del Discorso del metodo di Cartesio, cioè: “Il buon senso è tra le cose del mondo quella meglio distribuita”. Questi manifestanti sono convinti che il vaccino anti Covid-19 uccida, anzi, sia stato prodotto e distribuito in tutto il mondo  per uccidere, se non al momento (ma citano i molti casi in cui è accaduto anche questo) certamente fra uno o due anni. Se si chiede loro il perché  di questa convinzione vi guardano con un misto di compatimento e di stupore e rispondono: “Ma per succhiare il sangue al popolo e arricchirsi sulla pelle di voi pecoroni che correte  a vaccinarvi in massa!”; e anche che non si tratta di un vero vaccino ma di un siero sperimentale  dalla composizione ignota, oppure  che è  tutta una macchinazione, un complotto dei poteri forti mondiali che mirano a sottomettere tutti i popoli della terra per esercitare il loro dominio totale e anche per sfoltire la popolazione in continuo aumento che mette a rischio la stessa sopravvivenza del genere umano su questo nostro  pianeta sempre più povero di risorse naturali. E fin qui rimaniamo nell’ambito della libertà di pensiero e di opinione; d’altronde, siamo o non siamo in un regime democratico? Però le cose cambiano se dalle parole e dagli slogan i no vax passano ai fatti,  che significa alle aggressioni verbali e alle minacce di morte  sui social contro medici virologi come Fabrizio Pregliasco o infettivologi come Matteo Bassetti, costretti a vivere sotto scorta, e alle aggressioni fisiche come è successo alla giornalista Antonella Alba di Rainews 24, e a Franco Giovannetti, videomaker di Repubblica al grido “giornalista terrorista!”.

Tra le libertà garantite dalla Costituzione non figura quella di minacciare di morte e di aggredire il prossimo. In un clima già così surriscaldato l’emanazione dei decreti sull’obbligo dell’”infame carta verde”, come la definisce il filosofo  “neohegelomarxista” convertitosi al sovranismo Diego Fusaro, sulla scorta delle tesi di Giorgio Agamben condivise, in parte, anche da Massimo Cacciari, circa il pericolo che lo stato di emergenza si trasformi – sempre che non sia già troppo tardi –  – nello Stato di eccezione, come accadde in Italia negli anni Venti e in Germania negli anni Trenta del secolo scorso, non ha fatto che gettare benzina sul fuoco proprio nel momento in cui, grazie alla campagna  vaccinale  e all’obbligo del green pass per accedere ai locali aperti al pubblico, agli ospedali, alle scuole, agli atenei, ai luoghi di lavoro, ai ristoranti, ai teatri e ai musei, il Paese sta (o stava) uscendo dell’emergenza pandemica. Ma questi primi vagiti della ripresa economica e della normalità della vita quotidiana pre Covid 19, anziché placare e convincere  i no vax e i no green pass a collaborare,  li ha ancor più esacerbati. E qui veramente la loro logica mi sfugge: piuttosto che vaccinarsi preferiscono perdere il lavoro e ricorrere a cure “fai da te” promosse  dai Di Bella e dai Vannoni di turno; per loro la paura del vaccino è più forte della paura del virus che ancora circola tra noi con le sue varianti, e tutto questo in nome della libertà. Di quale libertà? Di quella di contagiarsi e di contagiare il prossimo? Più che di libertà si tratta di egoismo bello e buono, come ha giustamente osservato la filosofa Donatella Di Cesare. Né mi pare abbia un senso logico l’argomento ripetuto ad nauseam da Vittorio Sgarbi sempre attivo e assertivo nei vari talk show, vale a dire che chi non si vaccina danneggia solo se stesso. Eh no! caro Vittorio nazionale, chi non si vaccina è un pericolo anche per gli altri, a meno che  non si  recluda in casa rinunciando alla vita sociale.

Grazie a Dio non tutti i filosofi la pensano come Agamben, Cacciari e Fusaro, basti fare i nomi di Umberto Galimberti, Maurizio Ferraris, Roberta De Monticelli, Flores d’Arcais, Nadia Urbinati e  Roberto Esposito, del quale condivido parola per parola della sua risposta alla domanda postagli da Francesco Borgonovo sui no vax, nell’intervista pubblicata su La Verità del 30 / 09 / 2021: “Mi pare che i cosiddetti no vax si debbano distinguere almeno in tre categorie: coloro che effettivamente hanno paura del vaccino, coloro che soffiano sul fuoco per motivi politici, cioè per guadagnarsi i loro voti strumentalmente, e coloro che dicono quello che pensano. Quando qualcuno sostiene qualcosa in cui crede, che palesemente non giova alla sua immagine, va rispettato”. Quindi à giusto rispettare Agamben e Cacciari anche se non si condividono le loro tesi ma non si possono rispettare coloro che soffiano sul fuoco per lucrare politicamente sulla rabbia e sulla paura dei no vax. Chi è che lucra o ha lucrato sui no vax, no mask, no green pass? Ad esempio tutti quei politici che sono scesi in piazza a manifestare con loro, come i leghisti Borghi e Bagnai, il solito vanitoso e irascibile Vittorio Sgarbi, cani sciolti come Gianluigi Paragone, la pasionaria negazionista Sara Cunial, esponenti di formazioni neofasciste come Forza Nuova e CasaPound, anarcoinsurrezionalisti dei centri sociali con la vocazione  della guerriglia urbana  e di  tutti quelli che, pur tenendosi lontani dalle piazze,  hanno continuato a lisciar loro il pelo, come Salvini e la Meloni

Questa miscela esplosiva è deflagrata sabato 9 ottobre a Roma, dove Forza Nuova (che non si comprende perché non sia ancora stata sciolta ope legis, dal momento che si dichiara orgogliosamente neofascista senza infingimenti) si è impadronita della piazza e ha trasformato una manifestazione di no green pass confluiti nella Capitale  da tutta l’Italia in una prova di forza violenta contro i palazzi del potere, fermati appena in tempo dalle forze dell’ordine, prima che devastassero palazzo Chigi e quello del Parlamento a Montecitorio, sul modella dell’assalto a Capitol Hill dei suprematisti bianchi e dei seguaci negazionisti e complottisti di Donald Trump a Washington. I neofascisti di Forza Nuova sono però riusciti ad assaltare e a devastare la sede della CGIL in Corso Italia, travolgendo i pochi agenti che presidiavano l’ingresso dell’edificio.

Nella notte un manipolo di no vax ha fatto irruzione al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I per “liberare” un no vax ferito negli scontri, ferendo un’infermiera con una bottigliata in testa e costringendo il personale sanitario  a  barricarsi all’interno dell’ospedale fino all’arrivo dei rinforzi  della polizia. Prima domanda: se queste non sono azioni eversive deliberate e programmate, che cosa sono? Seconda domanda: come mai Forza Nuova ha potuto manovrare e incitare impunemente la piazza contro i palazzi del potere e contro la Camera del Lavoro di Roma in puro stile squadrista e fascista? Perché quella piazza “non violenta” di no green pass ha applaudito il  magistrato no vax Angelo Giorgianni quando ha  invocato una nuova Norimberga per chi occupa abusivamente quei palazzi?   Terza domanda: il Prefetto e il Questore erano all’oscuro di tutto o erano informati? Quarta domanda: se erano informati  perché non hanno vietato quella manifestazione che si annunciava tutt’altro che pacifica considerato il “curriculum” degli organizzatori ?  E mi fermo qui per carità di Patria.Fuvio Sguerso

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6 thoughts on “IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI”

  1. Marco Giacinto says:

    Tento di dare una risposta “complottista” alla tua ultima domanda: per lasciare che l’irruenza dei manifestanti potesse esplodere liberamente e corroborare gli argomenti degli antifascisti, nella speranza di far lievitare il numero di quanti oggi e domani voteranno a sinistra “per fermare la marea nera”. Elementare, Watson!

    1. Fulvio Sguerso says:

      Ammettiamo che ci sia del vero nella tua deduzione che non definirei complottista ma semplicemente logica (che le disarmanti dichiarazioni della ministra Lamorgese alla Camera , più che confutare, con incredibile nonchalance confermano) deduzione, o meglio, accusa espressa con veemenza anche da Giorgia Meloni nella sua replica alle giustificazioni imbarazzate e imbarazzanti della ministra; questo non toglie che ci sia in atto nel Paese una sorta di revanchismo neofascista e neo nazista che cavalca la rabbia dei no vax e dei no pass per accreditarsi come possibile alternativa all’attuale “regime” liberaldemocratico “affamatore del popolo”. Con i metodi violenti , tanto verbali quanto fisici che da sempre caratterizzano i fascisti e i nazisti. Di questo passo c’ è il rischio di fomentare una guerra civile continua disastrosa per tutti. Quanto a Pasolini ti pregherei di lasciarlo in pace, ti ricordo che era odiato dai neofascisti di allora.

      1. Marco Giacinto says:

        Pasolini infatti l’ho definito come genuinamente di sinistra. Di una sinistra che purtroppo non c’è più.
        Sono stato per 5 anni iscritto al PCI per uscirne alla fine per dissenso sul nucleare e constatando che mi avevano cooptato come verde per darsi un po’ questa tinta, ma solo in superficie. L’ambiente comunque è la bestia nera di tutti i partiti, tranne i Verdi, che però fanno soltanto (pur lodevoli) lotte a valle, ma non vedono chiaramente il legame tra finanza predatrice e ambiente. Per questo motivo, dopo aver fondato a Finale il 1° Partito Verde d’Italia, nel 1985, anni dopo ne sono uscito.
        Diciamo che dell’ambiente le destre se ne fregano, mentre PD et sim. a parole sono tutti ambientalisti. Ma solo a parole. Mentre per me l’ambiente viene prima di tutto

        1. Fulvio Sguerso says:

          Bene!

  2. francesco says:

    Pasolini era mal sopportato da buona parte della sinistra (fu cacciato dal Partito comunista per la sua dichiarata omosessualità) e amato dalla destra con cui dialogava anche con quella estrema

  3. Fulvio Sguerso says:

    Al non meglio identificato Francesco. Amato dalla destra e dall’estrema destra? Mi citi quando e da quali esponenti della destra italiana e da quali esponenti neofascisti o neonazisti. Le chiacchiere, come si dice a Roma, stanno a zero. Veda di informarsi un po’ meglio, per favore, prima di parlare, grazie!

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