Errori nell’assumere le medicine

 
PILLOLE DI SALUTE di Giorgio Menardo
Da Il Letimbro

Errori nell’assumere le medicine

 

PILLOLE DI SALUTE di Giorgio Menardo

 Errori nell’assumere le medicine

Tra il 20 e il 50 % delle persone che assumono farmaci non lo fanno correttamente.  L’errore più comune e grave viene fatto con gli antibiotici: molte persone smettono la cura appena si sentono meglio, in genere appena passa la febbre, e non invece per tutto il tempo consigliato dal medico. Questo errore può favorire lo sviluppo di germi resistenti agli antibiotici: uno dei maggiori problemi dei nostri tempi.

Molti errori vengono fatti sull’orario di assunzione dei farmaci: come regola generale si raccomanda di assumere le medicine co un bicchiere d’acqua a stomaco vuoto mezz’ora prima dei pasti. Lo stomaco vuoto permette ai medicinali di essere assorbiti rapidamente e completamente dando così i risultati migliori. Fanno eccezione a questa regola i farmaci antinfiammatori non steroidei come l’aspirina e tutti i suoi derivati assunti in genere come antidolorifici e per la cura delle malattie reumatologiche.

Questi sono lesivi della mucosa gastrica e la loro criticità è minore se assunti a stomaco pieno. In molte persone, specialmente se anziane, o anche giovani con precedenti malattie dell’esofago, dello stomaco e del duodeno, oggi, ai farmaci antinfiammatori si associa un cosiddetto gastro-protettore, ma la precauzione di assumerli dopo mangiato vale sempre. Non va confuso con gli antinfiammatori il paracetamolo (Tachipirina) che non ha lesività gastrica e che, per un suo pronto effetto, deve essere preso a stomaco vuoto.

 


 

Nella pratica clinica si osservano spesso errori derivanti dalla convinzione, errata, che tutti i farmaci siano dannosi per lo stomaco o difficili da digerire e che quindi sia meglio assumerli dopo i pasti. La maggior parte delle persone non sa che di un medicinale è importante non solo la dose assunta ma talvolta è decisivo il picco ematico cioè la concentrazione massima raggiunta nel sangue. Un buon esempio per comprendere l’importanza del picco di concentrazione nel sangue ci è offerto dall’alcol test cui vengono sottoposti  gli automobilisti: la stessa quantità di vino, per esempio un bicchiere, può costare la sospensione della patente se assunto a stomaco vuoto e il  controllo viene fatto dopo mezz’ora che lo si è bevuto, mentre si passa indenni se lo stesso bicchiere di vino è stato bevuto alla fine o durante un pasto: nel primo caso infatti lo stomaco vuoto assorbe rapidamente tutto l’alcool ingerito in brevissimo tempo, nel secondo, mescolato  ai cibi, viene assorbito lentamente e non raggiungerà mai livelli che superino la soglia permessa per la guida, pur essendo la quantità totale assunta la stessa. Per alcuni farmaci, ad esempio gli antibiotici, è importante ottenere nel sangue un livello elevato dopo la somministrazione per uccidere i batteri, per altri, come gli antinfiammatori è meno importante e si preferisce ridurre il rischio di danni alle mucose dell’apparato digerente assumendoli a stomaco pieno. A parte il fatto che assumere i farmaci dopo i pasti ne rallenta la velocità di assorbimento e può non fa loro raggiungere valori richiesti nel sangue, il contatto con i cibi può dare altri problemi. La caseina, presente nel latte e nei formaggi, riduce l’assorbimento della ciprofloxacina, antibiotico molto usato, anche il succo di pompelmo, preso insieme all’antibiotico, ne ridice l’assorbimento quindi l’efficacia. L’assorbimento dell’azitromicina, antibiotico molto usato, può essere ridotto di quasi la metà se assunto con i cibi. Anche altri antibiotici vengono notevolmente depotenziati se assunti con i cibi. Quindi per, non sbagliare, i farmaci normalmente devono essere assunti un’ora prima o due ore dopo i pasti, salvo esplicita diversa indicazione del medico. Gli antidiabetici orali, per esempio, hanno ognuno un preciso orario di assunzione rispetto al pasto che deve es- sere rispettato con precisione per evitare e indesiderati anche gravi.

 

GIORGIO MENARDO da Il Letimbro

 


 E’ in edicola  Il Letimbro di luglio

 Nei giorni scorsi è uscito il numero di luglio de Il Letimbro. In primissimo piano e in esclusiva tutto sull’annunciato Sinodo diocesano: i prossimi passi, i dettagli, le modalità. Torna lo speciale con l’apprezzata guida alle sagre nel territorio, ma scopriamo anche una bella storia savonese che accomuna padre e figlio in un premio letterario. E poi una nuova eccellenza nel reparto Pediatria all’ospedale San Paolo e le interviste a tutti i sindaci eletti o riconfermati, ma anche a quelli che hanno vissuto momenti di difficoltà o che addirittura si sono dimessi prima del tempo. Il Leggio si apre con un’altra esclusiva legata a due tesori della Cattedrale e con un’intervista e Enzo Iacchetti protagonista al festival di Verezzi. Nelle pagine culturali anche grandi eventi musicali, i vent’anni del coro san Pietro e una curiosità linguistica. Nelle pagine di chiesa un’ulteriore esclusiva che riguarda una storica istituzione in diocesi, la “peregrinatio” delle reliquie di santa Bernadette, le feste patronali e tanto altro. Questo e numerose altre notizie da scoprire su Il Letimbro: si trova in edicola, in molte chiese della diocesi e alla libreria Paoline o si può ricevere ogni mese in abbonamento. 

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.