DOLCI RICORDI
La rubrica firmata da Alberto Bonvicini, già comandante della Polizia Postale di Savona, ci accompagnerà con riflessioni dedicate all’impatto dei social network, di internet e delle nuove tecnologie sulla nostra società.
Con lo sguardo esperto di chi ha vissuto in prima linea l’evoluzione (e le derive) del mondo digitale, Bonvicini ci offrirà analisi lucide e senza filtri su temi che toccano da vicino il nostro quotidiano: dalle devianze giovanili alla cultura dell’emulazione, dal web come strumento educativo o distruttivo fino al lento smarrirsi del senso critico.
Uno spazio di pensiero libero, per leggere con occhi diversi quello che ci succede intorno.
DOLCI RICORDI
Questi anni saranno ricordati sicuramente per la stupidità umana: mentre si incollano i tappi sulle bottiglie per salvare il pianeta, allo stesso tempo lo si bombarda da est, ovest, sud e nord con l’intensità di 100.000 missili minimo al giorno. Perché chiaramente la verità non te la dicono: anche se viviamo nell’epoca dei social, sanno bene come far uscire quello che vogliono loro. E poi dicono che, se arrivano ancora un Iveco in Cina, il buco nell’ozono sarà mortale.
Ma saranno ricordati anche per lo sdoganamento delle coppie LGBT, per il 5G, per le auto elettriche, ma forse più che tutto per i femminicidi, che ogni volta che si dice “adesso basta” o si mette un’altra panchina rossa in qualche piazza, un minuto dopo ne muore un’altra. E su questo, se vi ricordate, abbiamo già detto e scritto tanto. Ma la certezza e il punto fermo rimane quello che, finché l’uomo – inteso come maschio – non accetterà o imparerà a rispettare un semplice “no” o la volontà della partner, saremo come all’età della pietra.

Donne uccise nel 2025
E qui non c’entra nord o sud, freddo o caldo, Italia o estero, ebrei o musulmani: la gelosia, il possesso e il suo comando “io” non permetteranno mai di dare una possibilità di reale cambiamento. Perché ogni giorno cresce un piccolo uomo che dice alla fidanzatina: “O esci con me o vengo sotto il portone e ti brucio la cartella o lo zaino in due minuti”.
Certo, la donna spesso fa degli errori: i più frequenti sono quelli di non capire che, mentre aumenta l’interesse, aumenta anche il controllo e, con ciò, diminuisce la libertà o l’indipendenza.
In più, spesso ci sono ragazze che capiscono al volo che quell’uomo o quegli uomini impazziscono per lei e farebbero qualsiasi cosa, comprando regali impossibili o spendendo, regalando soldi. A un certo punto le borse non bastano più, i gioielli nemmeno, i bigliettini viola neanche, e allora la donna si distacca un po’, o magari prova a vedere se c’è qualcuno altrettanto generoso. E chi, in quel momento, ha speso o consumato tutto o si è indebitato, è facile che perda la testa e diventi un potenziale assassino.

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Poi ci sono quelli che rimangono in panchina: cioè quelli che consolano la ragazza viziata che ha rotto col fidanzato, ormai ex, ricco e rovinato. Sperano e pensano che prima o poi venga la loro occasione, e allora fanno i confessori, gli amici speciali, i cani da guardia, che però allo stesso tempo diventano sempre più ossessivi e cominciano a maturare strani pensieri, avendo speso tutta la fantasia a dire alla quasi potenziale – forse no – partner quello che la stessa vuole sentirsi dire.
Ma lei insiste e, appena capisce che il titolare forse ha ancora qualcosa da dare o una carta di credito ancora illibata, corre incontro al suo destino. E chi l’ha consolata fino a quel momento resta ancora più solo, sempre più solo.
Pamela è la classica ragazza stupenda, come però ce ne sono tante. E non tutte scelgono di non fare nulla, cioè di “prezzare” la loro bellezza, che costa uno stipendio se la vuoi al seguito per passare in centro mano nella mano, o al ristorante, in discoteca, o per la vacanza lampo… o non lampo… basta che la località sia almeno Pila o St. Moritz a 5 stelle d’inverno, o Montecarlo, Miami se vai al mare.
Di queste cose i genitori si può dire sappiano poco… o nulla. Spesso ricevono qualche WhatsApp e le amiche foto su Facebook o Instagram.
Pamela qualche amica ce l’aveva e anzi, con una aveva addirittura iniziato un’attività da simil influencer, ma si sa: tutto è provvisorio e poi ci si stufa presto, perché i soldi, come già detto, si fanno anche facendo zero, ed è più comodo, facile e anche gratificante.

Pamela Mastropietro uccisa e fatta a pezzi
Se poi il finanziatore di turno finisce o sta per finire i soldi – che poi sono del padre, manco i suoi – che si fa? Si fa capire che il gioco sta finendo. Così cominciano le minacce, le grida, le urla, e si corre da quello in panchina e, come quando entrava al posto di Riva, si cerca di fare goal subito.
Allo stesso modo… ma non si grida, non ti incazzi, e lui non si incazza: no, è diverso lui. Aspetta in silenzio, ti consola zitto, se può ti accarezza, che è il massimo che gli è consentito, ma non oltre.
E quando il pazzo, esasperato, ti entra in casa con le chiavi – che non ti ricordi ma gli hai fatto tu quando si è dimostrato particolarmente generoso – e pone fine alla tua vita…

Pamela e il suo assassino
Lui sta sempre lì, aspetta e si fa vedere subito, appena la tragedia è su TV, giornali e web, col tuo cagnolino messo in diretta. Lo accarezzi come hai fatto con lei e dici di essere stato fidanzato con lei prima del mostro. Tutti ti ascoltano e tutti ti credono, a parte sua mamma che dice subito che sei stato sempre e solo il lacché e che vuoi subito la cagnolina con te, unico ricordo della figlia perduta.
E così al ristorante vai solo? No, non si può, non è bello. E allora ti invitano per qualche giorno, ma quando poi il giornalista, l’ultimo, il più sprovveduto, capisce di avere a che fare solo con una figurina di riserva, si cala il sipario e non c’è più niente, emozione finita, il buio totale.

Oseghale a QUARTO GRADO
E adesso che si fa? Che cosa si può fare per tornare almeno per un po’ a fare i protagonisti? Si va al cimitero e si porta via non una collana o una ciocca di capelli, ma la foto reale in grandezza naturale, in 3D.
E non c’è obbrobrio in quello che si fa, ma solo un piccolo risarcimento di ego e di narcisismo malato. E tu sai che, nonostante mille guerre e tragedie, o con le vittorie dell’Inter, Kimi Antonelli o Sinner, sarà prima “Quarto Grado”, poi “Chi l’ha visto”, e infine a invitarti tutti i giorni.
E tu non soffri: stai lì con le risposte a tutto e con un nuovo look moderno e presentabile, sperando che le immagini siano sfuocate e comunque negando l’evidenza totale.
E se poi andrà male, che importa? Pazienza.
Così Pamela resterà sempre associata a te: si parla di lei solo intervistando te, non certo quello che in galera c’è già. Ed è probabile che magari, tra qualche anno, con i ricordi che piano piano sbiadiscono, sarai tu a essere ricordato come l’unico fidanzato di Pamela.
Tanto la tua vita prima era in funzione di un suo messaggio, e adesso il messaggio ti arriva con puntualità dalla Rai o da Mediaset tutti i giorni, perché ti vogliono tutti, mentre prima – lo sai – non ti voleva mai nessuno.
Era tutta una fiction, lo sai anche tu.
E quindi è orribile, ma ti accorgi di fatto che la Pamela che esiste ora è solo tua.
E quella che non avrebbe scelto te neanche nella distesa del deserto del Gabon… non tornerà più.
Alberto Bonvicini