Cinema: L’uomo della pioggia

L’uomo della pioggia, di Francis Ford Coppola, Usa, 1997, drammatico, 135 minuti, con Matt Damon, Danny DeVito

Locandina tratta da amazon.it che vende il film

  La locuzione  “L’uomo della pioggia” riferito a uno Studio Legale, è considerata una sorta di sopranome data ad alcuni avvocati, precisamente a coloro che riescono  a diventare  speciali, ossia particolarmente abili e vincenti,  cosa che li porta ad acquisire un’immagine  tale da renderli ricercatissimi.   I loro clienti sono per lo più  personaggi assai ricchi e famosi, appartenenti al  mondo della finanza, della politica, dell’industria, dello spettacolo.

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 Rudy Bailor (Tom Cruise), è uno studente di legge intraprendente. Poco prima  della sua Laurea nella Facoltà di Giurisprudenza, Rudy si inoltra in   esperienze pratiche interessanti,  facendo assistenza legale gratuita a persone in difficoltà.

Lungo queste esperienze si imbatte in un caso di frode assicurativa-medica clamorosa, un reato evidente che per fortuna consente di esibire  prove certe (sempre ammesso che Rudy sia in grado di lavorare in condizioni normali,  cioè del tutto prive di ingerenze criminogene messe in atto eventualmente dalla controparte).

 In questo caso purtroppo l’assicurazione  responsabile della frode  è  molto potente e intende fare l’impossibile, senza porsi alcun scrupolo,  per fermare Rudy Bailor.

Senza esperienza, e ancora senza Laurea, ma  lucidamente  operativo, Rudy si scontra contro gli interessi di una delle più potenti compagnie assicurative  americane, lo fa puntando sulla propria incorruttibilità, nonché su prove ampiamente in grado di esibire,  e sulle particolarità del caso umano in discussione, che se snobbato e umiliato dai potenti di turno con scorrettezze di vario genere,  può suscitare negli Stati Uniti reazioni mediatiche di indignazione tali da influenzare la giuria.

Film di grandi tensioni etiche, pedagogiche, la cui finzione artistica sembra via via sciogliersi, perché la credibilità dei personaggi è talmente alta da far pensare che quanto accade  nel racconto può realmente presentarsi  nel reale. Non è questa in fondo la grande speranza che dà il cinema fin dalle sue origini?


Biagio Giordano
 (fotografo coordinatore della sezione fotografia dell’Associazione culturale no profit Renzo Aiolfi di Savona)

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