Cari 5S difendete Morra e soprattutto la verità

Cari 5S difendete Morra
e soprattutto la verità

 
Cari 5S difendete Morra
e soprattutto la verità
Cari 5S, qualcosa davvero non va! Quel qualcosa, però, non è Morra ma i rappresentanti del Movimento che lo hanno linciato immediatamente, senza attendere che si formasse un giudizio collettivo, come richiede l’etica di gruppo. Evidentemente costoro avevano il dito sul grilletto.

Devo constatare, peraltro, che le voci in sua difesa non hanno quella possanza che mi aspetto, che un gruppo compatto, solido e agguerrito nella difesa della verità deve avere e che io avrei senza timore.


Nicola Morra

 In difesa della verità, quindi, per prima cosa avrei pubblicato per intero il brano incriminato, annotando che una frase è stata staccata dalla precedente, alla quale era attinente, per attaccarla alla successiva che aveva soggetto diverso. Si sono riportate le parole di Morra, virgolettandole: È la dimostrazione che ogni popolo ha la classe politica che si merita. Il mio è un rimprovero, sarò politicamente scorretto, era noto a tutti che la presidente della Calabria Santelli fosse una grave malata oncologica. Umanamente ho sempre rispettato la defunta Jole Santelli, politicamente c’era un abisso. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte: hai sbagliato, nessuno ti deve aiutare, perché sei grande e grosso. 

Le parole di Morra sono state queste: «Tallini è stato il più votato nel collegio di Catanzaro, se non il più votato in Calabria. È la dimostrazione che ogni popolo ha la classe politica che si merita» PUNTO.

Si riferiva al fatto che Tallini è stato arrestato con l’accusa di voto di scambio per aver fornito al clan Grande Aracri, pur non «facendone organicamente parte», «un contributo concreto specifico e volontario per la conservazione o il rafforzamento delle capacità operative dell’associazione», come scritto dai magistrati della direzione distrettuale di Catanzaro. La frase è semplice e non dà adito ad alcun risentimento.

 


Morra e la Santelli

 Le parole successive sono: «Il mio è un rimprovero, sarò politicamente scorretto, era noto a tutti che la presidente della Calabria Santelli fosse una grave malata oncologica. Umanamente ho sempre rispettato la defunta Jole Santelli, politicamente c’era un abisso» PUNTO. Dove sta la scorrettezza? Come avrebbe offeso Jole Santelli ed i malati oncologici?

Infine ha detto: «Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte: hai sbagliato, nessuno ti deve aiutare, perché sei grande e grosso» PUNTO.

Si riferiva al fatto che Domenico Tallini è stato candidato alle elezioni regionali nonostante la Commissione Antimafia l’abbia inserito nell’elenco degli impresentabili, è stato il più votato del suo collegio, è stato nominato Presidente del Consiglio regionale e se non fosse stato arrestato sarebbe ora il più importante o uno dei più importanti politici del suo schieramento, con la possibilità, magari, di diventare il nuovo Presidente della Regione Calabria dopo la morte di Jole Santelli (ed essere arrestato dopo).

Candidare entrambi, Jole Santelli e Domenico Tallini, questo è quanto ha voluto comunicare il senatore Morra, è stato un errore, ma se i calabresi l’hanno voluto adesso devono responsabilmente accettarlo.

 


Domenico Tallini

 Da notare che questa parte aveva il carattere di “rimprovero”, il rimprovero che il Presidente della Commissione Antimafia deve fare nei confronti di chi non tiene conto del suo autorevole giudizio preventivo: Jole Santelli, anche considerando il suo stato di salute, non avrebbe dovuto candidare Tallini! Rimprovero non per deficit di legalità – è anche possibile che Tallini venga poi prosciolto – ma quale richiamo alla serietà, alla responsabilità ed al rispetto dell’etica politica.

Il senatore Morra ha fatto il suo dovere e l’ha fatto nel modo che gli compete. Non c’è niente che possa offendere. Non c’è niente che non sia corretto ed approvabile. Se ci fosse un certo Sandro Pertini la questione sarebbe terminata cinque minuti dopo essere cominciata, con una reprimenda memorabile e tutt’altro che pacata. Le parole incriminate avrebbero potuto benissimo essere sue. Tutti i vecchi partiti, tanto vituperati, mai e poi mai avrebbero permesso che uno dei più autorevoli loro rappresentanti, titolare di una delle più importanti cariche dello Stato, venisse trattato a questo modo, soprattutto dai componenti del suo stesso partito, nei confronti dei quali si sarebbero silenziosamente chiuse tutte le porte. Se il Movimento dovesse vigliaccamente abbandonare il senatore Morra, ne subirebbe un danno irreparabile, perché interpretato come fastidio per la sua decisa azione antimafia.

Io non sono movimentista e non ho titolo per inserirmi nei vostri circuiti informativi. Voi attivisti diffondete questo scritto, magari facendolo vostro, con parole vostre, pubblicatelo nel blog delle stelle, in quello di Beppe Grillo, non permettete che si compia questa nefandezza e approfittatene per ripulire un po’, con voci autorevoli e non di parte, questa disastrata truppa di giornalisti.

Luigi Bertoldi

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.