Zang Tumb Trump [Il Flessibile]

Il bombardamento di Adrianopoli appariva così lontano e invece sembra ieri. Anzi, oggi.
Il pianeta si appresta rapidamente a combattere il Terzo Conflitto Mondiale.
A dire il vero non lo combatterà, lo subirà solamente visto che non sarà possibile sopravvivere alle bombe atomiche.
In questo modo, mestamente, anche i potenti dovranno arrendersi all’idea di vedere sciogliere i propri corpi nell’aria di fuoco, così come accadrà ai loro figli e a tutti i padri e i figli della terra.

Filippo Tommaso Marinetti lanciò nel 1914 il manifesto del Futurismo con una poesia che racchiudeva parole in libertà e onomatopeiche, ricche di fascino per gli amanti dei fumetti più nobili: zang tumb tumb.
Adrianopoli oggi si chiama Edirne, è un’importante città della Turchia quasi a cavallo di Bulgaria e Grecia.
Nel 1912 fu assediata dall’armata bulgara che sconfisse i soldati ottomani nel corso della prima guerra balcanica.
La narrazione di Marinetti è riferita a quell’evento; appare divertente, pulita, moderna, giocosa e gioiosa, ricca di calembour linguistici e ritmi teatrali e cabarettistici.
Racconta l’aspetto purificatore della guerra, descrive di armi che, come grandi scope, spazzolano il territorio ripulendo e igienizzando.
Al termine tutto è migliore.

Noi, viventi di oggi, abbiamo assorbito impermeabilità nei confronti dei conflitti.
La sera ceniamo guardando immagini raccapriccianti nei tiggì, la mattina sorseggiamo il caffè al bar leggendo articoli raggelanti sui quotidiani, in auto ascoltiamo ogni giorno notizie di migliaia di vittime osservando dal finestrino il frizzante mare d’inverno o le immense praterie padane.

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Siamo ben oltre la normale assuefazione.
Lo dimostra, ultima tra le tante news, la probabile (quasi certa) ricandidatura di Donald Trump per la Casa Bianca.
Abbiamo raggiunto il traguardo e lo striscione porta una sola parola: impotenza.
Pontifichiamo sulla necessità della pace e affidiamo il nostro futuro a impenitenti guerrafondai.

Chi sono i guerrafondai
I guerrafondai sono quelli che costruiscono le armi e quelli che le vendono.
I guerrafondai sono i politici che usano parole violente.
I guerrafondai sono coloro che mentono.
I guerrafondai sono gli evasori.
I guerrafondai sono i medici che non curano i pazienti.
I guerrafondai sono gli avvocati che difendono gli assassini e i malfattori.
I guerrafondai sono le madri e i padri che trascurano i figli.
I guerrafondai sono le persone che ti conoscono e nonostante ciò non ti salutano per la strada.
I guerrafondai siamo noi.

Nessuno escluso.
E allora abbiamo un’enorme responsabilità poiché al termine della prossima guerra tutto non sarà migliore, semplicemente non sarà.

Zang Tumb Trump!

 

Dario B. Caruso da Corriere AL

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