quando si commenta…

… nella foga del proprio pregiudizio, si dimentica il particolare importante di leggere prima cio’ che si vuole commentare. Mi pare sia chiaramente indicato: incentivi si’, ma il piu’ possibile diversi dai premi volumetrici. Per lo meno quando si ricostruisce in loco. Tra lo scempio assoluto e barbarico, come si vorrebbe perpetrare, e la conservazione con giudizio, esistono infiniti gradi di sfumature, o almeno dei paletti. Per esempio, niente volumi in piu’ su edifici di pregio. Niente ricostruzioni con cambio di destinazione d’uso dei terreni. Ci vogliono dei freni. Il liberi tutti non aiuta l’economia, il lavoro, le persone, ma solo i grossi spregiudicati interessi affaristici, i capitali poco puliti che vanno “lavati”, i portafogli gonfiati delle banche che prima o poi qualcuno scontera’. Ossiam i risparmiatori. Le stesse associazioni nazionali dei costruttori edili stanno iniziando a capire che lo sviluppo e la ripresa del settore non passano per la cementificazione selvaggia. Vale la stessa regola della caccia: si dice che e’ indispensabile per contenere i danni dei cinghiali, ma in questi anni i danni aumentano in modo esponenziale. Dunque, e’ evidente che la caccia e’ parte del problema, non la soluzione. Ugualmente, in questi ultimi venti-trenta anni si e’ assistito a una ripresa folle della cementificazione, pari solo agli anni ’60, con montagne di cemento inutile. Eppure, l’edilizia e’ sempre piu’ in crisi. Non sara’ che questo tipo di cementificazione non aiuta affatto la ripresa dell’economia locale, ma solo grandi imprese e capitali spesso di dubbia natura, manodopera straniera o comunque non del posto, subappalti e sfruttamento? Si legga quello che scrive Settis, in proposito. O e’ un grillino anche lui? Stia pure tranquillo che le poltrone di opposizione non sono comode per niente. E se fosse seduto in quelle di maggioranza, il M5* avrebbe mille idee diverse, concrete e positive. E finalmente, moderne. Anzi, non si vede l’ora di dimostrarlo.

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