L’illusione del sapere e la saggezza della terra
E ora valli a sfrattare da lì !!!
Il mondo scientifico continua a ritenersi capace di mettere “ordine” nei sistemi sociali e “produttività” nella natura, ma genera soltanto “disordine e danni crescenti” a 360 gradi.Quindi è stato un tragico errore aver fondato i sistemi sociali sulle certezze filosofiche, scientifiche, giuridiche e finanziarie che nel migliore dei casi stanno producendo una sequenza crescente e ingovernabile di disordini, ingiustizie, violenze, devastazioni e guerre. Peggio che aver costruito una città in zona sismica.
La vera politica intelligente è generata da un costante bilanciamento numerico tra soggetti che progettano e soggetti che realizzano: tra istruiti e ignoranti, tra intellettuali e lavoratori, per adattare la forza lavoro all’equilibrio ambientale.

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Se prevalgono i lavoratori la civiltà avanza lentamente ma senza scossoni, perché il soggetto poco istruito tende ad adattarsi agli equilibri della natura.
Franco Luceri
Commento
Prof Carlo di Stanislao
— Sir Francis Bacon
L’analisi di Franco Luceri tocca una corda profondamente empatica e dolente: il senso di smarrimento e di ingiustizia avvertito di fronte a una società che, rincorrendo un’idea astratta di progresso e una cultura disancorata dai bisogni primari, finisce per tradire la realtà stessa della vita. È facile comprendere l’inquietudine e la frustrazione di chi osserva la presunzione intellettuale trasformarsi in una gabbia elitaria, capace di generare teorie brillanti ma del tutto inefficaci nel garantire la sussistenza e nel rispettare la fragilità degli equilibri naturali.
L’accusa verso un’istruzione che isola l’uomo dal lavoro manuale e dal contatto con la natura nasce da una preoccupazione sincera: la sensazione che una sapienza priva di radici lasci le mani vuote proprio quando c’è più bisogno di concretezza. Tuttavia, la vera tragedia forse non risiede nella conoscenza in sé, ma nella perdita dell’umiltà. L’istruzione autentica non dovrebbe mai scindere il pensiero dall’azione, né la mente dal valore del lavoro della terra.
Quando la cultura perde di vista il senso del limite e si trasforma in arroganza, illude l’umanità di poter addomesticare la complessità del pianeta attraverso mere cifre e modelli astratti. Il vero dramma si consuma quando i cervelli si riempiono di certezze teoriche mentre rimangono inascoltati i ritmi del Creato e le necessità reali della comunità. L’equilibrio non sta nel rifiuto del sapere, ma nel riscoprire una cultura che sia umile strumento di custodia e non vana pretesa di dominio.
Carlo di Stanislao
Franco Luceri
Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”.
Collabora con vari siti di informazione tra cui Pensalibero e trucioli savonesi