LETTURA DI UN’IMMAGINE: Satana punisce Giobbe con piaghe infuocate, tempera (1826) di William Blake

Satana punisce Giobbe con piaghe infuocate Tempera (1826) di William Blake
Tate Britain – Londra

La scena che il poeta, pittore e incisore William Blake (Londra,1757 – Londra, 1827)  tra i massimi della “perfida Albione” (per dirla alla francese),  ci presenta , illustra con qualche libertà una pagina del libro di Giobbe e precisamente il momento in cui satana, con il permesso di Dio, infierisce sul corpo nudo di Giobbe giacente a terra su un giaciglio di paglia dinanzi alla moglie affranta, avvolta in un saio, inginocchiata ai suoi piedi con i lunghi capelli che le nascondono la testa, versandogli addosso un liquido ustionante che gli ricopre la pelle di piaghe maligne “dalla pianta dei piedi alla cima del capo”.  Al centro della scena non c’è Giobbe ma l’angelo ribelle che si erge nudo con fattezze michelangiolesche e con le sue enormi ali di vespertilio che occupano gran parte dello spazio scenico e le braccia aperte come in croce.

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Il volto di satana, tuttavia, non ha niente di diabolico, è quello di un giovinetto inglese dall’aspetto innocente, in netto contrasto con il corpo e le ali luciferine. Il paesaggio in cui avviene il supplizio del servo di Dio Giobbe è orrido e inospitale e inabitabile; vi si intravedono costruzioni bianche, basse, simili a casematte. Sulla sinistra per chi guarda, si distendo un braccio di mare nero leggermente mosso, sotto cumuli di strane nuvole bpmbate del tutto irrealistiche, che vanno dal cupo al celeste e al verde oliva. Sullo sfondo un sole enorme per metà sotto la linea dell’orizzonte, con un alone rossastro  che però non illumina per niente il braccio di mare scuro. . Insomma, la scena del supplizio è decisamente più infernale che terrestre, adatto all’estrema sofferenza di Giobbe e alla disperazione della moglie.

Fulvio Sguerso

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