Lettura di un’immagine: Strage degli innocenti Olio su tela (1611) Di Guido Reni

Strage degli innocenti
Olio su tela (1611) Di Guido Reni
Pinacoteca Nazionale di Bologna

Il soggetto del dipinto è la strage degli innocenti come la leggiamo nel Vangelo di Matteo (2, 15-17); nello spazio del quadro si affollano diverse figure tutte in un unico primo piano a stento contenute nei limiti segnati dalla cornice: vediamo due carnefici; uno ritratto di schiena mentre si avventa su una donna urlante e uno chinato verso le madri che cercano invano di proteggere i loro figlioletti, entrambi impugnano nella mano destra i pugnali che sono in procinto di usare sui teneri corpi di quei neonati. Le madri reagiscono ciascuna a suo modo: una donna in alto a sinistra ha il volto sfigurato in un urlo per il dolore del soldato uccisore che la tiene per i capelli per impedirle di fuggire, un’ altra, verso destra, cerca di scappare con il neonato in braccio e una nell’angolo in basso a sinistra lo tiene sulle spalle, un’altra tenta invano di fermare il carnefice con la mano sinistra, mentre la donna inginocchiata prega sui corpi dei bambini uccisi rivolta al cielo Gudo Reni si è concentrato soprattutto sui volti delle madri e dei bambini, curandosi delle loro espressioni e trascurando i volti degli assassini, che infatti rimangono in ombra mentre in piena luce sono le loro braccia e le loro mani. Il punto di fuga; posto sopra la mano che stringe il pugnale del carnefice che sta per vibrare il colpo, mette in evidenza l’atrocità di tutta la scena. La compostezza classicheggiante,  i drappeggi delle vesti e dei mantelli, l’anatomia impeccabile dei volti delle madri (uno dei quali si intravede appena dietro quello della madre con il neonato in braccio). L’apertura paesistica sullo sfondo e gli angioletti  sulle  nuvole che offrono la palma del martirio alle vittime dalla strage attenuano la tragicità di quella orrenda strage.

 Fulvio Sguerso

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