Dove va l’Europa?
Dove va l’Europa?
Due interventi: (1) Martin Budry; (2) Elon Musk
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Il filosofo e scrittore Martin Budry ha pubblicato sul suo account X un monologo sconvolgente sui disordini in Europa: “Tra poco tempo tutti sapremo cosa si prova a essere ebrei. Presto tutti sapremo cosa si prova a essere ebrei. In Francia lo sanno già. Sarà la punizione che ci meritiamo per aver abbandonato gli ebrei, per aver ignorato i loro avvertimenti, per averci voltato contro di loro e aver persino marciato a fianco dei loro oppressori”.
“Per tre anni, voi, idioti utili, avete marciato con bandiere palestinesi, indossato kefiah, urlato ‘dal fiume fino al mare’ e riconosciuto uno Stato palestinese fittizio come premio per il massacro di Hamas del 7 ottobre (sì, sto guardando te, Emmanuel Macron). Avete boicottato l’unico Stato ebraico al mondo, diffamato il diritto del popolo ebraico all’autodeterminazione (noto come ‘sionismo’) e diffuso la calunnia del sangue sul ‘genocidio a Gaza’”.
“Pensavate che nutrendo il coccodrillo con abbastanza carne ebraica, alla fine si sarebbe saziato? Tutto quello che avete fatto è stato rafforzare il mostro e stimolare ulteriormente il suo appetito”.
“Quindi eravate preoccupati per il ‘colonialismo’? Guardatevi intorno. L’unica cosa che qui soffre di colonialismo sono le nostre città occidentali. La bandiera palestinese è diventata una bandiera di vittoria, sventolata con orgoglio tra le macerie di edifici storici saccheggiati e vandalizzati: un simbolo di odio verso la nostra cultura e tutto ciò che essa rappresenta. Non finisce mai con gli ebrei…”.
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«Israele l’ha capito bene»: Elon Musk richiama l’Occidente sulla minaccia jihadista
Elon Musk cita la vigilanza in materia di sicurezza di Israele come esempio di fronte alla minaccia jihadista. L’imprenditore esorta i paesi occidentali a esercitare un controllo più rigoroso sull’ingresso nel proprio territorio di individui potenzialmente capaci di compiere attentati.
21 ottobre 2026
Di Delphine Miller
Israele conosce bene il prezzo di una minaccia sottovalutata. È questa la tesi sostenuta da Elon Musk in un’intervista – riportata dal quotidiano Maariv – incentrata in particolare sui temi dell’immigrazione e del jihadismo. Il numero uno di Tesla e SpaceX descrive la politica di sicurezza israeliana come una risposta pragmatica a un pericolo che, a suo avviso, le società occidentali faticano a comprendere appieno.

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«Israele l’ha capito bene», afferma il miliardario, facendo riferimento ai numerosi attentati subiti dal Paese e ai tentativi, da parte dei suoi vicini, di distruggerlo. Secondo Musk, è proprio questa esperienza a spiegare l’atteggiamento vigile di Israele: consentire l’ingresso a persone determinate a uccidere israeliani equivale a fornire loro i mezzi per passare all’azione. A suo parere, le autorità israeliane hanno pienamente interiorizzato questa realtà e si adoperano per impedire che si concretizzi.
Musk contesta inoltre l’idea che tutti gli individui condividano, in sostanza, i medesimi valori. Ritiene che, per un occidentale, sia arduo comprendere la logica di un estremista religioso che considera chi non condivide la sua fede come un nemico da eliminare. Tuttavia, sottolinea, tale difficoltà non deve portare a ignorare l’esistenza di convinzioni di questo tipo. Precisa, peraltro, che molti musulmani sono persone assolutamente ragionevoli, pur ribadendo la necessità di una selezione rigorosa per individuare gli individui pericolosi. «Se non filtrate i jihadisti, vi ritroverete dei jihadisti; questi condurranno la jihad e uccideranno delle persone», avverte.
Per illustrare il suo punto di vista, Musk racconta che un dipendente di Tesla ad Austin sarebbe stato licenziato per aver aggredito violentemente una collega che aveva accidentalmente calpestato il suo tappetino da preghiera. Sostiene inoltre che, qualche mese più tardi, quest’uomo avrebbe ucciso tre studenti in un bar. Un episodio che Musk cita a sostegno di un controllo più rigoroso dell’immigrazione, sebbene gli elementi riferiti non consentano di verificarne in modo indipendente le circostanze né di stabilire una matrice jihadista.
