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Le ombre sulla piscina
della Rari Nantes

Le ombre sulla piscina della Rari Nantes

UN’ ABITUDINE diffusa e un cognato di troppo per il vicesindaco. A causa di questi due elementi, Imperia, dopo la paralisi dei lavori del porto, rischia di restare pure senza piscina. DAL NOSTRO INVIATO IMPERIA –

La procura e la polizia postale che indagano sulla concessione e l’ affidamento dei lavori per la costruzione del maxi porto turistico, hanno allargato il loro raggio d’ azione su vari filoni riguardanti quella parte di demanio portuale regolato dal Codice della Navigazione. Gli accertamenti hanno in particolare interessato il palazzetto dello sport, alcuni stabilimenti balneari e la piscina. Per quest’ ultima, le indiscrezioni raccolte anche in ambiente comunale, ipotizzano un possibile sequestro giudiziario. L’ irregolarità riguarderebbe la gestione della piscina comunale Felice Cascione, affidata da oltre dieci anni alla società Rari Nantes Imperia, sponsorizzata Carige.

Secondo gli inquirenti, le procedure di affidamento della gestione non sarebbero però regolari. In particolare sarebbe stato violato l’ articolo 45 bis del Codice della Navigazione che recita: «Il concessionario, in casi eccezionali e per periodi determinati, previa autorizzazione dell’ autorità competente, può affidare ad altri soggetti la gestione delle attività secondarie nell’ ambito della concessione». In altre parole, non sarebbero state rispettate le norme per gli appalti. Dalla Rari Nantes rispondono però che le gare sono state fatte, l’ ultima cinque anni fa, e quindi la norma sull’ evidenza pubblica è stata rispettata. Nella vicenda entra però in gioco anche un altro fattore.

 Silvio Todiere, presidente storico della Rari e dirigente regionale della Federnuoto è, infatti, cognato di Rodolfo Leone, che a febbraio è diventato il nuovo vicesindaco di Imperia dopo le dimissioni di Luca Lanteri – indagato per concussione in un’ altra inchiesta -. Leone, però, è una figura chiave del Pdl e prima ancora di Forza Italia e del potere “scajoliano” a Imperia. E’ , infatti, coordinatore cittadino del partito di Berlusconi ed è stato assessore nella passata amministrazione. Che sia o meno un elemento importante dell’ inchiesta è presto per dirlo, certo è che la parentela acquisita è un aspetto che è stato affrontato dagli inquirenti. Le indagini mirano ora a verificare eventuali responsabilità degli amministratori pubblici, del presente o del recente passato, nell’ affidamento della concessione. Accanto a questi filoni “paralleli”, prosegue l’ attività della procura per quanto riguarda il fascicolo principale dei pm Alessandro Bogliolo e Maria Antonia di Lazzaro.

Quello che vede indagati due nomi di peso come Claudio Scajola e Francesco Bellavista Caltagirone.

L’ ex ministro è, addirittura, ritenuto “il promotore” dell’ associazione a delinquere ipotizzata dalla procura che avrebbe avuto come fine quello di pilotare la concessione e gli appalti di costruzione del porto turistico da 1400 posti barca. Al registro degli indagati per la stessa ragione sono iscritti anche il direttore generale e amministratore delegato della Porto Imperia spa Carlo Conti; l’ ex segretario generale del Comune oggi consulente della Provincia Paolo Calzia, che della società è presidente; e infine Domenico Gandolfo, ex direttore generale fino al 2007.

MARCO PREVE

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