CONSIDERAZIONI SUL TRAFFICO URBANO E PROVINCIALE

RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
Sessantanovesima puntata
CONSIDERAZIONI SUL TRAFFICO URBANO E PROVINCIALE

 RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
Sessantanovesima puntata
CONSIDERAZIONI SUL TRAFFICO URBANO E PROVINCIALE
 Andrea Ranieri, in un suo pregevole Articolo Giornalistico (datato 22 giugno 2012), ha testualmente affermato:
“Una politica, coerente per lo sviluppo sostenibile, ha bisogno di vedere in campo, come soggetti centrali, il sistema delle autonomie locali e delle città. E’ nelle città che si è cominciato a ragionare di sviluppo “intelligente”, perché ambientalmente e socialmente sostenibile, capace di ridurre gli sprechi e di valorizzare i beni comuni.”

 Ritorna, quindi, di estrema attualità IL TEMA DELLE CITTA’ INTELLIGENTI, da me già affrontato nell’Articolo del 14 marzo 2012.

 

Di conseguenza, rinascono spontanei DUE INTERROGATIVI:

– CHE COSA SI DEVE INTENDERE CON IL CONCETTO DI CITTA’ INTELLIGENTE?

– SAVONA E  LA PROVINCIA RIENTRANO IN QUESTO CONCETTO?

 

LA RISPOSTA AL PRIMO QUESITO è quella mirabilmente formulata da  Cristiana Pulcinelli in un Suo pregevole articolo pubblicato dal Quotidiano “L’UNITA’” (datato 12 Marzo 2012).

Ripeto le sue parole:

 

L’INTELLIGENZA DI UNA CITTA’ SI MISURA SULLA BASE DI SEI  CARATTERISTICHE:

 

– ECONOMIA INTELLIGENTE

 

– PERSONE INTELLIGENTI

 

– GOVERNO INTELLIGENTE

 

– MOBILITA’ INTELLIGENTE

 

– AMBIENTE INTELLIGENTE

 

– VITA INTELLIGENTE

 

Entrando nei dettagli,  Cristiana Pulcinelli così prosegue:

 

– UN’ECONOMIA INTELLIGENTE è fatta di spirito innovativo, capacità di Impresa e produttività

 

– PERSONE INTELLIGENTI vuol dire persone che sono creative  e partecipano alla vita pubblica

 

– GOVERNO INTELLIGENTE è un Governo che fa partecipare i cittadini alle decisioni

 

– MOBILITA’ INTELLIGENTE e’ quella che si ottiene con un sistema di trasporti sostenibile, innovativo e sicuro, ma anche con una rete di infrastrutture per le ”Information and Communication Technologies” (ICT), ovvero per l’informatica e le tecnologie digitali

 

– AMBIENTE INTELLIGENTE è quello che si ottiene con una gestione sostenibile delle risorse e con la lotta all’inquinamento

 

– VITA INTELLIGENTE è quella che potrebbe avere un cittadino, a cui sono garantite condizioni di salute buone, offerta culturale e di istruzione, attrazioni turistiche e coesione sociale.

 LA RISPOSTA AL SECONDO QUESITO è ovviamente più complessa; possiamo dire, in estrema sintesi, che, per alcuni aspetti, Savona e la sua Provincia posseggono i requisiti per poter essere considerate CONFORMI AL CONCETTO  DI CITTA’ INTELLIGENTI; mi riferisco, soprattutto, alle Capacità Partecipative e Creative dei Cittadini ed alle Doti Innovative e Produttive possedute dalle Imprese e, più in generale, dal complesso delle attività Economiche Territoriali.
Ma, per altri requisiti (e mi riferisco, in particolare, a quelli relativi alla MOBILITA’, oggetto dell’Articolo odierno) SIAMO QUASI AGLI ANTIPODI DEL CONCETTO DI CITTA’ INTELLIGENTE.

Infatti, come già scritto  nell’Articolo del 14 Marzo  2012, UNA CITTÀ PUÒ ESSERE DEFINITA INTELLIGENTE (SMART CITY), QUANDO GLI INVESTIMENTI NEL CAPITALE UMANO E SOCIALE E NELLE INFRASTRUTTURE DELLE RETI DI COMUNICAZIONI TRADIZIONALI (COME I TRASPORTI) E MODERNE (COME GLI ICT) PERMETTONO UNO SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE E UN’ ALTA QUALITÀ DELLA VITA, CON UNA GESTIONE DELLE RISORSE SAGGIA E PARTECIPATA.

 

Ripeto: Savona e la sua provincia sono molto lontane dai requisiti necessari per essere inseriti tra le SMART CITY, in fatto di trasporti urbani ed interurbani; a questo proposito, desidero mettere in rilievo le ATTUALI MACROSCOPICHE carenze, riferibili, peraltro, ad errori ed anomalie di scelte politiche pregresse (antiche e recenti):

 

1) TRAMONTO DEL PROGETTO DELLA METROPOLITANA LEGGERA INTERCORRENTE TRA CELLE E VADO LIGURE (definita secondo un Accordo di Programma concordato con il Governo Nazionale e la Regione Liguria nell’anno 1993).

La soluzione metropolitana presentava i seguenti innegabili vantaggi:

a) poteva contare su di un tracciato già esistente (la dismessa linea ferroviaria che collegava Celle a Vado Ligure); quindi, la sua realizzazione non avrebbe comportato alterazioni o, peggio, devastazioni territoriali;

 

b) I costi di tempi della sua realizzazione erano nettamente inferiori a quelli ipotizzati per l’Aurelia bis;

 

c) Attraverso la sua utilizzazione sarebbe stato possibile, per ogni cittadino, raggiungere il centro della città in pochi minuti (sia partendo da Albissola che da Vado Ligure);

d) Di conseguenza sarebbe stato possibile ridurre, in misura significativa, il numero delle auto private che, ogni giorno, entrano le città.

 

2)  PROLUNGATO SOGGIORNO NEL LIBRO DEI SOGNI DELLA METROPOLITANA LEGGERA INTERCORRENTE TRA CAIRO-CARCARE-ALTARE E SAVONA-VADO LIGURE

Su quest’argomento le notizie, riportate dai quotidiani locali, si sono fermate al 6 gennaio 2012.

Eppure, la realizzazione di questa struttura (sostenibile nelle sue intenzioni programmatiche e nei costi) acquista tuttora un’importanza decisiva per i collegamenti tra la costa savonese e l’intero Entroterra Valbormidese e, quindi, per la complessiva economia della zona.

Inoltre, va doverosamente sottolineato il fatto che i comuni Valbormidesi hanno, più volte, ribadito la loro volontà di sostenere, anche con il necessario contributo finanziario, la progettazione esecutiva della linea metropolitana da parte di RFI, previo suggerimento propositivo da parte del Comitato Sviluppo Savona-Val Bormida.

Infine, anche per questa linea metropolitana, va messo, nel giusto rilievo, il fatto che, attraverso la sua concreta realizzazione, sarebbe possibile ridurre, in misura notevole, il numero delle auto private che, giornalmente, scendono verso il centro della città di Savona, con le ben note e conseguenti ripercussioni ambientali.

 3) COLLASSO DEL TRASPORTO FERROVIARIO LOCALE

E’ noto che il Sistema Ferroviario locale si trova, in tutta l’Italia, in una grave condizione di crisi economica; infatti, il contributo annuale del Governo Nazionale per il trasporto pubblico locale è, oggi, di 1,2 miliardi di euro, rispetto ad una previsione di spesa di 1,6 miliardi; mancano all’appello, quindi, 400 milioni di euro e vi sono ben poche certezze per il futuro.

 E’ noto che, in questi primi giorni di giugno, TRENITALIA  ha posto al governo un autentico dilemma: PIÙ SOLDI DALLO STATO oppure TARIFFE PIÙ CARE; in caso di negativa risposta a questa duplice richiesta, viene minacciata  L’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO.

Di fatto, relativamente alla Liguria, è previsto UN TAGLIO AI TRENI DEL 12% e, parallelamente, un AUMENTO DEL 20% DEL PREZZO DEL BIGLIETTO; in realtà, chi verrà a pagare il prezzo della crisi saranno, ancora una volta, I PENDOLARI, i quali, già ora, sono penalizzati dalla SCARSA QUALITÀ DEL SERVIZIO e, soprattutto dai bassi livelli di velocità per raggiungere il posto di lavoro (35,5 km all’ora, contro i 40 dei treni del Regno Unito, i 46,6 della Francia, e 48 della Germania ed i 51,4 della Spagna).

Ma il prezzo più salato di questo collasso socio-economico verrà pagato dall’economia dall’ambiente locale.

Quanto sopra descritto è esattamente l’opposto di quello che si dovrebbe fare per raggiungere un dignitoso livello di MOBILITÀ INTELLIGENTE.

 

4) TAGLI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE MEDIANTE AUTOBUS

Estrapolo da un pregevole servizio giornalistico di Silvia Campese (Quotidiano IL SECOLO XIX dell’8 giugno  2012) le seguenti annotazioni:

 

“E’ prevista, per l’anno in corso, una serie di tagli sulle corse dell’intero bacino provinciale, che dovrebbero concentrarsi nelle cosiddette “fasce morbide”, ossia le meno frequentate.
Probabili anche le eliminazioni della prima corsa del mattino e dell’ultima della sera. I cittadini, però, potranno usufruire di 160 mila chilometri di corse a chiamata, ossia di un tracciato previsto, ma servito solo in caso di bisogno, al fine di ridurre al minimo le corse a vuoto.
Tutti aspetti, questi, oggetto di ulteriore confronto e di un ampio e acceso dibattito, visto che i comuni tireranno fuori gli artigli per evitare, o ridurre al minimo, la perdita di chilometraggio nel proprio territorio. Ma una cosa è certa: saranno “vittime” della sforbiciata di chilometri quei territori che non hanno risposto all’invito di Palazzo Nervi ad un incremento del 40 per cento delle risorse versate per garantire la sopravvivenza  di Tpl, a fronte della drammatica riduzione di contributi regionali.
Due, ad oggi, i borghi che hanno detto un no deciso: Alassio e Garlenda. In forte dubbio Albenga, mentre hanno aderito 58 comuni sui 69 del savonese.
E non è solo probabile, ma praticamente certo che la riduzione delle
corse già preannunciata, pari a 575 mila chilometri in meno, ossia il 5 per cento del servizio, andrà a pesare su quelle località che hanno scelto di non investire nel trasporto.” 

La tabella sottostante è ampiamente  indicativa al proposito:

5) INVASIONE BARBARICA DELLA CITTÀ DA PARTE DELLE AUTO PRIVATE

L’invasione è giunta ad un livello tale da richiamare nuovamente alla mia attenzione la fiaba di Garret Hardin (già citata nell’articolo del 5 giugno 2012, intitolato SIAMO GIUNTI ALLA FASE FINALE DELLA CARRYNG CAPACITY ALTERATION; di conseguenza, proseguo nella sua narrazione, ovviamente riferita alla nostra Savona:

C’ ERA UNA VOLTA….

Una bellissima e ridente Città, posta in riva al mare, dotata di una atmosfera limpida e luminosa, provvista di verdeggianti giardini e di strade percorse da pochissime automobili ed abitata da esseri umani dall’ aspetto un po’ ruvido e, forse, anche un po’ tirchi, ma dotati di un’anima sincera e leale….

 

– Subentra, a questo punto, un sedicente Boom Economico che porta ad un fantomatico sviluppo, con conseguente aumento delle automobili circolanti….

– Gli esseri umani cittadini sono entusiasti di tutto questo; anzi, nel vortice di una inebriante euforia, chiedono alle fabbriche automobilistiche di produrre di più e di avere più auto a disposizione (addirittura: più di una per famiglia)…

Tuttavia, essi non si accorgono o attribuiscono poca importanza al fatto che un maggior numero di auto viene a deteriorare l’ atmosfera e che la circolazione nelle strade diventa più difficile….

 

 

– Di conseguenza, la richiesta veicolare non diminuisce e, tanto meno, si arresta; qualcuno, tuttavia, da molto lontano, incomincia a parlare di POLVERI SOTTILI, altri si accorgono di un’ eccessiva presenza di PIOMBO e di BENZENE, altri, addirittura, si azzardano a dire che, in

città, stanno aumentando alcune malattie, chiamate NEOPLASIE….

 

 

– Malgrado ciò, le automobili crescono e si moltiplicano a dismisura; per di più, incominciano a litigare tra loro, soprattutto quelle dotate di “navigatore programmato”; alcune, ad esempio, vogliono essere alimentate a benzina con piombo, altre senza piombo, altre a metano, altre

ancora si sono innamorate del biogas, altre, infine, (ma sono un’esigua minoranza) pretendono una trazione mediante l’ utilizzo dell’ energia elettrica o, addirittura, attraverso l’impiego dell’ idrogeno; ma, subentrano, anche, litigi di altra sorta: alcune, ad esempio, vorrebbero zone di

sosta perpendicolari rispetto all’ asse stradale, altre, al contrario, desidererebbero una posizione trasversale, altre, addirittura, scelgono una posizione obliqua ed allargata rispetto alla strada, nella quale trovano provvisorio alloggio….

 

 

– Di fatto, la loro situazione esistenziale diventa instabile e fragile e, per tale ragione, esse chiedono aiuto agli esseri umani, definiti loro PROPRIETARI; ma, a loro volta, questi non trovano alcun accordo ed, anzi, incominciano a litigare….

 

 

– Si rende, pertanto, necessario il ricorso ad altri Esseri Umani, di casta superiore, chiamati PUBBLICI AMMINISTRATORI….

 

 

– Questi si danno subito da fare: inventano divieti di sosta, arre di sosta limitata, sensi unici, doppi sensi; alcuni pensano di invadere il Letimbro; altri, sospinti da una sete di grandezza, pretendono di costruire, su questo Torrente, un numero di ponti, addirittura superiore a quello previsto da Roma sul Tevere, da Torino sul Po, da Firenze sull’ Arno..

 

 

– Per di più, i Pubblici Amministratori vengono in contrasto tra loro e con gli altri esseri umani ed, allora, decidono di affidarsi ad un SUPERMAN, definito “MOBILITY-MANAGER”.

Ma, di fronte ad una tale Autorità, io mi inchino, termino questa fiaba e, nel più profondo rispetto, mi permetto, soltanto, di offrire qualche modestissimo consiglio…anche se, oggi, è forse troppo tardi…..

 

Verosimilmente, aveva ragione Niccolò Machiavelli, allorquando scriveva ne “IL PRINCIPE” (1513):

E’ MALI CHE NASCONO IN QUELLO SI GUARISCONO PRESTO;
MA, QUANDO, PER NON LI AVERE CONOSCIUTI, SI LASCIANO CRESCERE
IN MODO CHE OGNUNO LI CONOSCE NON VI E’ PIÙ RIMEDIO.

 

Ad ogni buon conto…. ci riprovo, per l’ennesima volta.

A mio modo di vedere è necessario:

A) RENDERE TANGIBILE ED OPERANTE UN PIANO DELLA MOBILITÀ URBANA, il quale, in ogni caso, deve essere assolutamente armonico e coerente con le scelte urbanistiche, previste dal  PUC (Piano Urbanistico Comunale).

B)  ALL’INTERNO DEL PIANO DELLA MOBILITÀ URBANA E NECESSARIO APPROVARE E REALIZZARE UN ADEGUATO NUMERO DI PARCHEGGI DI CINTURA URBANA; infatti, Savona, come quasi tutte le città liguri, non dispone di una realistica disponibilità di spazi aperti all’interno  della città, perché rigorosamente condizionata dalla natura geofisica del suo territorio (strettamente interposto tra la rigida è scoscesa montagna ed il mare) è perché attraversata dal torrente Letimbro, il quale è attualmente dotato di un FALSO ESTUARIO (creato artificialmente), ma, in realtà, sboccante in mare attraverso una LARGA FOCE sottostante l’intera città pianeggiante.

C) Infine, COLLEGARE I PARCHEGGI DI CINTURA URBANA CON IL CENTRO CITTADINO, ATTRAVERSO L’IMPIEGO DI BUS-NAVETTE OPERANTI IN ORARI PRESTABILITI E RIGOROSAMENTE RISPETTATI.

Solo traverso la reale concretizzazione di questi obiettivi, la città di Savona potrà raggiungere traguardi di una MOBILITÀ SOSTENIBILE indispensabile per essere, a sua volta, annoverata tra le CITTÀ INTELLIGENTI.

Aldo pastore                 27 giugno 2012

 

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