Compiti a casa

Nel 2011 la BCE, ci fece recapitare una lettera che venne definita “compiti a casa” ovvero gli aggiornamenti strutturali che venivano richiesti all’Italia:
Abolizione articolo 18, dello statuto dei lavoratori privatizzazioni, taglio dei salari, legge Fornero sulle pensioni, provvedimenti discussi e approvati sul Britannia, che sono stati realizzati da Monti e anche dal governo Renzi che pure lui fece la sua parte vedi articolo 18 di cui sopra.

La banca europea comunicò che non avrebbe più concesso finanziamenti all’Italia, per cui a tempo di record arrivarono le garanzie, e con massima celerità approvato il pareggio di bilancio, che fu il provvedimento più votato della storia repubblicana, senza neppure un no, la partitocrazia è il vero problema di questo Paese ormai è chiaro a tutti e le scelte europee di questi ultimi anni e quelle future a partire dalla scelta del prossimo Capo dello Stato dimostrano chiaramente che Francia e Germania ci vogliono sotto tutela perché non si fidano dei politici Italiani. I raccoglitori di firme a ogni piè sospinto e per qualsiasi argomento non pensarono allora, minimamente a indire un referendum forse perché non eravamo in campagna elettorale, per cui i banchetti restarono nei magazzini; si doveva procedere spediti, senza esitazioni chi oggi si oppone ieri votava questa roba senza fiatare a dimostrazione che sono tutti uguali. Quello che deve farci riflettere sono le tempistiche: 5 agosto 2011 arrivano i compiti a casa;
8 settembre il Consiglio dei ministri presieduto ancora da Berlusconi approva il ddl costituzionale sul pareggio di bilancio. Il 1 novembre Mario Draghi diviene ufficialmente presidente della Bce. Undici giorni dopo, era il 12 novembre, si dimette Berlusconi;
Il sedici novembre si insedia il Governo Monti, tecnocrate e collega di Draghi.

Il 30 novembre la camera dei deputati approva in prima lettura il Ddl costituzionale senza neppure un voto contrario, il 15 settembre approdò in senato che la fece passare alla velocità della luce, e tre mesi dopo con il quarto passaggio come prevede la costituzione il Ddl fu firmato con gioia da Napolitano che cosa conosciuta a tutti si spese molto perché ciò accadesse. Chi si riempie la bocca con la parola Libertà, dimentica quel periodo dove un ampio blocco votava senza dissenso alcuno, pigiarono tutti il bottone senza esitazioni per votare questa roba salvo poi fare il famoso pianto del coccodrillo quando si resero conto di aver votato cose pesanti e contro il popolo e che potevano fare perdere voti e come già scritto che metteva fine all’autonomia del nostro Paese e alla credibilità della politica, insomma diventammo un Paese commissariato.

Oggi la storia si ripete hanno organizzato una finta opposizione per farci credere che siamo ancora un paese libero ci propinano finte discussioni ma poi votano all’unanimità, a dimostrazione che le scelte che contano non partono da Roma, quello che è accaduto e sta purtroppo ancora accadendo è un disegno ben preciso, aggiustamenti, tagli della spesa pubblica non sono serviti a fare calare il debito pubblico insomma portarono avanti con precisione millimetrica quello che in quella famosa riunione sul Britannia venne deciso, ovvero svendere il paese i diritti la vita sociale per favorire il potere del grande capitale e delle banche. Perciò il covid ha messo a nudo un paese sulle ginocchia stremato ancora prima della pandemia sia dal punto di vista sociale economico ma soprattutto sanitario ad esempio nel 1988 avevamo 1391 istituti di cura dieci anni dopo ridotti a 1197, nel 2017 scesi a 1000 i posti letto per ammalati gravi erano nel 1980 922 ogni 100.000 abitanti, durante il Governo Monti divennero 275 per centomila abitanti.
Ora capite perché oggi gli ospedali scoppiano?
Il Paese sta crollando a causa di una classe politica che da sempre sperpera e mal governa, pensando solo ai loro interessi di bottega e a quelli dei loro padroni, in tanti pensano che la soluzione sia non votarli vi svelo un segreto a loro non interessa quanti li votano a loro interessano le poltrone, fino al punto di cedere la nostra sovranità, noi il popolo abbiamo il dovere di non mollare e lo dobbiamo fare per i nostri figli e le generazioni future che hanno il diritto di vivere in un Paese migliore e soprattutto libero e indipendente.

Roberto Paolino

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