Come evitare la demenza senile

PILLOLE DI SALUTE di Giorgio Menardo
Da Il Letimbro
Come evitare la demenza senile

 

PILLOLE DI SALUTE
di Giorgio Menardo da il Letimbro

Come evitare la demenza senile

Uno studio pubblicato recentemente su Hypertension, rivista dedicata alla ipertensione arteriosa, dimostra che la pressione alta accelera il declino delle capacità cognitive. Sono state valutate più di 7.000 persone di mezza età e anziane per 4 anni. Sono stati rilevati cambiamenti in una serie di abilità cognitive, come la memoria, il linguaggio e la concentrazione. Indipendentemente dall’età, le persone con pressione alta (massima uguale o superiore a 130 e minima superiore a 80) hanno avuto cali più rapidi delle prestazioni cognitive, rispetto a quelle con pressione normale. È stato osservato che il trattamento dell’ipertensione, a qualsiasi età, riduce o previene il declino cognitivo accelerato: può essere controllata con farmaci e altre misure come perdere peso, fare esercizio fisico, seguire una dieta con poco sale, riducendo l’assunzione di alcol, gestire lo stress e smettere di fumare. Uno stile di vita sano consente di usare i farmaci in dosi minori. Questo studio deriva dal fatto che la demenza sta diventando uno dei più gravi problemi sanitari dei paesi ricchi dove la vita media è molto cresciuta negli ultimi anni. In Canada già nel 2015, per la priva volta nella storia, le persone con più di 65 anni erano più numerose dei ragazzi con meno di 15 anni. Un fenomeno analogo sta avvenendo in tutto il mondo occidentale. In Europa il numero degli ultraottantenni sta passando dal 5% del 2015 al 12%. L’Italia è uno dei Paesi con la popolazione più anziana del mondo, seconda solo al Giappone. L’invecchiamento si associa ad un aumento del rischio di demenza che è un disordine degenerativo progressivo che interessa diversi aspetti delle abilità cognitive. Il primo sintomo è sempre una diminuzione della memoria in misura maggiore di quanto si ci aspetterebbe per quell’età, in questa prima fase la cosa non impedisce alla persona di vivere una vita indipendente, di guidare l’auto e avere una vita sociale normale, anche se parenti e amici notano frequenti dimenticanze, difficoltà durante la normale conversa- zione a trovare le parole giuste per esprimere concetti anche semplici. Con il progredire della malattia insorgono problemi nel programmare attività complesse come ad esempio scegliere le strade giuste per raggiungere una meta. Non è infrequente che queste persone si perdano nella città dove sono sempre vissute non riuscendo a tornare a casa dopo essere usciti per una passeggiata. Anche l’umore peggiora, l’affettività ne risente e si perde progressivamente l’attenzione alla cura della pro- pria persona. Nonostante l’industria farmaceutica da anni sia impegnata nella ricerca, finora non sono stati trovati farmaci efficaci. Ci si è quindi concentrati sui comportamenti individuali che possono prevenire la demenza. Tra i comportamenti che possono prevenire o comunque ritardare il decadimento cognitivo, un ruolo importante ha l’esercizio fisico: non è noto il meccanismo con il quale questo avvenga, ma l’effetto è certo. Anche l’esperienza musicale si è rivelata una risposta importante contro il decadimento cognitivo: è stato dimostra- to che suonare uno strumento riduce significativamente la probabilità di demenza in età avanzata. I benefici della musica sono migliorati se combinati con l’esercizio cardiovascolare, come nel caso della danza. Inoltre richiede spesso sequenze di movimento complesse che hanno dimostrato di avere effetti positivi sulle funzioni intellettive negli anziani. Riassumendo, pressione arteriosa giusta, dieta equilibrata, non fumare, esercizio fisico regolare, ascoltare musica e ballare aiutano a mantenere efficiente il cervello delle persone meno giovani.

  

   GIORGIO MENARDO da Il Letimbro

 
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