Analisi del voto

Chi sale e chi scende nei 24 collegi
Numeri e percentuali della personalizzazione della politica

ELEZIONI REGIONALI 2010 A CONFRONTO:
ANALISI DEL VOTO IN PROVINCIA DI SAVONA
L’Idv sale dovunque, Lega Nord in crescita. Pdl primo ad Alassio (52%), Andora (47,91), Albenga (46,09), Loano (45,13). Dove perde o tiene il Pd

Chi sale e chi scende nei 24 collegi. Numeri e percentuali della personalizzazione della politica
ELEZIONI REGIONALI 2010 A CONFRONTO:
ANALISI DEL VOTO IN PROVINCIA DI SAVONA
L’Idv sale dovunque, Lega Nord in crescita. Pdl primo ad Alassio (52%), Andora (47,91), Albenga (46,09), Loano (45,13). Dove perde o tiene il Pd

Savona- Torniamo all’esito delle elezioni regionali 2010 per sviluppare alcuni spunti di analisi riguardanti il voto nella provincia di Savona: una valutazione eseguita sulla base dei dati relativi alle Elezioni Provinciali svoltesi nel 2009 a confronto – appunto – con le Regionali del 2010.

Allo scopo di meglio verificare l’andamento del voto sul territorio abbiamo così “costruito” il risulto dei 24 collegi provinciali, inserendo i dati delle Regionali 2010: a questo modo si ha un esito di immediato confronto per quel che riguarda gli scostamenti realizzati, in positivo e in negativo, dalle diverse forze politiche ottenendo un buon effetto di individuazione dei diversi “trend”.

Sul piano del giudizio complessivo è necessario affermare come ci si trovi di fronte ad un dato di sufficiente “continuità” nelle diverse espressioni di voto riguardanti le forze politiche nella provincia di Savona: pur tuttavia alcuni elementi di novità possono essere intravisti.

Elementi di novità mutuati dal quadro complessivo, soprattutto sotto un aspetto fondamentale: il peso della personalizzazione della politica, come si potrà ben evincere dalla lettura di alcuni dati, è in crescita anche a livello periferico.

In una situazione particolare, come quella delle elezioni regionali in una provincia delle dimensioni di quella di Savona, laddove con 6 candidati provvisti di buon peso specifico rispetto al territorio (in particolare per i candidati provenienti da esperienze amministrative importanti) è possibile “coprire” con efficacia l’intero arco geografico, provocando exploit che vanno ben oltre la capacità di aggregazione e di raccolta di consenso del partito.

In questo modo si determinano squilibri nell’espressione di voto a livello territoriale, che rendono il voto stesso più incerto e fluttuante e diminuiscono il ruolo dei partiti come sede di promozione e selezione dei candidati, a vantaggio del patrimonio personale.

Si spiegano così certi risultati ottenuti dal PDL, dalla Lista Biasotti, dalla Lega Nord ed anche da Sinistra e Libertà e della stessa Lista Burlando (anche se in misura minore): mentre appare meno incidente, nella fattispecie, la capacità di promozione e di raccolta del consenso da parte di personaggi provenienti da ruoli di punta nella stessa Amministrazione Regionale.

Andando per ordine, individuiamo subito la crescita di una disaffezione al voto, espressasi sia nei riguardi del voto direttamente riservato al Candidato Presidente, sia nei voti espressi verso le liste: sotto questo aspetto, nel 2009 alle elezioni provinciali i voti per i candidati presidenti furono 162.260 e nelle regionali 150.691 (-11.569); ancora più ampio lo scarto nei voti di lista, tra 157.367 e 139.413 (-17.954).

Il risultato del 2010 ha confermato, come è noto, quello del 2009 sotto l’aspetto dell’indicazione di preferenza per il candidato presidente: un anno fa, per la provincia, toccò a Vaccarezza raccogliere (al primo turno) 80.341 voti pari al 49,51%, nel 2010 Biasotti ne ha ottenuto 78.692 con una percentuale in crescita del 52,22 consolidando in sostanza il predominio del centrodestra; mentre dalla parte del centrosinistra  Boffa al primo turno era salito sino a 61.592 pari al 37,96% superando nettamente, dodici mesi dopo da Burlando arrivato a 71.999 voti pari al 47,77% (c’è da ricordare che nel 2009, alle elezioni provinciali, al primo turno erano in lizza altri 7 candidati presidente: uno solo di quali, il rappresentante dell’UDC superò la soglia del 3% utile per entrare in Consiglio).

Anche nel confronto tra i voti personali ed i voti di lista Biasotti ha superato Burlando: infatti le liste del centrodestra hanno assommato 72.682 voti ( il candidato presidente, come abbiamo visto 6.010 in più), quelle del centrosinistra 66.731 (il candidato presidente 5.268 in più).

Abbiamo esaminato l’andamento del voto di lista per quello che riguarda le 10 formazioni principali: dal punto di vista dell’andamento su base provinciale abbiamo verificato, sotto questo aspetto, un andamento altalenante.

Il PDL ha perso 638 voti, guadagnando il 3,23% in percentuale (da ricordare come la Lista Biasotti si sia rivelata molto più attraente della contrapposta Lista Burlando con 8.975 voti ed il 6,43%); non c’ è stato, in provincia di Savona, l’annunciato “sfondamento” da parte della Lega Nord che è cresciuta di 476 voti e dell’1,79%.

Sul versante del centrosinistra, detto del modesto risultato della Lista Burlando (3.338 voti) il PD è sceso di 4.524 unità, con un incremento percentuale dello 0,17%; netta ascesa invece per l’Italia dei Valori (più 2.408 voti e più 2,45%), pure in crescita Sinistra e Libertà ( più 1.090 pari allo 0,91%): cala la Federazione della Sinistra ( in uscita 2.609 voti dalla somma tra PRC e PdCI presentatisi separati nel 2009, con un calo dell’1,27%), scendono anche UDC (-1.088 voti in cifra assoluta, -0,30% in percentuale) e Verdi (-1.058 voti; -0,49%).

Dal punto di vista della distribuzione territoriale del voto il PDL conserva ed accresce la propria fortissima egemonia a Ponente (e qui scorrendo l’elenco dei collegi, sarà facile il riferimento a quel discorso di personalizzazione della politica cui si è più volte fatto cenno). Questi i primi 10 collegi per il PDL:

Alassio 52,00%, Andora 47,91%, Albenga I 46,09%, Loano 45,13%, Borghetto SS 44,01%, Varazze (unica eccezione) 37,93%, Albenga II 35,51%, Finale 34,70.

Diverso il quadro della Lega Nord, ma anche in questo caso vale in discorso del peso delle candidature prima di gridare allo “sfondamento” della Lega in Valbormida. Ecco i primi sette collegi per il Carroccio: Carcare 23,01%, Dego-Sassello 18,31%, Albenga II 18,13%, Andora 18,12%, Cairo Montenotte 18,10%, Cengio – Millesimo 16,81%, Albenga I 14,97%.

L’elenco dei primi quattro collegi per la Lista Biasotti non fa che confermare il nostro discorso complessivo sul peso dei singoli: Varazze 15,81%, Noli – Spotorno 10,22%, Celle Ligure 9,18%, Borghetto S.S. 9,14%.

Anche il PD mantiene la propria tradizionale dislocazione geografica dal punto di vista dell’aggregazione di voto (ci sia consentita una annotazione marginale: il voto del PD appare “grigio”, privo di acuti, fornendo l’impressione di un possibile smottamento a breve, sprovvisto cioè di un reale retroterra sedimentato). Comunque, questi i primi 10 collegi per il PD: Quiliano-Legino Alta 39,95%, Vado – Zinola 37,92%, Lavagnola 37,30%, Fornaci 35,51%, Villapiana 34,63%, Oltreletimbro 32,89%, Cengio – Millesimo 32,55%, Carcare 30,35%.

Anche la Lista Burlando ha ottenuto i suoi migliori risultati in zone “rosse”. Vado-Zinola 6,04%, Finale (l’eccezione: ma anche in questo caso vale il discorso relativo alle candidature) 4,81%, Villapiana 4,04%.

L’Italia dei Valori, vera vincitrice di giornata, presenta per i 7 collegi più votati questo quadro (molto complesso dal punto di vista dell’individuazione dei meccanismi di aggregazione di voto): Noli Spotorno 13,12, Carcare 10,84, Lavagnola 10,82, Fornaci 10,58, Albissola Marina Villetta 10,15, Villapiana 10,11, Centro 10,10%.

Sinistra e Libertà presenta anch’essa un quadro geografico condizionato dall’espressione soggettiva dei candidati intrecciato al tradizionale insediamento “rosso”: Quiliano-Legino Alta 7,82%, Centro 3,55%, Villapiana 3,28, Fornaci 3,07, Lavagnola 3,03%.

L’UDC ha ottenuto un risultato modesto le cui “punte” sul territorio si sono avute: Cairo Montenotte 7,06%, Albisola Superiore 5,57%, Albissola Marina-Villetta 5,20%, Loano 5,16%.

Nella Federazione della Sinistra (PRC+PdCI spicca il risultato di Alassio, a conferma dell’impianto di giudizio su cui abbiamo costruito la nostra analisi: Lavagnola 5,99, Alassio 5,72, Albisola Superiore 5,63, Centro 5,42, Fornaci 4,94%

Per i Verdi i risultati distribuiti geograficamente danno l’idea, invece, del maggior impegno realizzato dal Partito sulle tematiche specifiche: Vado – Zinola 4,23%, Cairo Montenotte 3,92%, Savona Centro 3,12%.

Infine una curiosità relativa al numero di collegi in cui le varie liste hanno fatto segnare un crescita o un calo: sotto questo aspetto l’IDV si è dimostrata come la forza in crescita più sicura ed omogenea salendo in percentuale in tutti i 24 collegi; buon risultato anche per Sinistra e Libertà con 20 collegi in attivo e 4 in passivo (esito rovesciato per la Federazione della Sinistra 4 in attivo e 20 in passivo, ma ci sarà tempo per calcolare i flussi precisi); bene anche la Lega Nord che cresce in 18 collegi e cala soltanto in 6; positivo di misura il saldo del PD (13-11), in perfetto equilibrio il PDL (12-12; il cui vantaggio, davvero risiede nella gran forza del Ponente) così come l’UDC (12-12), bilancio “in rosso” per i Verdi ( 5 -19).

Savona,  5 Aprile 2010                                                 Franco Astengo

 

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