Alassio

Sorgerà la Residenza Chiari, 6 piani fuori terra e 3 interrati con 30 box
Alassio, demolito il vecchio albergo Rex in centro città
Troppe polveri inquinanti e lavori subito bloccati dall’Asl
In piena stagione estiva scoppia la rivolta, ma il progetto è “perfetto”

Sorgerà la Residenza Chiari, 6 piani fuori terra e 3 interrati con 30 box
Alassio, demolito il vecchio albergo Rex in centro città
Troppe polveri inquinanti e lavori subito bloccati dall’Asl
In piena stagione estiva scoppia la rivolta, ma il progetto è “perfetto”
 

Alassio – L’indirizzo dell’albergo, sulle guide turistiche, era via Ferreri 20, per completezza San Vincenzo Ferreri. Ora è rimasto solo lo scheletro dell’ex hotel Rex, tre stelle, 24 camere, 43 posti letto. Da alcuni anni aveva chiuso i battenti, dopo un’alternarsi di gestioni. Quindi la vendita dello stabile e la ristrutturazione nel pieno rispetto del vigente Puc (2° programma di attuazione). Importo denunciato dei lavori 2 milioni 400 mila euro.

La sua sorte, a colpi di potenti ruspe magistralmente manovrate, non è passata inosservata. Ha scatenato reazioni e proteste. Non perché se ne va per sempre un altro pezzo di storia alberghiera (sono rimaste 70 strutture di 195 esistenti nei primi anni sessanta), ma per problemi di sicurezza ambientale. Temporanea comunque.

Sono intervenuti in rapida successione carabinieri, polizia, vigili urbani, Usl di Albenga e di Savona. E in poche ore è accaduto il “miracolo”. Lavori sospesi per presunto inquinamento(?). Per le decine di inquilini dei palazzi, compresi gli alloggi affittati stagionalmente, un sospiro di sollievo. Qualcuno ha fatto le valigie. Siamo in piena stagione estiva e “respirare” aria e polveri di un vecchio stabile logorato dal tempo non deve essere il massimo delle aspirazioni.

Cosa sta accadendo di inedito in via Ferreri- via Piani Romani che ha smosso la solida fama di Alassio proiettata nel futuro, grazie al boom immobiliare, premiato e ripremiato dalla stragrande maggioranza dei residenti-elettori? Qui chi tifa anticemento non può aspirare alle vette del Comune. Non avrà dalla sua parte la lobby perbenista che naviga col vento in poppa e tante benedizioni. Con acqua santa.

In questo scorcio di area superedificata ed ingolfata di alloggi, palazzoni gli uni sugli altri, si sta realizzando il nuovo piccolo complesso residenziale (Residenza Chiari),  così fotografa un invitante cartellone pubblicitario.

Ai quattro piani del vecchio, decrepito albergo, progresso civile ed opulenza consentono la realizzazione di uno stabile a sei piani. Due piani in più. Mantenendo la stessa cubatura (2400 e 803 di superfice Slu).

Gli acquirenti, ad Alassio, non mancano mai. Una macchina perpetua, mentre commercianti ed esercenti lamentano una preoccupante crisi. Ma per chi? Tutto passa, finirà nel dimenticatoio. Prevarrà l’ottimismo ed il consociativismo di maniera, ovvero l’illuminismo del terzo secolo.

Non solo, il vero pregio magico, per una città avarissima di posti auto – colpa, ovviamente, della cattiva abitudine da eccessivo benessere di possedere troppe quattroruote – è il progetto, con beneplacito del Comune, che consentirà di realizzare tre piani di box interrati. Scavare in profondità a ridosso di palazzi multipiani. In area esondabile? Nessun timore. Una sfida che le tecnologie moderne permettono di affrontare.

Scavare in profondità. Pare sia una novità, una prima in assoluto, ad Alassio, in fase di concreta realizzazione. Sotto il campo sportivo vogliono ricavare un piano interrato, e subito è scoppiato il pandemonio per via della “zona esondabile”. Rischi e pericoli. Tutto fermo. Troppo allarmismo.

A un tiro di fucile, il sottosuolo alassino diventa più ospitale, meno ingrato. Sotto gli alloggi dei futuri titolari (fortunati!) della nuova residenza, in pieno centro, a pochi passi dalla via Aurelia, nella zona di levante, un “regalo” di dieci box a piano, per un totale di 30 spaziosi garage.Muniti di ascensore interno. Almeno una decina di box in più rispetto al numero degli alloggi che verranno ricavati. Un mercato, quello dei box, garantito ed assicurato. Premiato. Ricercato.

E’ quanto consentono gli strumenti edilizi in vigore ad Alassio che si preoccupa soprattutto di tutelare il sano equilibrio tra richiesta e fabbisogno, tra alloggi e posti auto. Un impegno premiale per gli amministratori sempre attenti nella rigorosa politica di sanare gli errori (pochini si direbbe dal contesto elettorale) di un passato più o meno recente.

Cosi stupisce il “can-can”, il putiferio provocato dall’azione di due grandi ruspe in una caldissima settimana di fine giugno. Non se lo aspettava Danilo Turina, infaticabile titolare dell’immobile e della società Santa Chiara, con sede a Pinerolo (Torino), diversi cantieri in Riviera, che ha atteso tre anni e mezzo per la concessione, sei mesi per la convenzione. Mai più immaginando che gli abitanti e gli amministratori dei palazzi confinanti si allarmassero con tanta determinazione.

Forse non l’avevano messo in conto neppure il progettista, geometra Vincenzo Santoriello, gli ingegneri Allaria e Bergero, né le imprese a cui era stata affidata l’opera di demolizione. Improvvisamente stoppate.

La sollevazione popolare (diciamo così) ha fatto scattare un primo provvedimento cautelativo. I lavori riprenderanno a settembre quando le acque si saranno calmate. Quindi l’avvio degli scavi, altra fase delicata. Le crescenti preoccupazioni dei cittadini. Possibili scenari davanti al Tar, sempre più inflazionato dal “cementificio Liguria”.

Alla fine la Residenza Chiari, con tanto di superattico, potrà arricchire il patrimonio abitativo e il turismo di qualità. Chi ha il portafogli pronto per investire alla luce del sole. Niente nero. E tantomeno riciclaggio, qui non azzecca.

C’è chi sgomita per spendere, in questa baia, in hotel di lusso, per miliardari che faranno rivivere gli anni favolosi. Faranno felici quanti si battono perché Alassio prosegua sulla strada del salutare sviluppo del mattone, capace di garantire l’accrescimento della ricchezza collettiva, del commercio ed esercizi pubblici. Non sarà un caso se tanti asiatici premono per aprire un locale ad Alassio, in Riviera.

Il popolo nostrano sarà un po’ brontolone, però ha capito che laddove corrono cemento & ferro, metri quadrati da vendere ad un prezzo poco galeotto, sarebbe una follia rinunciare. C’è tutta l’estesa collina da “consumare” con saggezza. Bisogna avere pazienza. 

Il vecchio rudere del Rex non lo rimpiangerà nessuno. Gli abitanti abbiano fiducia. Non si può soprattutto dimenticare chi, in tutti questi anni di glorioso turismo, si è sacrificato al prezzo di “avvisi di garanzia” per portare a termine il rilancio autentico della Città di Alassio. Incrementando il “conto in banca” di tanti concittadini operosi ed intraprendenti. Nulla a che vedere con i sudditi alla ricerca di posti di lavoro.

Un tempo, con giunte di sinistra o democristiano-socialiste, liberali, repubblicane, socialdemocratiche, la città assisteva impotente e nell’ignavia a tante vergogne; oggi siamo in piena stagione di orgoglio politico-amministrativo berlusconiano. Come non essere fieri e riconoscenti?

R.T.    

 

 E quelle da “verificare” in corso d’opera
 

Aprire il file e digitare pagina 212 Il numero della scheda è 410

 

 

 

 

 

 

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