Al via “Voci dall’arca – dato il posto in cui ci troviamo”, VI rassegna di musica e teatro civile nel ricordo di Sandro Baldacci

Grande successo per la presentazione della nuova stagione del Teatro Necessario; questa sarà un’edizione in memoria di Sandro Baldacci, scomparso improvvisamente due mesi fa, la sesta di “Voci dell’arca – dato il posto in cui ci troviamo”, che prenderà il via il 27 di gennaio.

Il Teatro dell’Arca è divenuto, nel corso degli ultimi anni, non solo ponte ed agorà tra la popolazione detenuta, la cittadinanza e il territorio, ma anche uno spazio di richiamo per artisti che desiderino da una parte confrontarsi con diversi tipi di pubblico e, dall’altra, sviluppare occasioni di collaborazione e di ricerca a favore delle frange più deboli della società, come appunto quelle rappresentate dalla popolazione detenuta.

“Ringrazio i presenti dicendo che ricordare Sandro è importante”, dichiara un rappresentante dell’associazione, “senza dimenticare l’amministrazione comunale e la comunità valdese”.

Parole simili da parte dell’assessore comunale Francesca Corso :”Sandro era un esempio per tutti ed i ragazzi gli volevano bene perchè li trattava da professionisti; questo esperimento concreto deve essere valorizzato ricordando che fa parte dell’offerta culturale della città con un grande valore sociale permettendo alle persone di scoprire il carcere, luogo che ha in sè la possibilità di riscatto.

Ringrazio la direzione della casa circondariale dicendo che la città partecipa e credo in questo laboratorio; cosa è stato fatto merita di essere valorizzato e l’offerta culturale è molto bella. Il confronto dei detenuti con l’arte e la cultura è importante ed in questo modo possono anche imparare un mestiere; questa esperienza deve avere il sostegno di tutti e con l’arte si possono trasmettere messaggi fondamentali. Attraverso tutto ciò i detenuti possono riscattarsi ed il confronto è importante”.

“Quella del teatro è un’esperienza importante per il carcere visto che vi è l’apertura all’esterno di una realtà che le persone non conoscono”, afferma il garante dei diritti dei detenuti Stefano Sambugaro, “ed i detenuti, che sono esseri umani, vanno fuori dal carcere. La crescita di queste persone è importante e si scopre la solidarietà; io sono il contatto tra i detenuti ed il mondo esterno e porto il saluto, in questa presentazione, dell’assessore Rosso.

Il teatro è cultura e permette ai carcerati di aprirsi al mondo; poco tempo fa è mancato il regista degli spettacoli e chi è rimasto ha avuto un grande carico”.

“Questa è la mia prima uscita e porto i saluti del presidente Toti”, evidenzia la consigliera regionale Sonia Viale (Sonia Viale è stata eletta in seguito alla nomina ad assessore di Alessio Piana, succeduto al dimissionario Andrea Benveduti), “ricordando che sono vicina a questo mondo. Tutto ciò è fondamentale per i detenuti e la comunità ed è altresì necessario aprirsi alla città; l’appoggio della regione è fondamentale”.

“Il ricordo di Sandro Baldacci è importante e la sua perdita è stata enorme”, prosegue la direttrice del carcere Tullia Ardito, “ricordando che questa compagnia non è stabile visto che ogni anno abbiamo nuovi detenuti tra cui molti stranieri che non parlano l’italiano.

Nel giro di 8-9 mesi queste persone diventano attori ed il confronto con gli attori veri è per loro un’esperienza unica; il lavoro continua nel ricordo di Sandro e ci saranno due spettacoli, Sette Minuti e La Parola ai Giurati, in cui gli attori saranno i detenuti di due compagnie diverse ricordando che il carcere di Marassi è all’interno della città e ci saranno spettacoli sia per i carcerati che per i cittadini.

Le rappresentazioni sono belle e crediamo nel recupero dei detenuti che passa attraverso le esperienze culturali; le due rappresentazioni hanno trame diverse ricordando che Sette Minuti parla della dignità della persona mentre l’altra racconta la storia di come si arriva alla decisione ricordando che il processo statunitense è diverso da quello italiano”.

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“Questo è un momento difficile e ringrazio chi collabora”, sottolinea Mirella Cannata, presidente dell’Associazione Teatro Necessario, “senza dimenticare che gli spettacoli sono stati scelti da Sandro. Il sottotitolo della rassegna rinforza il fatto che il carcere è un luogo particolare e gli spettacoli che vanno in scena hanno come tema la giustizia, la libertà e l’inclusione; i detenuti lavorano alle rappresentazioni ma sono anche spettatori. Il primo spettacolo, il 27 gennaio, è più simile ad un concerto poichè si vedranno strumenti di epoche e luoghi diversi ascoltati anche nei film e andrà in scena per i carcerati al pomeriggio; il 10 febbraio tornerà in scena Mario Perrotta con uno spettacolo ispirato ad Italo Calvino che racconta la storia di Nemo, residente al Cottolengo, prigioniero del suo corpo e sogna la libertà.

La rappresentazione successiva, il 23 febbraio, è particolare poichè nasce da un podcast con la storia di un detenuto facendolo diventare uno spettacolo; in seguito sarà la volta di due compagnie nuove avendo il 16 febbraio uno spettacolo che critica la società contemporanea mentre la settimana dopo, il 23, verrà raccontata la storia di quattro persone che vogliono fare la rivoluzione, una critica alla società capitalistica e consumistica.

Il 6 aprile andrà in scena uno spettacolo particolare intitolato La Sfida che racconta uno scontro tra titani, una sorta di metafora su due persone che rappresentano la società degli anni 70 insegnando che lo sport è fondamentale per il rispetto delle regole e degli altri; in conclusione ci saranno i nostri due spettacoli Sette Minuti con gli attori della sezione comune che andrà in scena anche al Teatro Ivo Chiesa e La Parola ai Giurati che si terrà solamente presso il Teatro dell’Arca raccontando storie di lavoro e giustizia e le conseguenze sul futuro delle proprie decisioni. La perdita di Baldacci ed il sottotitolo della rassegna rafforza la nostra mission; i nostri spettacoli parlano di temi importante come la giustizia, la libertà e l’inclusione”.

“Fondiamo le diverse culture del mondo”, evidenzia Edmondo Romano, “ed usiamo strumenti vecchi e nuovi”.
“Ringrazio i nostri sponsor e tutti coloro che hanno collaborato”, conclude un rappresentante dell’associazione.

Per assistere agli spettacoli programmati al Teatro dell’Arca è obbligatoria la prenotazione online da effettuare entro tre giorni dall’evento sul sito: www.teatronecessariogenova.org

SELENA BORGNA

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