L’Autorità Palestinese si vanta di Hitler come alleato dei palestinesi, definendo al contempo Israele “nazista”

L’Autorità Palestinese si vanta di Hitler come alleato dei palestinesi,
definendo al contempo Israele “nazista”

(da Palwatch)
di Ephraim D. Tepler | 20 ottobre

L’Autorità Palestinese non si preoccupa di nascondere i propri legami con Adolf Hitler; al contrario, ne va fiera. L’Autorità Palestinese (AP) si vanta del fatto che Haj Amin al-Husseini – definito “uno dei più eminenti leader palestinesi del XX secolo” – abbia cercato attivamente il sostegno di Adolf Hitler durante la Seconda guerra mondiale.

Narratore della TV ufficiale dell’AP: “Nel cuore di Gerusalemme nacque uno dei più eminenti leader palestinesi del XX secolo: Haj Muhammad Amin al-Husseini… che per decenni è stato un simbolo della lotta palestinese… Nel 1929, egli fu in prima linea nell’opposizione ai tentativi sionisti di prendere il controllo del Muro di al-Buraq (ovvero il Muro Occidentale del Monte del Tempio), il che portò allo scoppio della ‘Rivolta di al-Buraq’ (ovvero i moti arabi del 1929, in cui furono assassinati 133 ebrei)… Nel 1941 trovò rifugio in Germania, dove si adoperò per ottenere il sostegno di Hitler alla causa palestinese… Con l’inizio della Nakba (ovvero ‘la catastrofe’, la fondazione di Israele) nel 1948, fu uno dei più accaniti oppositori del [piano di] spartizione della Palestina… [Il Gran Mufti di Gerusalemme] Haj Amin al-Husseini rimane una delle figure di spicco… che hanno contribuito a rafforzare l’identità palestinese”.
[TV ufficiale dell’AP, rubrica “Dalla storia”, 23 agosto 2026]

Nel suo racconto della storia palestinese, la TV dell’AP descrive l’arrivo di al-Husseini nella Germania di Hitler come un “rifugio”, trasformando di fatto il regime nazista in un santuario accogliente. (vedi )

Al-Husseini fu, a tutti gli effetti, un attivo collaborazionista dei nazisti. Fu un collaboratore di Hitler, visse in Germania dal 1941 al 1945 e ricevette finanziamenti dal governo nazista. Nelle sue memorie, al-Husseini scrisse: “La nostra condizione fondamentale per collaborare con la Germania era avere mano libera per sradicare fino all’ultimo ebreo dalla Palestina e dal mondo arabo”. Durante la guerra, trasmise in arabo dai microfoni della radio nazista questo appello: “Uccidete gli ebrei ovunque li troviate; ciò è gradito a Dio, alla storia e alla religione” (Radio Berlino, 1° marzo 1944).

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Fu responsabile di una divisione musulmana delle SS e si oppose al possibile rilascio di bambini ebrei, contribuendo così a far sì che 5.000 di loro venissero inviati nelle camere a gas.
Documenti dell’intelligence americana, in seguito declassificati, hanno inoltre rivelato che la rete di al-Husseini veniva finanziata e rifornita di armi dai nazisti, sostenendo la sanguinosa Rivolta araba del 1936-1939.

Ciò rende particolarmente osceno il modo in cui l’Autorità Palestinese definisce costantemente Israele come “nazista”. I suoi funzionari e i suoi media lanciano accuse di stampo nazista contro lo Stato ebraico, mentre la televisione palestinese glorifica un’icona nazionale che, durante la Seconda guerra mondiale, visse a Berlino e fu uno stretto alleato di Hitler.
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Commento di Luciano Dondero:
Quello che sembra un paradosso assurdo si spiega in realtà abbastanza facilmente.
Il diverso comportamento dell’Autorità palestinese, ovvero i “terroristi buoni”, i “terroristi moderati”, eredi di Yassir Arafat, deriva dall’impiego diverso della loro propaganda.
Il programma TV serve per mobilitare (leggi: lavare il cervello) i propri seguaci arabi, quelli che si dicono “palestinesi” -un po’ come i leghisti che si dicevano “padani”.
Ma per il pubblico occidentale, gli idioti pronti a piangere per i presunti “poveri civili” terroristi di Gaza, ecco l’utile accusa infamante contro Israele di essere nazista.
Gente del genere non può certo costruire uno stato pacifico a fianco di Israele.
Tutto quello che interessa loro, mentre i capi di Hamas e AP mangiano a quattro palmenti coi soldi della “solidarietà umanitaria”, è disporre di una testa di ponte da cui scatenare altri massacri contro Israele, con l’aspirazione demenziale di riuscire a uccidere tutti gli ebrei del mondo e gridare a squarciagola “Allahu Akbar!”.

Luciano Dondero

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One thought on “L’Autorità Palestinese si vanta di Hitler come alleato dei palestinesi, definendo al contempo Israele “nazista””

  1. La storia non dovrebbe mai diventare uno strumento di propaganda politica. Esaltare Hitler, anche solo indirettamente, è inaccettabile, così come utilizzare con leggerezza il termine nazismo per delegittimare un intero popolo. Ma attenzione a non confondere le responsabilità dei dirigenti con quelle dei cittadini palestinesi, che non possono essere giudicati collettivamente per le dichiarazioni dei loro rappresentanti. Si possono condannare le politiche del governo israeliano, difendere i diritti dei palestinesi e denunciare l’antisemitismo senza alcuna contraddizione. La verità storica non dovrebbe avere bandiere.

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