Uno al giorno non basta

Visto quando sta accadendo politicamente in Italia e nel mondo probabilmente un pensiero al giorno non basterebbe neppure per descrivere il caos che stiamo vivendo.
Iniziamo con parlare della relazione di Giorgetti.

Il Ministro Giorgietti

Con una crescita economica a zero, una spesa per interessi fuori controllo e un patto fiscale europeo che stringe, bisognerebbe avere il coraggio di dire agli italiani che la festa, se pur ci fosse stata, è finita.
Giorgetti ha sottolineato il fatto che il Dpfp per il 2027 è improntato alla prudenza, virtù che oramai cita spesso come un amuleto provvidenziale. Ma di questa oculatezza contabile è difficile vederne traccia. Se guardiamo i dati proposti, il governo ha spinto il debito pubblico al valore più alto di sempre. In termini percentuali salirà nel 2027 al 138,5% del Pil, in termini assoluti sopra i 3.200 miliardi. Si tratta della quota più elevata mai raggiunta in tempi di pace dall’Unità d’Italia.

PUBBLICITA’

Il ministro parla di conti pubblici, i deputati disertano i banchi. Una dozzina all’inizio, una ventina nel corso dell’intervento: è l’accoglienza riservata dalla Camera a Giancarlo Giorgetti,   insomma un emiciclo quasi deserto.
Questo è l’interesse espresso dai parlamentari di ogni colore politico nei confronti della relazione economica del ministero al bilancio e delle finanze.
L’immagine dell’Aula del Parlamento deserta non è un caso eccezionale ed evidenzia una questione ricorrente nella vita delle istituzioni, con le sedute dell’Assemblea concentrate prevalentemente tra martedì e giovedì.
Capito? Loro lavorano quattro giorni la settimana,alla faccia di chi lavora tutta la settimana otto ore al giorno e più,prendendo novemila euro al mese in meno rispetto a lor signori.
Si comprende chiaramente perché i membri del governo parlano in modo entusiastico di un paese ricco; esiste solo nel loro portafogli.
La tristezza vera è che rispetto al governo peggiore della storia repubblicana, ad oggi non esiste alternativa vera e credibile.
Mancanza di un programma comune: Partiti interni alla coalizione, come Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), denunciano la carenza di un programma politico strutturato e condiviso, puntando il dito contro i continui litigi interni e la tendenza a basare l’alleanza solo sulla contrapposizione al governo Meloni piuttosto che su una visione comune.
Da mesi discutono di primarie facendo incontri pubblici dibattiti analisi e piattaforme senza per ora arrivare a nulla
Ma di idee e programmi non si parla? forse perché non sono d’accordo su nulla?
Il Paese ha il sacrosanto diritto di poter votare un alternativa credibile a questi dilettanti allo sbaraglio.
Per cui fate presto preparate dieci punti programmatici,una possibile alternativa credibile,e che dia garanzia di durata e soprattutto fare qualcosa di radicalmente diverso.
Proporre la brutta copia del governo non porta i cittadini a votare,e se rivincessero le destre temo che sarebbe la fine del Paese.

Roberto Paolino

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.