7 OTTOBRE 2026: Un bilancio vittorioso
7 OTTOBRE 2026: Un bilancio vittorioso

immagine di AI
È un 3° anniversario di lutto e dolore per il più feroce progrom antiebraico dopo l’Olocausto. E tale dolore è accresciuto dalla constatazione che a rivendicare i «meriti» della strage non è più la destra estrema fascista, nazista, ustascia ecc., ma la sinistra reazionaria in primo luogo italiana, ma anche nel resto del mondo.
Ebbene, va detto a voce alta che tale sinistra ha ben poco da festeggiare, viste le sconfitte che Israele ha saputo infliggere a quella parte barbara del mondo islamico che fa riferimento all’Iran.
Ecco una rapida lista dei successi conseguiti da Israele (cioè dal mondo del progresso e della democrazia in Medio Oriente) dopo il 7 ottobre 2023.

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1. Esisteva uno staterello nella striscia di Gaza, formalmente indipendente, ma militarmente controllato da Hamas (e quindi dall’Iran). Tale staterello non esiste più, Hamas ha perso più di metà del suo territorio, oltre i due terzi del suo esercito e delle sue risorse militari. Non riuscirà più a risollevare la testa nè potrà mai più esistere uno Staterello indipendente di Gaza.
2. Hezbollah è ormai paralizzato e lo stesso governo libanese sta cercando insieme a Israele il modo di neutralizzarlo del tutto.
3. In Siria c’era una feroce dittatura antisraeliana e filorussa. Grazie a Israele non c’è più.
4. L’Iran stava lavorando all’arricchimento dell’uranio per giungere alla bomba atomica da gettare su Israele. Il processo è bloccato, mentre le stragi governative di decine di migliaia di cittadini iraniani hanno mostrato quanto impopolare sia il regime dei mullah. Crisi economica e opposizione popolare sono cresciute e non lasciano un grande futuro per tale regime. Per non parlare delle umiliazioni che la teocrazia ha subìto con l’eliminazione dell’Ayatollah supremo e il bombardamento dei suoi siti da parte dell’aviazione israeliana (ma purtroppo anche quella statunitense).
5. Gli Huthi sono l’unica componente del fronte filoiraniano (storicamente estraneo alla vicenda arabo-palestinese) che sembrano godere di buona salute. Ma stanno facendo l’errore di provocare l’Arabia Saudita e questo li porterà prima o poi alla sconfitta. Questione forse di mesi se non settimane.
6. L’avvicinamento del mondo arabo a Israele è andato avanti, in certi casi (Emirati Arabi Uniti) molto avanti. Ma il processo è a singhiozzo. L’avvicinamento dell’Arabia Saudita dopo gli accordi di Abramo, che sembrava vicino, è stato effettivamente interrotto dal 7 ottobre, ma non eliminato. Sono molti gli episodi accaduti in questi tre anni che dimostrano come il processo di avvicinamento sia sempre in corso. L’attacco degli Huthi probabilmente lo accelererà.
7. Per l’ennesima volta Israele ha dimostrato di essere militarmente imbattibile contro gli aggressori, dopo le guerre vittoriose del 1948, 1967, 1973, 1982, 2006 e ora anche 2023.
Come si vede, la reazione israeliana al pogrom del 7 ottobre 2023 ha provocato una serie di gravi sconfitte per il fronte islamico filoiraniano, dalle quali tale fronte difficilmente riuscirà a riprendersi (nonostante gli aiiuti che sta ricevendo dalla Russia e dalla Cina). Non si capisce quindi che cosa abbia da festeggiare la sinistra reazionaria in questo 3° anniversario: la sconfitta del fronte filoiraniano è anche una sua sconfitta, anche se è evidente il tentativo di mascherarla con slogan sul «genocidio», falsi report e ignobili documentari. È una sconfitta politica sul terreno reale che fa séguito a quella morale iniziata l’8 ottobre 2023.
Questo generale arretramento del fronte filoiraniano dimostra che nel 3° millennio l’antiebraismo (camuffato da antisionismo, genocidarismo, palestinismo) potrà solo essere sconfitto. Tutto ciò che è accaduto dopo il 7 ottobre sta lì a dimostrarlo concretamente.
Shalom e Adelante! più che mai
Roberto
(da https://utopiarossa.blogspot.com/ dove sono disponibili anche le versioni in inglese e in francese)
