‘NA SCARPA E ‘NA ZAVATTA

 ALBISOLA SUPERIORE
‘NA SCARPA  E  ‘NA ZAVATTA

ALBISOLA SUPERIORE
‘NA SCARPA  E  ‘NA ZAVATTA
 

Venerdì 5 ottobre, ad Albisola S., in fondo a Via S. Pietro è stata posizionata segnaletica verticale indicante: “DA LUNEDì 8 ALLE a MERCOLEDI’ 10, dalle 8 fino a fine lavori,  DIVIETO DI SOSTA PER RIFACIMENTO SEGNALETICA ORIZZONTALE”.

Ad oggi, sabato 6 ottobre, il manto stradale è in questo stato: (vedi foto)

 La situazione è così da anni in attesa delle opere di urbanizzazione del progetto ex Asilo Balbi ed ex scuola Matteotti. Opere che prevedevano:

– Rifacimento illuminazione pubblica.

– Rifacimento dei marciapiedi su ambo i lati di Via S. Pietro in lastre di pietra, compresa via xxv aprile lato mare.

– Scarificazione di 30 cm, stesura di uno strato di 25 cm di tout venant e asfaltatura con misto granulometrico e successiva stesura di binder e tappetino di usura.

Le opere suddette erano  previste dal progetto per la ristrutturazione dell’Asilo Balbi e erano state illustrate in un’assemblea pubblica  dall’impresa ( Cinema Leone, 16 giugno 2009). Ad esclusione dei marciapiedi del Balbi e della Matteotti, due lampioni e un po’ di asfalto nell’incrocio, del resto non vi è ombra.

Visto che parte la segnaletica ORIZZONTALE (!), ci chiediamo se e quando inizieranno i lavori per la definitiva sistemazione della zona.  Inoltre, in epoca di spending review, ha senso pitturare pezzi di asfalto devastato?

Nella suddetta assemblea pubblica, cittadini e amministratori dei condomini di via S. Pietro e vie limitrofe, avevano sollecitato l’adeguamento della FOGNA CENTRALE, in quanto già nel 2009 si intasava rendendo necessario lo spurgo. I rigurgiti di acque nere erano ai primi piani.

Il sindaco Orsi, da poco eletto, aveva menzionato allora un regolamento comunale che prescriveva l’adeguamento della fogna centrale in presenza di nuovi nuclei abitativi e conseguenti immissioni di acque nere. Che fine ha fatto questo regolamento?

Dopo 3 ANNI di cantieri  e il DOPPIO di metri cubi di cemento, non vorremmo scoprire che gli oneri di urbanizzazione hanno preso un’altra strada, lasciandoci con le toppe all’asfalto, ai tubi, e ai marciapiedi. Sarebbe una ulteriore colpo alla credibilità della classe politica (se ce ne fosse ancora bisogno), e materiale utile agli organi di controllo.

 

 


Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.