Mercati finanziari: chi mente?

Il mantra del periodo per i dati usa è “bad news are good news e viceversa” cioè di fatto i dati negativi americani, dovrebbero far pendere la bilancia a favore di un rialzo dell’equity e ribasso del dollaro in ragione delle aspettative di pivot sui tassi o rallentamento della politica monetaria restrittiva della Fed. E così è stato nell’ultimo periodo.

Il tabellone luminoso della Borsa delle Filippine (fonte Wikimedia Commons)

Sappiamo che la logica non appartiene ai mercati finanziari, ma vi sottopongo un mio personale ragionamento che secondo me dimostra la confusione che regna nei mercati in questo momento. Il mantra del periodo per i dati usa è “bad news are good news e viceversa” cioè di fatto i dati negativi americani, dovrebbero far pendere la bilancia a favore di un rialzo dell’equity e ribasso del dollaro in ragione delle aspettative di pivot sui tassi o rallentamento della politica monetaria restrittiva della Fed. E così è stato nell’ultimo periodo.

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Ma ciò che vale per gli Usa, non vale per l’Europa, per cui lo stesso mantra non solo non vale, ma è contrario. Mi spiego; in Europa sembra valere il detto “good news are good news” perchè i dati positivi fanno pensare a ulteriori rialzi della Bce, e per contro l’Euro di fronte a tali notizie sale così come la borsa con correlazione contraria intermarket rispetto a quellas del biglietto verde. Ne è riprova che il dax è più vicino ai massimi dell’anno rispetto agli indici Usa. Ciò significa che per il momento, il mercato vede l’euro e i mercati azionari europei come un asset rifugio, il che sembra un paradosso, visto il rapporto inflazione/crescita nelle diverse aeree e comunque molto più favorevole agli Usa rispetto al vecchio continente. Chi mente?

Saverio Berlinzani da PENSALIBERO

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