Laigueglia fucina di talenti in erba?

Laigueglia fucina
di talenti in erba?

Laigueglia fucina di talenti in erba?
Laigueglia, sabato 4 giugno 2016. Se non fosse che piove da due giorni e le previsioni indicano un tempo perturbato a venire la manifestazione in corso (fatta per accontentare grandi e piccini) sembrerebbe riuscita perfettamente. Ci sono “eventi” estremamente interessanti che coinvolgono il nostro sonnacchioso paesello in attesa dell’evento clou di giugno che è il Percfest.
Quest’anno durerà otto giorni. Quindi tutto bene direte?
Ni, mi permetto di osservare. La mia abitazione ha un affaccio nella piazza Cavour, dove, per me è una news totale, ogni giorno per la durata del pomeriggio e con una ripresina serale si esibiscono un nutrito gruppo di bimbetti dotati di bacchette a tamburi. E ci danno dentro a più non posso. Una lagnanza? Macché…una constatazione. Direi che da questo punto di vista è forse l’attività di gruppo più riuscita. Provare per credere.

Foto da IVG.it
Dai un tamburo a trenta, o quanti sono, bimbetti scatenati e ottieni un duplice effetto. Fai da baby sitter ai genitori e pratichi nei confronti di queste creature (per loro natura “di movimento”) una sorta di licenza a scatenarsi, con la guida pure di un cosiddetto maestro,  che dà i tempi, usando come si usa fare nelle bande il fischietto. Il primo giorno sono rimasto incuriosito, poi ho notato la ripetitività del suono (quasi mantrico) e mi sono detto che a parte l’effetto di babisitteraggio poco ha a che fare con un’educazione musicale. Ricordo che anni fa quando il molo nelle ore serali era frequentato da gruppetti cannaioli con le congas arrivavano quasi ogni due ore i carabinieri o la polizia per controllare e cercare di limitare i “danni acustici” che provocavano. Ora si sa che non tutti apprezzano questo modo di far approcciare il turista al borgo. Però voglio ricordare che persino il grande Karajan voleva, quando era piccino, suonare il tamburo. E poi è diventato una delle più importanti bacchette del secolo scorso. Chissà che da questo eterogeneo gruppo non possa nascere qualche “grande”, a meno che, paragonandoli ai cannaioli che frequentavano il Molo a suo tempo, non troveranno più consono  farsi qualche canna e passare dal tamburo alle congas.
Hasta siempre,

                                 Amedeo Massa

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