La libertà di amare

La libertà di amare

La libertà di amare

Come per la pace, coloro che chiedono con maggiore insistenza l’amore sono spesso quelli che lo esprimono meno. Renderci capaci di dare amore e prepararci a riceverlo è il sommo problema dell’integrazione; anzi, la chiave della salvezza”.
Lewis Mumford, sociologo statunitense. Renderci capaci di dare amore. In una semplice frase è racchiuso il dilemma in cui ci dibattiamo, a volte, per tutta la vita. A volte, senza nemmeno rendercene conto. Renderci capaci di dare amore significa, ipso facto, concederci la libertà di amare. Noi siamo forse liberi di amare? Dipende. Da un’infinità di variabili. Tutto ruota attorno ai significati che ciascuno di noi attribuisce ai termini “libertà” ed “amore”. Partendo dal presupposto che ogni essere umano sano è in grado di amare e di comprendere l’amore, resta il dilemma di cosa sia l’amore, e quando l’amore è sano, o meno. Se è impossibile definire univocamente l’amore, assai più semplice una valutazione, seppur per sommi capi, di quando sia sano o patologico l’amore. L’alexitimia è un disturbo psicopatologico che rende un soggetto incapace di esprimere emozioni, secondo alcuni studiosi anche di provarle. Un soggetto alessitimico sarebbe incapace di amare? Forse, di certo non sarebbe libero di esprimere il suo amore, incatenato dalla malattia. Ritorniamo al concetto di libertà. Genericamente, la libertà è la condizione in cui un soggetto può esprimere ed esercitare la propria volontà in assenza di vincoli e costrizioni. Quando avviene ciò? Nella mia esperienza, di fatto, mai. Paradossalmente, ma solo in apparenza, i vincoli e le costrizioni più rigide alla nostra libertà li dettiamo noi. Nella misura in cui impariamo a conoscere, definire e rispettare le nostre emozioni e, di conseguenza, quelle altrui.
Le nostre emozioni sono risonanze affettive di breve durata ma di forte intensità, che caratterizzano la nostra esistenza dai primi agli ultimi istanti. Paura, gioia, dolore, tristezza, euforia, malinconia. Tutte emozioni che conosciamo, ma che siamo in grado di distinguere?

Non è affatto scontato. Il presupposto necessario per vivere liberamente le proprie emozioni è quello di conoscerle e riconoscerle.

Lewis Mumford

 

 Conoscerle e riconoscerle significa dominarle quando serve e esprimerle quando serve. Le competenze di gestione emozionale ed affettiva si apprendono sin dalla più tenera età, in primis attraverso lo scambio emotivo ed empatico con i genitori, poi via via crescendo, con gli altri agenti socializzanti. La scuola, il gruppo dei pari, la società, tutto concorre a formare l’educazione emotiva dei giovani. Dopo la fase di ribellione tipica dell’età adolescenziale, in cui ci si deve mettere alla prova, dovrebbe subentrare quella della maturità. Anche emotiva. In un mondo ideale, gli adulti dovrebbero amarsi abbastanza da concedersi di amare e ricevere amore. Dovrebbero amarsi abbastanza da concedersi la libertà di amare e di ricevere amore. Invece tanti adulti confondono il bisogno di essere amati con la solitudine, e credono di innamorarsi “liberamente” di qualcuno, mentre invece, con tutta probabilità cercano di trovare un antidoto al vuoto profondo. Capita sovente che si ami qualcuno perché non liberi di amare qualche altro, per convenzione, o per false convinzioni. Succede di confondere l’amore con l’odio, per non soccombere ai sensi di colpa, per ipocrisia o puro istinto di autoconservazione. Succede. Agli esseri umani normali, succede. Rifletterci è il primo, modestissimo passo del lungo percorso che conduce alla libertà di amarsi, almeno un poco.

Giovanna Rezzoagli Ganci

 

http://www.foglidicounseling.ssep.it

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